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Commento alle elezioni in Myanmar. Intervista a Kaythi Soe, Ministro Consigliere presso l’Ambasciata della Repubblica dell’Unione del Myanmar in Italia

Creato il 24 novembre 2015 da Geopoliticarivista @GeopoliticaR
Commento alle elezioni in Myanmar. Intervista a Kaythi Soe, Ministro Consigliere presso l’Ambasciata della Repubblica dell’Unione del Myanmar in ItaliaCommento alle elezioni in Myanmar. Intervista a Kaythi Soe, Ministro Consigliere presso l’Ambasciata della Repubblica dell’Unione del Myanmar in ItaliaAl fine di avere una maggiore comprensione sulle elezioni in Myanmar, l'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliare (IsAG) ha avuto il piacere di intervistare Kaythi Soe, Ministro Consigliere presso l'Ambasciata della Repubblica dell'Unione del Myanmar in Italia.

D: Le elezioni generali che si sono svolte in Myanmar lo scorso 8 novembre hanno ricevuto una forte copertura mediatica e catturato l'attenzione della comunità internazionale. Queste storiche elezioni appaiono essere senza dubbio un evento significativo nella storia del Paese e rappresentano un punto di svolta chiave nel percorso di realizzazione della cosiddetta 'Roadmap to Discipline-flourishing Democracy'. Quali saranno, a suo parere, le sfide che il Myanmar si troverà ad affrontare in questo suo nuovo corso politico?

R: Mi trovo completamente d'accordo sul fatto che le recenti elezioni rappresentino un evento storico. La nostra Roadmap to Democracy è piuttosto ben pianificata e richiede un'intensa attività di negoziazione e comprensione durante lo svolgomento di tutto il processo. La sfida più immediata è costituita dal passaggio di potere al nuovo governo. Il Presidente U Thein Sein e il Generale Min Aung Hlaing si sono pubblicamente congratulati con la signora Aung San Suu Kyi per la vittoria elettorale, promettendo di rispettare il risultato delle elezioni. È in programma un incontro, probabilmente il mese prossimo, per avviare una discussione dettagliata. Come è stato ampiamente speculato da parte dei media, la LND avrà bisogno di lavorare di pari passo con le Tatmadaw (Forze Armate). Un passaggio di potere verso una forza democratica che risulti stabile e ben riuscito dipenderà dalla reciproca fiducia e dal livello di cooperazione. Non dobbiamo dimenticare che in Myanmar esistono ancora realtà sovversive e un vuoto di potere nelle istituzioni è molto pericoloso. Abbiamo bisogno di portare avanti il processo di pace con i gruppi armati nazionali in maniera progressiva e maggiormente inclusiva. Personalmente ritengo che la sfida più grande per il prossimo governo sia quella di gestire le aspettative della popolazione - lo sviluppo economico, l'occupazione, il benessere sociale, un'educazione adeguata, una buona governance e un efficiente meccanismo governativo - per citarne alcuni. In questo momento le aspettative del popolo sono realmente alte e se il nuovo governo non sarà in grado di gestirle correttamente, vi saranno certamente conseguenze.

D: Quale sarà, secondo lei, il ruolo politico effettivo della Lega nazionale per la Democrazia e del suo leader Aung San Suu Kyi dopo queste elezioni?

R: La Lega Nazionale per la Democrazia è risultato il partito vincente nelle recenti elezioni. Esso ha acquisito il controllo della maggioranza in Parlamento ed è in grado di formare il governo compresi i tre Ministri dell'Unione che il comandante in capo dei Servizi per la Difesa ha nominato per i Ministeri della Difesa, degli Affari Interni e gli Affari di Frontiera. Secondo la Costituzione in vigore dal 2008, la signora Aung San Suu Kyi non può essere nominata Presidente. Ma può essere portavoce del Parlamento o Ministro di Gabinetto. Se vuole continuare a essere una personalità politica e guidare il suo partito, potrà essere portavoce del Parlamento. Se volesse assumere un ruolo esecutivo, potrà essere Ministro.

D: In che modo queste elezioni potrebbero influenzare la politica estera e il processo di apertura del Myanmar? Che tipo di impatto potrebbero avere sulle relazioni che il Myanmar intrattiene con i principali attori della Comunità Internazionale, come Stati Uniti, Cina e Unione Europea?

R: Così come accade in ogni altro paese del mondo, la politica estera possiede fattori definiti e variabili. Il governo può cambiare, ma l'interesse nazionale rimarrà il medesimo primario obiettivo della politica estera. Ci terrei qui a sottolineare anche che l'attitudine della Comunità Internazionale nei confronti del Myanmar può svolgere un ruolo significativo negli sforzi di reintegrazione del Myanmar verso la stessa Comunità Internazionale.

D: Come sono state le relazioni tra l'Italia e il Myanmar fino a questo momento e in che modo potrebbero migliorare da ora in avanti? In quale campo auspichereste una cooperazione più forte? Come può l'Italia essere un partner chiave nel migliorare la relazioni tra l'Unione Europea e il Myanmar?

R: L'Italia è un paese democratico con un certo expertise, che da sempre incoraggia e sostiene la transizione del Myanmar verso la democrazia. Il ruolo dell'Italia come ponte tra l'Europa e le regioni del Mediterraneo e la sua naturale predisposizione ad entrare in contatto con profughi di paesi extra-europei è molto interessante per il Myanmar e spero che potremo imparare molto dall'Italia in questi ambiti. Possiamo anche migliorare le nostre relazioni nel settore commerciale ed economico, così come nella tutela del patrimonio culturale. Possiamo anche cooperare nel settore turistico e del business culturale. Nell'ambito di una maggiore cooperazione tra l'Unione Europea e il Myanmar, l'Italia avrà certamente molte opportunità di contribuire allo sviluppo del Myanmar.

L'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliare (IsAG) ringrazia il Ministro Consigliere Kaythi Soe e l'Ambasciata della Repubblica dell'Unione del Myanmar in Italia per l'intervista.

(Traduzione dall'inglese di Priscilla Inzerilli)

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