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Coronavirus: anche lo sport rimane a guardare

Creato il 25 febbraio 2020 da Ilnazionale @ilNazionale

Il diffondersi del Coronavirus, passato in pochi giorni da fenomeno sotto controllo a emergenza nazionale, ha sparigliato le carte della nostra vita di tutti i giorni. La misura più importante ha riguardato l’annullamento di ogni momento di aggregazione tra persone. Ne hanno fatto le spese un po’ tutti, dalle scuole ai musei, dai teatri a qualsiasi luogo di momento ludico, Carnevale di Venezia compreso. Naturalmente nemmeno il mondo dello sport ha potuto sottrarsi tanto che nell’arco di pochi giorni rinvii e annullamenti l’hanno fatta un po’ da padrone. Nel fine settimana, prima che lo stato di allerta raggiungesse il livello massimo, qualcosa è andato “in onda” mentre ora, almeno fino a domenica 1 marzo, è tutto sospeso in attesa di nuovi sviluppi, si spera positivi.

Lo sport veronese

Le decisioni prese dal governo in tal senso hanno naturalmente interessato da vicino anche lo sport veronese che nel fine settimana, in quasi tutte le sue discipline, è rimasto a guardare. L’unico a scendere in campo è stato il Chievo che ha battuto il Pordenone sul terreno friulano della “Dacia Arena”. Si è trattato, tuttavia, di una pura coincidenza dettata dal fatto che la regione Friuli non era stata ancora indicata tra le zone a rischio. Oggi, infatti, la partita non si sarebbe disputata. Sorte diametralmente opposta è toccata, invece, ai cugini dell’Hellas Verona che, pronti ad affrontare tra le mura amiche il Cagliari, hanno “ripiegato” su un allenamento in famiglia. Nota a parte, infine, merita la Virtus Borgo Venezia che come la maggior parte delle squadre di Lega Pro, è comunque scesa in campo. La decisione non ha mancato di sollevare perplessità ma in Italia, si sa, il coordinamento non è quasi mai stato uno dei punti di forza nazionali.

Coronavirus: anche lo sport rimane a guardare
I giocatori del Chievo festeggiano la rete della vittoria di Garritano contro il Pordenone

Spostando, invece, l’attenzione sul mondo degli altri sport, non certo meno importanti, tutto si è fermato. Pallavolo, basket e rugby, giusto per citare i principali, si sono arresi all’emergenza. Gli impianti sono rimasti chiusi e i numerosi supporter hanno rinunciato a vedere da vicino i loro beniamini. Una nota a parte, merita il tanto atteso derby di football americano tra Mastini e Redskins, che mancava da cinque anni e che dovrà attendere ancora qualche settimana, almeno nella più rosea delle ipotesi. L’evolversi della situazione non ha risparmiato nemmeno il mondo del giovanile e amatoriale che oltre alle partite ha dovuto rinunciare anche agli allenamenti che, in quanto aggregazione tra persone, non potranno avere luogo. Tutti gli impianti sportivi dovranno rimanere chiusi in attesa di nuovo ordine.

Futuro incerto

Ora il tema riguarda, naturalmente, le prossime settimane. Se l’emergenza dovesse rientrare tutto potrebbe riprendere, mentre in caso contrario il futuro diventerebbe tutto da decifrare, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei calendari dei campionati professionistici e giovanili. L’impatto maggiore riguarda il mondo del calcio, in particolare quello della serie A, che tra campionato e impegni di coppa, deve assolutamente trovare un suo termine in vista della scadenza rappresentata quest’anno dai campionati europei. Ieri il governo, accogliendo la richiesta della Lega serie A, ha escluso sin da subito l’ipotesi sospensione disponendo in alcuni casi lo svolgimento a porte chiuse, lasciando i tornelli aperti solo nelle regioni cosiddette non a rischio. Da definire, infine, rimangono gli eventuali spostamenti di tifosi se provenienti dalle regioni di cui sopra. La scelta – e su questo non c’era alcun dubbio – non ha mancato di sollevare polemiche in quanto così facendo si rischia di falsare il regolare svolgimento del campionato. Meglio, secondo alcuni, giocare tutti a spalti deserti. La verità, tuttavia, non risiede nelle tasche di nessuno mentre le polemiche, almeno per ora, sarebbe meglio lasciarle da parte.

La situazione, come si può vedere, è tutt’altro che semplice, indipendentemente dalla disciplina sportiva. L’auspicio generale è che la ragione e l’equilibrio prevalgano su tutto il resto ma che, soprattutto, si riesca a trovare una soluzione all’emergenza. La sensazione, tuttavia, è che qualcosa sia sfuggito di mano. Speriamo non sia troppo tardi.

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