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Coppa D’Africa: Camerun In Paradiso, Ghana All’Inferno

Creato il 02 febbraio 2017 da Agentianonimi

Chi affronterà l’Egitto domenica nella finale valida per la finale della Coppa d’Africa? Due le contendenti: Camerun e Ghana, protagoniste della seconda semifinale. Stelle Nere o Leoni Indomabili a sfidare i Faraoni? Due squadre ricche di storia, di gloria e di tradizioni, che in Gabon vogliono coronare questa edizione con una grande vittoria, quando forse ai nastri di partenza nessuna delle due si presentava con i favori del pronostico. Soprattutto il Camerun, disastrato da mille rinunce, capace però di diventare squadra quando più serviva, nei quarti di finale contro il favorito Senegal. In grado di soffrire e di chiudersi, per poi offendere e provare a far male. Una vittoria ai rigori che ha dato la consapevolezza di poter battere chiunque, con il gruppo più che con il tasso tecnico. Il Ghana si aggrappa invece alle sue stelle, i fratelli Ayew. Gli uomini di Hugo Broos, meno dotati tecnicamente, hanno giocato un calcio fisico e diligente tatticamente, e anche contro le stelle nere proveranno a far valere l’impatto fisico, ma troveranno una squadra pronta alla battaglia e che non vorrà lasciare niente sul campo. Per il Camerun un solo cambio rispetto ai quarti: Zoua al posto di Ekambi come esterno sinistro nel 4-3-3 che in fase di non possesso diventa un 4-5-1. C’è chi poteva immaginare un Aboubakar titolare dopo l’ottima prova nei supplementari, ma non è così, per lui ancora panchina e la possibilità di entrare con gli avversari sulle gambe. Per il Ghana invece confermati i fratelli Ayew, autori dei due gol che hanno piegato il Congo. Confermati come il resto dei titolari.

La partita è, almeno inizialmente, esattamente come ce la si aspettava: squadre corte e tanti contatti fisici, con il Ghana che prova a fare gioco ma senza rischiare di scoprirsi, con il Camerun che ha le due linee di centrocampo e difesa molto strette, con gli esterni offensivi pronti a ripiegare sulle sortite offensive dei terzini ghanesi. Tanta voglia poche idee. Questo è l’inizio di match. Le azioni sono poco fluide da ambo le parti, confuse e spesso casuali come quando al quarto d’ora Jordan Ayew si trova la palla tra i piedi dopo un doppio rimpallo e prova a calciare dalla distanza, ma l’eroe dei rigori Ondoa si fa trovare pronto e risponde presente, con la solita puntualità. È il primo tentativo verso la porta avversaria, ma il canovaccio tattico non cambia, la partita non esplode. È chiaramente una partita che vale molto, e le due contendenti non vogliono assolutamente fare niente per rischiare di scoprirsi e subire gol. Il match non si accende tanto che la prima, vera, occasione da gol arriva solo al 41′ e il protagonista è, neanche a dirlo, Jordan Ayew che da buona posizione lascia partire un tiro di sinistro che sfiora il palo. Si arriva alla fine della prima frazione di gara con il Camerun che praticamente non si è mai affacciato in maniera pericolosa in area di rigore del Ghana ma che, come successo nel turno precedente, sopperisce a limiti tecnici con quel fisico e quella compattezza che gli sono valsi l’ingresso tra le migliori quattro del continente. Le Stelle Nere fanno gioco, provano a premere sull’acceleratore ma la sensazione è che il gruppo del Camerun, tra mille difficoltà come abbiamo già detto, si sia cementato e metta in campo qualcosa in più di tutte le altre squadre. Quella voglia e quel desiderio di lottare l’uno per l’altro. Al rientro in campo gli stessi ventidue a darsi battaglia per conquistare quella finale che tanto conta. Nessun cambio, negli interpreti così come nel modo di interpretare la partita. Però quello spirito battagliero è pieno di sacrificio del Camerun, se possibile, si rafforza. Nessuna grossa occasione per il Ghana, intrappolati in una morsa tra difesa e centrocampo davvero stretta e soprattutto molto attenta. Quell’attenzione che è mancata a tante, troppe, squadre in questa coppa. Serve un episodio per sbloccare una gara così. E l’episodio arriva, per il Camerun. Calcio di punizione dalla trequarti, la palla è scodellata in mezzo e la retroguardia ghanese commette un disastro. L’errore incredibile tra Boye ed il portiere Razak lasciano lì la palla e Ngadeu-Ngadjui non si lascia pregare: palla in rete e Camerun in vantaggio. Clamoroso? Forse, ma la capacità di unirsi difronte alle avversità e la capacità di creare un gruppo così solido in certi tipi di manifestazioni contanti, eccome. A questo punto la partita è cambiata, il Ghana non ha più paura di scoprirsi perché deve assolutamente trovare il gol per pareggiare la partita ed evitare una finale per il terzo e quarto posto che starebbe stretta alle Stelle Nere. I cambi di Grant sono in questo senso: dentro anche Gyan per dare manforte al reparto offensivo: niente da fare. La difesa del Camerun sembra invalicabile, e infatti è così. Il baricentro del Ghana avanza di dieci metri almeno ma, così facendo, si espone al contropiede avversario. Di occasioni neanche l’ombra, o meglio, di occasioni nitide. L’unico che sembra poter far male è sempre Ayew ma quando prova il tiro dalla distanza Ondoa si conferma il portiere più in forma della competizione e respinge in maniera magari poco bella, ma efficace, ogni tentativo. Qualche ripartenza interessante del Camerun spaventa il Ghana e lo slancio offensivo diminuisce. Nel recupero sono saltati tutti gli schemi e ad approfittarne è Bassogog su assist del neo-entrato Aboubakar che dopo aver calciato il rigore decisivo contro il Senegal Regala l’assist per il gol  del due a zero al 92′. Camerun in paradiso, Ghana all’inferno. La finale è ormai decisa, sarà Egitto-Camerun. Salah contro la difesa più solida della competizione. Ondoa contro El Hadary. Mille motivi per seguire l’ultimo atto della Coppa d’Africa

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