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Con #occupyLiberazione il quotidiano comunista ora (soprav)vive in formato pdf

Da Kobayashi @K0bayashi

Il vento che tirava lo si era potuto intuire già durante tutto il 2011, tanto che il settimanale statunitense Time, a fine dicembre, aveva incoronato come “Person of the year 2011” il manifestante ignoto (“The Protester“) intendendo così celebrare le numerose manifestazioni di dissidenti che si sono sviluppate – per vari motivi e con differenti esiti – in tutto il mondo durante il corso dell’anno appena conclusosi, dalla cosiddetta primavera araba al movimento di Occupy Wall Street e tutti i suoi derivati.

Dissidenti, manifestanti e ignoti lo sono, seppure in misura minore, anche i giornalisti di Liberazione, l’organo di stampa ufficiale di Rifondazione Comunista che, il 31 dicembre, avrebbe dovuto terminare le pubblicazioni dopo 20 anni di attività con l’ultimo numero uscito in edicola.

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Nato nel 1991 e attualmente diretto da Dino Greco, il giornale è stato affossato dalla decisione della società editrice Mrc (società per azioni il cui socio unico proprietario è appunto il partito di estrema sinistra) di non far fronte ai tagli dei finanziamenti pubblici all’editoria già introdotti dal governo Berlusconi e poi riconfermati dal nuovo premier Mario Monti: -511mila euro nel 2010, circa il quadruplo nel 2011, cifre che avevano costretto l’amministratore unico della società a portare l’organico della testata da 30 a 7 giornalisti e da 20 a 6 poligrafici pur di mantenerla in vita ancora qualche mese.

Dal primo gennaio, in effetti, i suoi affezionati lettori non hanno più trovato l’edizione cartacea di Liberazione in edicola. Redattori e poligrafici, posti in regime di ferie forzate, hanno tuttavia deciso di occupare pacificamente i locali della redazione per continuare l’esperienza del quotidiano seppur in altra forma: da mercoledì 4 gennaio, allora, e fino a quando le forze (fisiche ed economiche) glielo permetteranno, la testata comunista continuerà a (soprav)vivere in formato pdf ad alta risoluzione, scaricabile gratuitamente dal sito a partire dalle 21 di ogni giorno precedente all’uscita, grazie all’esperienza di #occupyLiberazione. Un modo, secondo i giornalisti, di continuare a far vivere il quotidiano e a lottare per la salvaguardia dei posti di lavoro.

L’edizione di giovedì 5 gennaio di LIberazione (pdf, 4093 Kb)


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