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Consumi Ko. Famiglie più povere e il carrello... si svuota!

Creato il 28 giugno 2012 da Freeskipper @freeskipperIT
Consumi Ko. Famiglie più povere e il carrello... si svuota!La crisi e le manovre dei conti pubblici hanno falciato il potere d'acquisto degli italiani, costringendoli a un taglio netto della spesa, anche quella per beni di prima necessità come cibo e bevande. Lo afferma la Cia - Confederazione italiana agricoltori - commentando i dati diffusi dall'Istat sul commercio al dettaglio di aprile, che registrano il crollo delle vendite alimentari del 6,1%, la più forte da oltre 11 anni. Già dall'anno scorso le famiglie hanno messo in atto comportamenti d'acquisto improntati alla prudenza e al massimo risparmio - osserva la Cia - Una tendenza che si è consolidata in questi primi sei mesi dell'anno, anche per colpa dell'aumento degli oneri fiscali, del "caro-energia" e dei timori occupazionali. La conseguenza è subito visibile: il carrello alimentare si svuota, così come si svuotano tutte le tipologie di esercizi commerciali. Secondo i nostri dati - prosegue la Cia - quasi la metà delle famiglie 'taglia' sulla tavola, riducendo soprattutto gli acquisti ortofrutticoli (il 41,4%), quelli di carne rossa (il 38,5%) e quelli di pane (il 37%). Inoltre, il 65% delle famiglie compara i prezzi con più attenzione rispetto a due anni fa. Il 53% cerca sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53%) e il 42% privilegia le grandi confezioni, il cosiddetto "formato convenienza". Insomma, stando alle stime, nel 2012 la flessione dei consumi a livello pro capite potrebbe "raggiungere il 3,2-3,3% in termini reali, un'evidenza statistica che non avrebbe precedenti nella storia economica del nostro Paese". E' quanto rileva l'Ufficio Studi di Confcommercio, commentando i dati dell'Istat sulle vendite al dettaglio. "Il netto ridimensionamento delle vendite al dettaglio registrato ad aprile, in parte anticipato dall'Indicatore dei Consumi, rappresenta - spiega l'Ufficio Studi di Confcommercio - un fatto eccezionale che conferma come la riduzione del reddito disponibile, compresso dall'incremento della pressione fiscale, determini una forte contrazione dei consumi delle famiglie". Ad aprile le vendite al dettaglio segnano un crollo del 6,8% su base annua, la caduta tocca anche il settore alimentare (-6,1%). Lo rileva l'Istat, aggiungendo che un ribasso tendenziale così forte non si registrava almeno dal gennaio del 2001, ovvero dall'inizio della serie storica. Rispetto a marzo il calo è dell'1,6%. La caduta del 6,1% registrata dalle vendite al dettaglio del comparto alimentare ad aprile (dati grezzi), rispetto allo stesso mese 2011, è la più forte almeno da gennaio 2001, cioè da quando sono iniziate le serie storiche dell'Istat. Quindi, come per le vendite totali, anche il settore 'food' segna il ribasso più marcato da oltre 11 anni. Piccoli negozi e botteghe di quartiere ad aprile hanno subito una forte contrazione delle vendite, pari all'8,6% su base annua. Ma è stato un aprile 'nero' pure per la grande distribuzione, che in termini tendenziali ha segnato una flessione del 4,3%. Basti pensare che hanno ceduto perfino i discount alimentari (-3%), che proprio durante la crisi avevano mostrato una buona tenuta.

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