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Continuiamo a ubriacarci di discorsi mentre ci fanno a pezzi con la scure

Da Maestrarosalba
Continuiamo a ubriacarci di discorsi mentre ci fanno a pezzi con la scureNel giro di dieci giorni la scuola pubblica ha subito gli attacchi che tutti conoscete il primo qui e il secondo qui, consumatosi solo ieri. Altri e altri ancora hanno risposto dal punto di vista politico. In questi ultimi anni molte sono state le iniziative individuali di docenti e di chi la scuola la fa, nei blog e sui giornali (nessuna sui media televisivi) per cercare di ripristinare un verità sulla scuola e sgombrare lo strato di melma che quotidianamente chi dovrebbe difenderla e tutelarla ci sparge a piene mani. Ma non mi metterò in coda a chi scrive missive,  lette da un gruppo ristretto,   del quale ai diretti interessati non importa proprio nulla, forti del consenso che propugnano anche senza ormai sapere con certezza se esiste.Non risponderò alle accuse vigliacche di un presidente del Consiglio che non conoscendo il linguaggio della scuola, usa sprezzantemente (perdonate il quasi cettoqualunquismo) il verbo "inculcare" bandito dai luoghi e dalla menti di chi fa scuola e se permette anche  dalle famiglie. Non rispondo perchè non ci sono energie da sprecare, in simili fatti. Lo farà il nostro ministro dell'Istruzione? Ne dubito, perchè in questo governo l'idea che la scuola sia un ponte sovversivo verso i giovani è diffusa assieme alla convinzione che in essa si nascondano i peggiori fannulloni. Non è a loro che intendo rivolgermi, proprio non abbiamo nulla da dirci.Senza dare nulla per scontato posso affermare che nella scuola è presente ogni forma di individuo. Ogni forma di famiglia. E sono presenti anche se ora non lo ammettono manco morti, coloro che a questi (come definirli?) hanno concesso gli strumenti per operare quella che si sta rivelando la chiusura definitiva, la morte  della scuola. La maggior parte di coloro che sono in ascolto delle dementi affermazioni non sa che in questi giorni si sono appena chiuse le iscrizioni, e che a breve saranno determinati gli organici. Tutto questo chiasso a coprire l'ennesimo dimensionamento scolastico:  ora la scuola comincerà a restringersi sul serio. Dall'anno venturo, settembre 2011, le trenta ore non esisteranno più, se prima si sono accorti solo i docenti, ora tocca alle famiglie toccare con mano una scuola con meno ore effettive. Nulle viene buttato in pasto alla pubblica opinione  per caso. Se pensiamo che quelle di questi giorni siano innocenti frasi di sciagurati, che della scuola sanno poco e niente ci sbagliamo. Sulla scuola finiranno di concentrarsi i progetti del suo dissolvimento  (e l'ho già scritto tante volte): la scuola come la conosciamo non è destinata a sparire nel 2050 come qualcuno profetizzava. La scuola sparirà molto prima, tempo qualche anno si torna a 24 ore settimanali comprese di due ore di religione. Resterà un guscio vuoto.  E allora continuiamo a ubricarci di polemiche e lasciamo  che gli ultimi colpi di scure si abbattano sui poveri resti agonizzanti della scuola pubblica. E se dovessimo andare al voto continuiamo a dire che non c'è alternativa  a questo marciume, o che siamo apolitici e apartitici. A me pare che ci stanno tirando per i capelli nella politica e forse è ora che la scuola esca dal limbo, perchè la culla sicura del ruolo a tempo indeterminato, dentro il quale molti di noi si nascondono,  non c'è mica più. Sarà tempo di darsi una bella svegliata? O ci lasciamo dire di tutto?
Non è una chiamata alle armi, bensì un invito a non tacere. Io direi che sulla scia di quanto organizzato dalle donne si potrebbe iniziare un dibattito nei collegi dei docenti, per portare in piazza la protesta, al di fuori di qualsiasi organizzazione politica e sindacale. Direi che si potrebbe fare stavolta, un discorso serio con le famiglie e unirci in un unico coro. Io ne parlerò con le rappresentati di classe. E' ora di iniziare. Resto in attesa© Crescere Creativamente consulta i Credits o contatta l'autrice.

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