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Come valorizzare la Coppa Italia

Creato il 15 dicembre 2018 da Tifoso Bilanciato @TifBilanciato

Si è molto parlato dell'ipotesi di riformare la Coppa Italia.

La struttura attuale vede la partecipazione di società dalla Serie A alla Serie D, in cui i club nelle categorie superiori sono favoriti dall'avere meno turni e dal giocare sempre in casa fino alle fasi finali.

Questo format ha portato a una buona crescita del fatturato negli ultimi anni, grazie anche al fatto che le TV sono contente di poter trasmettere sempre dei match con le"grandi" dagli ottavi in poi. Mentre è difficile e servono vere imprese perché una "piccola" possa arrivare fino in fondo con questa formula, impresa sfiorata dall'Alessandria (Serie C) nella stagione 2015/16 quando è riuscita a raggiungere le semifinali ed a poter così ospitare una grande a casa propria, o meglio questo Alessandria-Milan si giocò a Torino ma lo spettacolo di pubblico(oltre 20.000 spettatori) e l'entusiasmo furono davvero notevoli e contagiosi,e questa partita, così come le vittorie nei turni precedenti, rimarranno un ricordo indelebile per molto tempo nella città piemontese.

E alla fine queste "favole" piacciono anche alle TV, basti vedere che Inter-Pordenone (ottavi di un anno fa) è stata vista da oltre 3,3 milioni di telespettatori e con uno share del 14% (fonte Auditel). Sarebbe interessante poter misurare anche il coinvolgimento, l'attenzione e la passione, ma in ogni caso sono numeri che non fanno certo invidia ad un ottavo disputato tra due "grandi", evidentemente molti si erano affezionati alla favola e all'inedito di questo match e lo hanno visto.

Chiediamoci: Come aumentare l'interesse e il seguito per il calcio italiano e di conseguenza gettare le basi per un aumento progressivo di fatturato a medio-lungo termine?

Sappiamo che esso dipende in fondo solo dal numero e dall'affezione dei tifosi, infatti senza seguito si perderebberotutti i ricavi (siano essi da matchday, media o commerciali), occorre poicapire quali sono i tifosi più fedeli e passionali, perché evidentemente non èuguale avere 1000 tifosi affezionati piuttosto che 1000 tifosi più "annoiati", pronti a cercare altro nonappena troveranno qualcosa di più interessante.

La domanda che dobbiamo porci è: quanto vale un tifoso? Per quanto detto, potremmo tentare di rispondere in vari modi, di certo tifosi non sono tutti uguali, di certo non esiste solo l'acquisto di prodotti e biglietti, la visione di dirette video o di contenuti sui social, ma esiste anche un fattore fondamentale che potremmo chiamare "esternalità" che può essere positivo o negativo, e parlo di chiacchierate tra amici, condivisioni social, video che girano via mobile, commenti positivi o negativi, emozioni, entusiasmo o aspettative deluse. È impossibile considerare tutti i fattori ma credo che trovare i più rilevanti per arrivare ad una stima di un' indicatore economico non sia un utopia.

Qui mi limito a segnalare l'importanza di capire, almeno sommariamente, quanto può valere un tifoso per la società, in modo da indirizzare nel verso giusto gli investimenti, rapportandoli con altrii ndicatori. Ora, quali sono i tifosi più affezionati, ovvero quelli che generano più valore, sia con incassi direttiche con esternalità positive? Per capire meglio il contesto prendiamo uncampione di 6 clubs di diverse categorie e dimensioni: 1) AC Milan (Serie A), 2)Fiorentina (Serie A) 3) Empoli (Serie A), 4) Salernitana (Serie B), 5) Imolese(Serie C), 6) Reggiana (Serie D).

  1. AC Milan: parliamo di un club con centinaia di milioni di tifosi nel mondo e dunque un target globale. Ma chi produce più valore, il tifoso (ad esempio cinese) che segue i risultati di tutti i principali campionati sperando che vinca il Milan, il tifoso milanese che ha anche l'abbonamento allo stadio o il tifoso siciliano che si guarda le partite del Milan in TV? Dovrebbero rispondere loro, e sicuramente avranno fatto tanti studi in società. Chiaramente serve un'attenzione per tutti questi appassionati, ma il tifo più radicato è normalmente quello locale, visto che c'è un fattore in più oltre alle eventuali vittorie ed allo spettacolo: il senso d'appartenenza.
  2. Fiorentina: parliamo del settimo club italiano per fatturato (dopo Juve, Inter, Milan, Roma, Napoli e Lazio) spesso presente anche nelle coppe Europee e con milioni di simpatizzanti in tutto il mondo. Eppure già a questo livello è evidente la forte radice territoriale del tifo attorno alla provincia di Firenze e,tuttalpiù, alla Toscana. Anche qui è certamente possibile clusterizzare meglio i tifosi ma un focus particolare sul territorio è d'obbligo.
  3. Empoli: negli ultimi decenni tanta Serie A e anche una comparsa in Europa, sicuramente il club è conosciuto a livello mondiale dagli appassionati di calcio, almeno come nome e qualche like sui social. Però è chiaro che la fan base è prettamente legata al comune di Empoli e limitrofi, con poche speranze di allargarsi oltre vista la vicinanza con Firenze. Solo improbabili risultati eccezionali e ripetuti negli anni potrebbero allargarla fuori dai confini territoriali.
  4. Salernitana: qui il tifo è strettamente legato alla città ed alla provincia. A parte qualche super-appassionato curioso di Serie B italiana, solo gli emigrati dal salernitano seguono con interesse la squadra. All'interno di questo segmento,si possono targettizzare i più fedeli e appassionati che portano più valore.
  5. Imolese: geograficamente simile all'Empoli, con un bacino legato solo al comune sede del club. Con la differenza che essendo da decenni in categorie inferiori non èc onosciuta fuori dal territorio e anche a Imola altre squadre la fanno da padrone.
  6. Reggiana (ReggioAudace FC): tifo locale, legato alla città ma anche alla provincia.Numericamente, la differenza la può fare la categoria per fidelizzare negli anni, ma il bacino è simile a quello della Salernitana.

Dunque dall'Empoli in giù la situazione è simile, con un seguito localizzato sul territorio e solo la categoria (che non è garantita nel tempo)può dare una certa visibilità nazionale e internazionale, ma certamente i tifosi fedeli sono solo nel comune e nella provincia di riferimento. Dove convivono con tifosi delle grandi, più o meno appassionati. Però è evidente che oltre il 99% dei club ufficiali, e potremmo dire di tutto il mondo, ha un seguito territoriale. Quindi questa identità è fondamentale. E non è comunque da trascurare neanche per quelle decine di clubs con un grande seguito internazionale, perchè pur tenendo presente la veloce globalizzazione occorre anche considerare l'affezione e la fedeltà. Per questi motivi, credo che sia fondamentale ripartire dalle squadre locali, in tutte le città ed i principali comuni italiani, per far crescere l'interesse ed il seguito per il calcio italiano e di conseguenza il fatturato a medio termine. Anche perché, evidentemente, se un tifoso si affeziona alla propria squadra locale è probabile che poi segua anche una"grande" ed i più importanti match internazionali e della nazionale,portando così valore a tutto il sistema, mentre il viceversa appare più difficile (se sono abituato a vedere solo la Champions, poi è difficile che mi appassiono anche alla Serie B o C).

In sintesi:

Scopo: Aumentare l'interesse e il seguito per il calcio italiano e di conseguenza il fatturato a medio termine.

Come: Aumentando l'interesse e l'affezione per la propria squadra locale (per lo meno nelle città e nei paesi con piú storia calcistica)e di conseguenza di tutto il movimento. Esempio semplice: l'ipotesi di base,spiegata sopra, è che se uno di Sassari si appassiona alla Torres (Serie D)seguirà poi anche la Serie A e, spesso, un grande club, quindi cresce tutto il movimento, compresa la nazionale. Oltre al fatto che il tifo territoriale è particolarmente radicato e fedele, e questo è un valore importante.

Scendendo nel pratico, per quanto riguarda la Coppa Italia:

1) Fare un ranking storico, basato sulle partecipazioni ai campionati dal dopoguerra, che potrebbe simile al concetto di "tradizione sportiva" definito dalla FIGC che viene anche utilizzato per alcuni ripescaggi (Ex. partecipazioni alla Serie A 10 pti, partecipazioni alla Serie B 7 pti, alla Serie C - o comunque al terzo livello - 5 pti, alla Serie D - o comunque quarto livello- 2 pti e sotto 0), al quale si potrebbe aggiungere un fattore legato al bacino d'utenza e/o agli spettatori degli ultimi anni. Tutto ciò per valorizzare la grande storia calcistica delle nostre città, che hanno quasi tutte almeno un minimo di tradizione - intesa come campionati professionistici affrontati e seguiti.

2) Invitare le partecipanti in base a questo ranking ed inserirle in una graduatoria facendo giocare al primo turno l'ultima con la prima e così via.Siccome non é possibile per le grandi giocare ad Agosto, inserire una fascia chiamata "top" che comprende ad esempio le prime 8 per farle partire dal secondo turno che l'ideale sarebbe se fosse spostato un po' in avanti. Le provinciali potrebbero iniziare a considerare importante dapprima entrarci, e poi mantenere e scalare il ranking.

3) Gare di sola andata, al primo turno l'ideale sarebbe sul campo di quella col ranking più basso ed inversione di campo in caso di indisponibilità d'impianto. Dal secondo turno sorteggio integrale compreso il campo, con una sorta di tabellone tennistico, e gare di sola andata. Inversione di campo in caso di indisponibilità d'impianto.
Lo scopo è che ci possa essere es. Juventus-Taranto o, ancora meglio, Taranto-Juventus,laddove ci sono strutture almeno decenti, per favorire ancora di piùl'interesse e l'affezione.

4) Facendolo a eliminazione diretta credo che il format potrebbe essere di 120, con le 8 teste di serie giàqualificate al secondo turno e le altre 112 in base al ranking. Se una rifiuta o non ha i requisiti strutturali/economici si potrebbe scalare oltre sempre seguendo il ranking. Le squadre che non rientrano nel ranking sarebbero relegate alla Coppa della propria categoria o, se non è possibile, a quella della categoria inferiore se vogliono partecipare. Anche qui, lo scopo è che le piazze più rilevanti non solo di Serie C e D ma anche, addirittura, delle categorie inferiori (penso a Varese, Ancona, Brindisi etc. ma anche ai paesi con forte tradizione calcistica), magari fallite e rimaste impantanate ma con impianti relativamente buoni e bacini potenzialmente importanti, partecipino riportando così il grande calcio in città.

in questo modo

5) verrebbero recuperate tutte le piazze storiche rimaste invischiate negli ultimi anni /decenni, che avrebbero così la possibilità di giocare contro le grandi di A e riportare attenzioni alcalcio in città.

6) Questo, negli anni,favorirebbe una crescita della fan base in generale in queste città (e di conseguenza delle grandi, perchè se uno tifa una squadra di una categoria inferiore è probabile che poi segua anche la A...)

7) Ci sarebbe qualche incentivo per migliorare le strutture (ex. se a Sassari devono ospitare un Torres-Milan, la possibilità di ospitare un evento del genere potrebbe favorire investitori). Allo stesso tempo, credo che vista la drammatica situazione impiantistica sia utile mettere norme non troppo rigide per ospitare i match, per non disincentivare la voglia di migliorare gli impianti (perché potrebbe sembrare impossibile e allora piuttosto lo lasciano marcire..)

8) La Coppa Italia diventerebbe quindi una manifestazione d'interesse in tutte (o quasi) le città d'Italia, visto che i comuni più grandi hanno tutti (o quasi) avuto una storia di calcio professionistico. Questo favorirebbe l'interesse del calcio a tutti i livelli, a partire dalla città direttamente coinvolta. La Coppa Italia avrebbe poi finalmente un suo senso e una sua identità, data dalla presenza di tantissime città italiane. E tutta la storia acquisterebbe valore!

9) Ci sarebbe poi, negli anni, un continuo aumento del fatturato grazie a un maggior seguito generale, partite come Inter-Pordenone di qualche anno fa sarebbero frequenti ai primi turni, anche a campi invertiti, ma mai di paesini (a meno che non abbiano una grande tradizione, visto che occorre essere nel ranking e quindi avere una certa storia). Alla lunga credo che ne risentirebbero positivamente anche i diritti media di Serie A e non solo grazie al maggior seguito generale.

10) pensiamo a che opportunità sarebbe per tutte le città d'Italia che da decenni non vedono o non hanno mai visto club di A giocare contro la loro squadra locale! (es. Trieste, Taranto, Prato, Reggio, Modena, Ravenna, Foggia,Rimini, Sassari, Arezzo, Pesaro, Trento etc.etc.....) E in aggiunta quei paesi che hanno una buona storia calcistica, così da non perdere questa passione (ex. San Benedetto per la Sambenedettese o Martina Franca per il Martina).

11) Queste piazze importanti avrebbero un modo per farsi vedere e per guadagnare qualcosa, avendo così più chance di risalire (chi è nelle categorie inferiori), e un evento "top" per mostrare le loro capacità organizzative e anche per guadagnare qualche soldo, all'inizio grazie ai ricavi matchday ma poi anche grazie a nuovi sponsor e diritti media legati alla manifestazione. E scongiurare così ulteriori fallimenti, visto che negli ultimi decenni sono fallite centinaia di società professionistiche e molte delle quali anche di città importanti.

Breve simulazione: Ranking e simulazione primo turno:
Come valorizzare la Coppa Italia
Dopo il primo turno (che si giocherebbe ad Agosto):
Come valorizzare la Coppa Italia

In questo modo la competizione sarebbe sicuramente molto coinvolgente e negli anni riporterebbe pubblico in tante città italiane in cui la passione calcistica si è un po' spenta, sia dal vivo che sui media. Inoltre, un torneo interessante, coinvolgente e competitivo è attrattivo per tutti, e se è vero che le grandi hanno qualche rischio d'eliminazione in più, per quanto detto sopra certamente alla lunga ci guadagnerebbero anche loro in termini di seguito e fatturato, beneficiando della crescita dell' intero sistema.


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