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Continuano in questi giorni attacchi jihadisti in Mali: morti e feriti nella regione di Menaka e non solo

Creato il 03 maggio 2018 da Marianna06

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(foto tratta dal web)

Diciassette civili, tra cui anziani, sono morti in due attacchi distinti avvenuti ieri nella regione di Menaka, in Mali, al confine con il Niger. Lo hanno reso noto oggi in un comunicato i gruppo filo-governativi di autodifesa Imghad e alleati (Gatia) e Movimento per la salvezza dell'Azawad (Msa), che denunciano “orrori senza precedenti” fra cui incendi e saccheggi di abitazioni. Ieri la Missione delle Nazioni Unite in Mali (Minusma) ha denunciato le recenti violenze contro i civili nella regione di Menaka, dove secondo le Nazioni Unite almeno 47 persone sono state uccise fra il 26 e il 27 aprile, una zona in cui i combattenti jihadisti che hanno giurato fedeltà allo Stato islamico hanno recentemente subito pesanti perdite dopo l’offensiva dell’operazione a guida francese Barkhane e dell'esercito maliano, sostenuti dai gruppi Gatia e Msa.
Sempre ieri anche la forza Barkhane ha condannato martedì gli “atti terroristici” commessi contro i civili nei campi di Aklaz e Awakassa, condotti presumibilmente dai miliziani dello Stato islamico nel Grande Sahara (Eigs). Le truppe francesi sono impegnate in Mali dal gennaio 2013, quando fu lanciata l’operazione Serval, che nell’agosto 2014 ha cambiato nome in operazione Barkhane, alla quale partecipano circa 4 mila militari con l’obiettivo di contrastare l’azione dei gruppi jihadisti nel Sahel. L’operazione si affianca alla missione delle Nazioni Unite in Mali (Minusma), lanciata nel 2013 dal Consiglio di sicurezza Onu per sostenere il processo politico di transizione e aiutare la stabilizzazione del Mali. La missione è considerata la più mortale per i caschi blu. (Fonte Agenzia Nova)

 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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