Contro i finti editori vendo ebook negli Stati Uniti

Creato il 09 maggio 2011 da Mdalcin @marcodalcin

Leggevo un articolo ieri sul blog di Marco Freccero intitolato “se il self publishing fosse un’illusione?” in cui l’autore del post rifletteva amaramente sulla reale qualità dell’autopubblicazione, sul rischio che la rete venga sommersa da immondizia letteraria e se veramente grazie al self publishing non ci sia più la necessità delle case editrici viste ormai come il male assoluto e allora, si chiedeva l’autore, come mai Amanda Hocking ha deciso di firmare con una casa editrice visto che già ha venduto 200.000 copie per conto proprio?
Tutte riflessioni sacrosante che sottoscrivo solo che, secondo me, il self publishing non deve promettere sogni di gloria e successo agli autori esordienti ma soltanto rappresentare un’ alternativa al piccolo editore inutile, quello che spilla soldi al malcapitato senza offrire niente in cambio se non un servizio tipografico perché fortunatamente grazie alle nuove tecnologie di questo tipo di editori non c’ è proprio più bisogno.

L’autopubblicazione certo non può sostituirsi alle vere case editrici quelle che selezionano  e dico selezionano i testi, che hanno capacità e forza promozionale e una credibilità e rispettabilità nella realtà culturale del nostro paese (costruita in decenni di attività professionale di qualità) che automaticamente si riflette anche sul testo edito. Credo che l’autopubblicazione (tramite ebook o carta stampata) sia invece un ottimo sistema per iniziare l’avventura come scrittore senza farsi infinocchiare dai tipografi autoproclamatisi editori e credo comunque che un testo immondizia autopubblicato non vada da nessuna parte, mentre un buon testo (grazie al passaparola super potenziato dai social media) abbia la possibilità di diffondersi e ottenere una sua visibilità che potrebbe aver buon gioco anche per ottenere successivamente l’attenzione di una seria casa editrice (vedi Amanda Hocking). Certo, è necessario darsi da fare, perché l’autopubblicazione deve sempre accompagnarsi all’ autopromozione, altrimenti è totalmente  inefficace, se l’autore ha intenzione di vendere i propri libri.
Un’ultima riflessione sugli ebook: l’autore del post in questione dice di vendere circa una copia al giorno dei suoi ebook pubblicati su Amazon. Copie acquistate probabilmente da italo americani dagli Stati Uniti e afferma che questo fatto sia di scarsa rilevanza, che non gli dà nulla, nessuna visibilità nessuna crescita. Io lo trovo invece un ottimo segnale di apertura e progresso! Fino a cinque anni fa era impensabile che un italo americano leggesse (dopo averli acquistati anche se a modico prezzo) i racconti di un ragazzo italiano, a meno che questo non fosse sotto contratto con una grande casa editrice.Secondo me questa notizia apre nuove porte e prospettive future dalla portata ancora quasi inimmaginabile.
Per completezza leggetevi il post.

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