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Coppa d’Africa: El Hadary para due rigori e condanna il Burkina Faso. Egitto in finale

Creato il 01 febbraio 2017 da Agentianonimi

Coppa d’Africa: El Hadary para due rigori e condanna il Burkina Faso. Egitto in finale

Ormai siamo agli sgoccioli della Coppa d’Africa 2017,  con le semifinali che prendono ufficialmente il via:  Egitto-Burkina Faso e Ghana-Camerun le due gare in programma, e quest’oggi si parte dalla sfida tra gli Stalloni di Paulo Duarte e i Faraoni guidati da Hector Cuper, che non hanno ancora subito gol in questa competizione e vantano tre vittorie per 1-0 (due delle quali arrivate con gol dopo l’85’). Entrambe le squadre sono imbattute da 11 gare, coi burkinabé reduci da 7 vittorie e 4 pari, e gli egiziani che arrivano da uno score di 9 successi e due pareggi: una delle due dovrà capitolare, e chiudere qui la sua esperienza in questa CAN 2017.

Entrambi i ct schierano le rispettive squadre col 4-2-3-1: Paulo Duarte effettua un solo cambio, schierando Bancé (uomo-match dei quarti) da centravanti con Bertrand Traoré (talentino dell’Ajax), Blati Touré e Nakoulma alle sue spalle, Cuper invece piazza Kahraba (match-winner contro il Marocco) da falso nueve e schiera Fathi a sinistra per contenere la stellina burkinabé. È un Egitto tremendamente accorto e timoroso, quello che approccia questa partita, e spera di far sfiancare gli avversari e colpirli nel finale come ha fatto sin qui con ogni squadra (eccezion fatta per l’esordio contro il Mali): ne esce un match dai ritmi altissimi, nel quale il Burkina Faso attacca con prepotenza e mette per l’ennesima volta in difficoltà la difesa ballerina dei Faraoni. Esatto perchè, come vi abbiamo già ribadito in precedenza, la retroguardia egiziana è tutto tranne che solida: Hegazy e Gabr sono a dir poco disattenti, e ne danno una dimostrazione al 7′, quando causano la prima occasione per gli Stalloni. Bertrand Traoré (proprietà Chelsea) crossa in mezzo, l’Egitto va in bambola prima con Hegazy che svirgola e poi con El Hadary che smanaccia, lasciando tutto lo specchio della porta a Blati per il tiro dal limite: il trequartista è uno dei grandi protagonisti dei primi 45′, e vede il suo tiro deviato in corner. E con lui, l’altro grande protagonista del primo tempo è Prince Nakoulma, esterno che gioca in Turchia: un suo passaggio aziona Bancé, il cui tiro da fuori termina alto di poco. Il Burkina Faso domina in questa fase contro un Egitto contratto e mai davvero insidioso in fase offensiva, che lascia il possesso palla (63%) agli avversari e crea solo due occasioni in contropiede: al 17′ Trezeguet (che, guarda caso, si fa vedere proprio al minuto 17: posseduto da David?) effettua una grande azione solitaria e scaglia un sinistro a giro che termina out di poco, mentre al 38′ è Kahraba a mettere in difficoltà Koffi con un tiro dalla distanza, sul quale il portiere del Burkina Faso devia in modo goffo (senza che nessuno riesca ad effettuare il tap-in). Nel mezzo, però, ci sono solo i burkinabé, che sfondano costantemente sulle fasce e non solo: Nakoulma è una freccia, e la sua connessione con Bancé è ottima, tanto da portare l’attaccante biondo platino al tiro da fuori (alto) al 24′. Sono almeno 7-8 le palle gol create dai ragazzi di Paulo Duarte in questa prima semifinale della Coppa d’Africa, ma la rete non arriva: l’Egitto, nonostante tutto, non capitola (e non fa neanche vedere il suo potenziale offensivo: Salah ed El Said non hanno toccato palla), e al 45′ siamo sullo 0-0.

La ripresa si apre con un Burkina Faso ancora arrembante, che fa vedere i sorci verdi alla (poco) premiata ditta Hegazy-Gabr: i due centrali soffrono, e Gabr rischia grosso toccando di mano sul tiro di Bertrand Traoré. Peccato che l’arbitro senegalese Diedhiou Malang, eletto miglior fischietto africano, ma a disagio coi tiri dal dischetto, si dimentichi di fischiare. si continua, e il dominio burkinabé sui Faraoni è disarmante e sempre più netto. Ma, come nelle migliori storie tristi, è proprio l’Egitto a trovare il gol al 65′, molto prima rispetto ai suoi standard. El Mohamady supera Coulibaly e crossa in mezzo, trovando la sponda di Kahraba per Salah: il tiro del romanista (sin qui in Casper-mode) è di rara bellezza, una conclusione a giro che non lascia scampo a Koffi e regala la rete a un Cuper impassibile. L’Egitto prende coraggio e spinge, mentre il Burkina Faso ha qualche momento di sbandamento, corroborato dal nuovo rigore negato per mani di Hegazy: il pari arriva però da un’azione estemporanea, nella quale Bancé è fenomenale per controllo di palla e prontezza del tiro sull’assist di Kaboré. La sua conclusione buca El Hadary e si trasforma nella prima rete subita dall’Egitto in Coppa d’Africa, una rete che restituisce convinzione agli Stalloni: Paulo Duarte osa e inserisce Diawara per Abdou Traoré, passando al 4-2-4, e la mossa porta ottimi frutti, restituendo ai suoi ragazzi il piglio aggressivo dei minuti precedenti. Il Burkina Faso vuole vincere e ritrovare la finale in questo torneo, dopo la sconfitta contro la Nigeria del 2013, e la pressione dei burkinabé diventa presto asfissiante: all’81’ El Hadary devia in corner il tiro in corsa di Nakoulma, mentre nel recupero prima Bancé e poi Diawara rischiano di bucare un El Hadary attento e ottimo nei riflessi a 44 anni, ma troppo ”attore”. Com’era già capitato in altre gare, infatti, nei momenti di difficoltà il portiere ”simula” falli subiti, così da rompere i ritmi altrui e cercare di far espellere un avversario. La mossa gli va male anche stavolta, e così si va ai supplementari con le squadre sull’1-1 e l’Egitto rivoluzionato negli ultimi 10 minuti: Cuper ha infatti sostituito Kahraba e Trezeguet, dando vita a un 4-2-3-1 flessibile nel quale Warda (passato al PAOK durante la coppa) ed El Said si scambiano costantemente la posizione da falso nueve (sono entrambi dei 10), e Salah-Sobhi agiscono in fascia.

Nuovo tempo (i supplementari), stessa gara: è sempre il Burkina Faso a fare la partita contro un Egitto raccolto e ormai incapace di reagire in contropiede: al 94′ Bancé colpisce a lato su assist dell’ispirato Bertrand Traoré, che non sente la fatica neppure nei supplementari e continua ad azionare i compagni, su tutti quel Nakoulma che pochi minuti dopo entra nella modalità in cui si piace troppo, rischiando di fare del male alla sua squadra. Paulo Duarte sente l’odore dei guai, e per evitare nuovi contropiedi toglie Bancé e inserisce Alain Traoré, tornando al più quadrato 4-2-3-1, ma la pressione degli Stalloni non diminuisce: al 108′ Nakoulma calcia a lato di poco, e al 120′ Bertrand Traoré è stupendo, bevendosi tutta la difesa in dribbling e peccando solo nell’ultimo controllo. Poteva arrivare il gol, e invece si finisce sull’1-1 dopo dei supplementari ricchi di falli (entrambe le squadre restano dunque imbattute), attacchi sparagnini e nervosismo.

I rigori diventano una realtà, in barba al tentativo dell’arbitro Malang (che nega tre penalty al Burkina Faso e uno all’Egitto) di non farne tirare neanche uno, e premiano l’Egitto di Hector Cuper, che andrà a giocarsi la finale contro una tra Camerun e Ghana, cercando di rinverdire i fasti delle tre vittorie consecutive: e dire che I Faraoni avevano sbagliato per primi, col tiro di El Said che era stato deviato sul palo da Koffi e la vittoria vicina. Peccato che Koffi, autore di una scenetta bellissima ad ogni rigore dei suoi (si metteva a gattoni e di spalle per non guardare i penalty), venga preso dal delirio d’onnipotenza e decida di tirare un rigore: la conclusione è leggibile e l’esperto El Hadary para, ripetendosi poi anche sul tiro di Bertrand Traoré, che cade nuovamente nel suo grande limite, quello mentale. Tutto il peso della gara era su di lui, e arriva l’errore: Egitto in festa, Cuper e i suoi hombres verticales vanno in finale di Coppa d’Africa, ed Essam El Hadary a 44 anni diventa (nuovamente) l’eroe dei Faraoni. Due rigori parati, una prova ottima e la finale conquistata da capitano: col sogno di alzare quella coppa che, ormai, manca da troppo tempo dalle sue mani…

(di Marco Corradi, @corradone91)

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