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Con il ddl intercettazioni il governo, oltre che colpire i giornalisti, riprova a mettere il bavaglio al web.

Creato il 25 settembre 2011 da Mandingodolceacqua

freeblogger_smalldi pietroQuesta sera giorno 25 settembre 2011 nella pagina ufficiale di Antonio di Pietro, scatta  l’allarme sociale per l’Italia!!

Infatti dopo varie smentite sul web della possibile legge che avrebbe potuto mettere il bavaglio alla rete, riviene messa in discussione purtroppo..!!!

Dice di Pietro nella sua pagina facebook:Infatti nella norma è inserita la possibilità che qualunque blog, sito, portale o social network che riceva una richiesta da soggetti che si ritengano lesi da un contenuto pubblicato, sia obbligato a rettificare. entro quarantotto ore dalla richiesta. Insomma la solita norma “ammazzablog”. La rete si sta già ribellando e state certi che anche noi dell’IDV non staremo con le mani in mano.

Copio e incollo l’articolo che avevo inserito parecchio tempo fa e che adesso in questi mesi nel silenzio più assoluto i media tv non stanno assolutamente citando. Ringrazio personalmente Marco  per avermi fatto notare la drammatica notizia..!!! In caso non fosse del tutto vera siete pregati di avvertirmi il più presto possibile.

Ecco l’articolo originale com’era impostato

Il Senato approva un emendamento che sancisce la fine della libertà per i bloggers in Italia

Questo era un articolo che gira già dal 2010, comunque è sempre nella bocca di certi parlamentari del governo Berlusconi.

Ritengo opportuno ripubblicarlo per far si.. che chi deve farlo: ” Impedisca in anticipo questa legge assurda..”!!!! La notizia sta trapelando in rete nuovamente. Sarà vero?

Se la notizia divulgata da Fabio Ludovici il 25 agosto 2011 alle ore 2 e 15? prendesse forma è la morte dei blog e de blogger in Italia. Nessun telegiornale ha avuto il permesso di diffondere questa notizia. Precedentemente pubblicata da Tom Bosco il giorno mercoledì 24 agosto 2011 alle ore 17.09.

Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733 ) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.

Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.

Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet.

L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.

MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.

In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata. ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.

Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare. Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo. Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO. Documentazione diffusa da Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. http://www.perlapace/

Ecco il testo approvato:

Proposta di modifica n. 50.0.100 al DDL n. 733

50.0.100 (testo 3)

D’ALIA (Approvato)

Dopo l’articolo 50, inserire il seguente:

«Art. 50-bis.

(Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecitecompiuta a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

2. Il Ministro dell’interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all’adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell’attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l’effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l’attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico.

5. Al quarto comma dell’articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: “col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda”.».

di Ezio Alessio Gensini

Fonte

Divulgate la notizia su internet e tutti social..!!!

celluvale-facebook

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