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Como: donna assassina "per natura". Sentenza senza precedenti del Tribunale penale

Da Avvdanielaconte
Il Gup del Tribunale di Como ha condannato a 20 anni di reclusione una giovane donna accusata di avere assassinato e dato fuoco al corpo della sorella - e di avere, in seguito, tentato di uccidere la madre - nel 2009. 
Per la prima volta sono state utilizzate le neuroscienze al fine di vagliare l'imputabilità. L'imputata è stata, infatti, sottoposta non soltanto ad esami psichiatrici, ma anche ad analisi neuroscientifiche e morfologiche sul suo cervello e sul patrimonio genetico. 
Secondo il Gup Luisa Lo Gatto, l'imputata presenta alterazioni in "un'area del cervello che ha la funzione di regolare le azioni aggressive e, dal punto di vista genetico, ha dei fattori significativamente associati a un maggior rischio di comportamento impulsivo, aggressivo e violento".
Per questo motivo, il Giudice ha riconosciuto all'imputata il vizio parziale di mente. 
La sentenza non ha precedenti in materia.
Roma, 30 agosto 2011             Avv. Daniela Conte 
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