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Considerazioni e riflessioni dopo la lettura di “L’Italia al tempo del pensiero distrutto” di Francesco Alberoni.

Creato il 29 dicembre 2013 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali

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Francesco_Alberoni2di Franco Luceri. Il prof. Alberoni conclude il suo bellissimo articolo “L’Italia al tempo del pensiero distrutto”, apparso su “il Giornale” del 23/12, con queste inequivocabili parole: “la scienza è semplificazione, il genio è semplificazione e la verità è semplice”. Allora l’Italia sta annegando nella complessità culturale a basso anzi bassissimo contenuto di verità. Come dire, nella menzogna.

Per nostra disgrazia, sulla Terra, l’intera Umanità, (mica solo l’Italia!)  vive nella stessa condizione di un gruppo di naufraghi aggrappato ad un pezzo di legno sbattuto da un mare in tempesta. Non ci resta che alleggerire il carico dalle cose inutili, costose o nocive, prima che i matti provino ad alleggerirlo dalle persone, come fecero nel secolo scorso i nazisti con quella loro genialata da manicomio chiamata “soluzione finale”.

Allora, va individuato il pezzo di legno che tiene a galla il popolo, e gli va riservata tutta la vernice protettiva possibile, cercando nella foresta delle istituzioni democratiche, i rami verdi da salvare. Domandandoci:

Ci salva lo Stato comunista che producendo ricchezza propria salvava tutti, ma nel mondo è già fallito 24 anni fa; o quello liberale modello Italia che scanna gli imprenditori rapinandoli di tasse (per aiutarli….) a produrre, ma che finisce ad un passo dal default sperperando e rubando da cani?

Ci salvano i lavoratori che una volta cercavano il lavoro duro perché redditizio, e ora grazie ai sindacati chiedono solo salario o pensione; o gli imprenditori che offrono molto lavoro e poco salario, per reggere a l’urto nazionale di usurai e esattori, e mondiale della competitività selvaggia?

Ci salvano i contadini che producono cose che ci riempiono lo stomaco; o gli intellettuali che ci svuotano il cervello fingendo di renderci capaci di analisi e sintesi intelligenti e risolutive dei problemi? Campa cavallo……!

Ci salva la classe dirigente sprecona o ladra, oppure la famiglia capace di autentici atti di eroismo per tenere in vita le persone uccidendo le cose: vendendo casa, auto, mobili, vestiti, e impegnando o vendendo pure gli anelli nuziali, i regali di compleanno, o di comunione e cresima dei figli?

Allora ci vuole poco per capire che oltre alla famiglia, i popoli naufraghi hanno un solo galleggiante a cui aggrapparsi: gli imprenditori. Unica razza di umani capaci di tenere in vita quel sistema complesso chiamato mercato, che genera valore aggiunto col contributo materiale e intellettivo dell’intera popolazione, dal feto al defunto compreso.

Quindi, dopo lo Stato comunista ormai fallito; l’ultimo asse di legno a cui può aggrapparsi l’umanità, è l’istituzione inclusiva del libero mercato; che dove non è governato da cani, produce utilità col contributo di tutti e per tutti. O li uccide in massa se impedito a produrre valore aggiunto onesto, da una burocrazia acefala, in uno Stato manicomio.

Featured image, Francesco Alberoni, fonte Wikipedia.

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