Conflitti di coscienza

Creato il 21 febbraio 2011 da Sabby

Da quanto che non parlavo di mia suocera???
non ditemi da ieri perché non è vero!!!
Ditelo che sentivate anche voi la mancanza di questa felice donnina??
Comunque, scherzi a parte, è molto frustrante dibattersi sulle cose giuste da fare, quando sai già cosa ti dice la coscienza.
Mi spiego meglio!
Mia suocera, per chi mi legge da poco, tanto per ricapitolare, è lo stereotipo classico della suocera: invadente soprattutto, ma essendo “generosa”, per non farci mancare nulla, offre una vasta gamma di qualità, si permette anche di essere prepotente, cinica e poco incline alle gentilezze. (credetemi, non esagero!!)
Questa donna ora si ritrova da sola, perché il marito è morto due anni fa e le figlie vivono lontane e, aggiungo io, non sono neanche molto affettuose, che so…con telefonate più frequenti!!
Anzi, si permettono anche il “lusso” di litigare e stare giorni e giorni senza sentirsi.
Questa donna ora è sola, non frequenta altre persone, eccetto momenti occasionali, non frequenta neanche una chiesa, che potrebbe crearle momenti di aggregazione. Sta tutto il giorno in casa, vicino alla finestra.
La mia parte buona, umana, solidale, mi fa vivere questa situazione con difficoltà, perché riconosco che a questa donna bisognerebbe offrire una parola, un sostegno, che non sia solo quello delle gocce la sera, o del piatto di pasta, o della lettura delle bollette, ma qualcosa di molto più umano, ma, ebbene sì, qui c’è un ma grande quanto una casa, questa donna è la persona che più detesto al mondo, ma non solo perché è mia suocera, quindi parte in causa di un matrimonio complesso, ma perché è una donna avida, nel cuore e nella vita di tutti i giorni, una donna che con me è stata sempre indelicata, sono stata chiamata stronza da questa donna, senza motivo, solo per un gergo a lei comune.
Per certi aspetti mi fa pena, perché la percepisco come donna negli ultimi anni della sua vita, sola, senza affetti che la possano consolare e quindi una parte di me vorrebbe farle compagnia, la parte buona di me, ma poi c’è la parte meno buona, quella che sa che da questa donna è costretta a difendersi perché quasi sempre ne esce malconcia, quindi automaticamente ne mette le distanze.
Però dentro di me so che mettere le distanze significa anche chiudere gli occhi e, soprattutto, il cuore.
Questo però non è da me, non è quello che i miei studi di filosofia mi hanno insegnato, però….!!!

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