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Consiglio infuocato a Laveno, Ielmini: “Giacon e De Bernardi, per me non esistete”

Creato il 31 gennaio 2017 da Stivalepensante @StivalePensante

Consiglio comunale frizzante, quello che si è tenuto ieri sera a Laveno Mombello: in avvio di seduta il sindaco Ielmini, sollevato dal proscioglimento dalle accuse di abuso di ufficio, ha esposto ai consiglieri del centro destra, Giacon e De Bernardi, la propria indignazione. Immediata la risposta dei due consiglieri, che, hanno dichiarato di non volersi opporre all’amministrazione di centro-sinistra solo per rallentarne le intenzioni. Molti i punti all’ordine del giorno, tra i quali, di particolare importanza, il bilancio di previsione 2017/2019.

Consiglio infuocato a Laveno, Ielmini:

Consiglio infuocato a Laveno, Ielmini: “Giacon abbandoni e De Bernardi mi tolga il saluto”. Il sindaco Ielmini ha aperto il consiglio comunale a Laveno Mombello, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, dopo la felice conclusione del processo che lo vedeva accusato di abuso di ufficio: in merito alla vicenda della convenzione per l’area ex ceramica lago, approvata nel 2009, il sindaco riporta le dichiarazioni del giudice: “Non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste” e, lui stesso, aggiunge: “Il castello di carte costruito da Giacon e De Bernardi contro funzionari e consiglieri del centro-sinistra, è franato”. Le accuse a questo punto vengono ribaltate: i due consiglieri di centro-destra sono stati additati dal sindaco Ielmini per incapacità nella gestione comunale, riferita alla perdita di voti del 2015, definita come una disfatta politica: “Fatto che avrebbe dovuto consigliare ai due di lasciare il loro posto ad altri, almeno per dignità politica”. Nell’ultimo anno e mezzo le preoccupazioni suscitate dalla vicenda giudiziaria ai danni del sindaco di Laveno Mombello, hanno interessato il sindaco sotto il profilo polito e anche personale: “Mi preme far notare quante sofferenze sono state provocate a me, consiglieri e funzionari comunali e, soprattutto, a mia moglie. Da stasera in avanti mi sforzerò di evitare, nella forma più adeguata, di rispondere ad ogni vostro intervento. Per me è come se non esisteste”. Ielmini conclude poi rivolgendosi direttamente ai due interessati: “A lei Giacon, che il 19 settembre mi accusava di reati e mi chiedeva di abbandonare il mio ruolo, ora chiedo io a lei di abbandonare il suo, quanto meno per dignità. E lei, signor De Bernardi, non mi sarei mai aspettato un attacco vile e ingiustificato. D’ora in poi gradirò che mi risparmi il suo saluto. Per sempre”.

L’immediata risposta dei consiglieri di centro-destra. La risposta dell’ex sindaco Giacon e De Bernardi non si è fatta attendere: pazientemente hanno atteso che il sindaco Ielmini concludesse il suo intervento per poter dire la loro. Per prima è intervenuta la consigliera Giacon che, in merito alla questione ha dichiarato: “Noi ci siamo mossi segnalando il fatto alla procura, abbiamo rappresentato l’accaduto e il pm ha rilevato il reato, non noi”. “Dobbiamo prendere atto che esiste una interpretazione del diritto che permette di aprire nuovi scenari di ogni tipo” sottolineando che, “nonostante le intercettazioni, si è costruito ugualmente”. L’inevitabile paragone tra le differenti gestioni comunali di centro-destra e centro-sinistra non è mancato, e la consigliera Giacon ha espresso la propria convinzione in merito al fatto che, durante la conduzione del comune di Laveno Mombello da parte della sua giunta, non ci sono mai state incoerenze tra iniziative prese contro la cementificazione e i dati di fatto, invitando, a questo proposito, gli elettori del centro-sinistra a porsi qualche domanda. Giacon ha poi concluso il suo intervento: “Io non mi dimetterò, ho solo esposto un grave problema, non ho fatto altro, si sarebbe comportato così anche lei”. De Bernardi, dispiaciuto che l’attacco del sindaco abbia preso toni che andavano sul personale, ha replicato a Ielmini in maniera concisa: “Purtroppo interventi con considerazioni sul piano personale sono anni che vengono fatti da parte vostra”, citando anche un’occasione in cui sono state porte delle scuse pubbliche. “Io non mi sono mai permesso di fare una cosa del genere. Ricordatevi che i primi a farlo siete stati voi”.

Il bilancio di previsione 2017/2019 e gli altri punti dell’OdG. In seguito si è passati in rassegna al “ricco” ordine del giorno, con ben tredici differenti punti che spaziavano dalla Tari ai disservizi postali. Per la Tari è stato chiesto un maggior controllo delle attività di raccolta dei rifiuti, per permettere una più adeguata spesa a carico dei cittadini, mentre per le problematiche legate alle grandi criticità legate alle attività postali è in previsione un nuovo disegno di ottimizzazione. Spazio poi ad alcune interrogazioni poste dalla minoranza, in merito ad una presunta edificazione di privati su suolo comunale. Il punto di maggior rilievo è stato, però, quello inerente al bilancio di previsione 2017/2019. “Risulta sempre più evidente la difficoltà degli enti locali nel gestire e usare le risorse che consentirebbero maggior serenità”, afferma il sindaco Ielmini. “Sul territorio il comune ha la funzione di coesione sociale che in questi anni è andata indebolendosi”. Un confronto con la realtà è quello che si evince dalle parole del sindaco, il quale dichiara ancora: “A Laveno stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità”. Un’ affermazione forte che raccoglie, in questo particolare periodo storico, il pensiero di altri comuni italiani, ma che non si limita a se stessa: “Pensiamo ai servizi che vengono offerti, istruzione, sociali e altri e, in molti casi, facciamo fatica a mantenere le posizioni e salvare i servizi che gestiamo, e che abbiamo dovuto rivedere. Siamo in una situazione di difficoltà. L’amministrazione comunale è al lavoro per far fronte alle complicazioni del nuovo anno e, consapevole della situazione, si sta già muovendo nell’interesse pubblico con azioni e progetti che interessano le istituzioni pubbliche e, in alcuni casi, anche partner privati”.

Si è chiusa così, ieri sera, questa seduta molta accesa del consiglio comunale. Dopo una prima parte legata alle comunicazioni delle parti interessati, con le conseguenti dinamiche sul processo conclusosi con il proscioglimento di sindaco, assessori e consiglieri, si è passati a parlare di questioni più concrete. Quelle che, una volta appurato che il fatto non costituisce reato, interessano ai cittadini.


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