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Coronavirus, lo sfogo da un bar di Luino: “Senza aiuti veri affondiamo”

Creato il 28 marzo 2020 da Stivalepensante @StivalePensante

" Lo Stato non sta facendo un granché per noi piccoli imprenditori, la situazione si fa sempre più nera ".

Inizia così il breve sfogo di Antonella, luinese che in città manda avanti un bar insieme alla famiglia e che non è per nulla soddisfatta, né tantomeno rincuorata, dalle notizie che circolano sul decreto "Cura Italia", la prima misura emanata dal governo per contrastare le ricadute economiche del coronavirus.

L'avanzata della pandemia ha costretto i lavoratori autonomi a calare le serrande, ma le spese sono rimaste e con il passare dei giorni e delle settimane le difficoltà per alcuni iniziano ad essere difficili da gestire.

" La ripresa economica sarà un disastro - afferma la donna, rivolgendosi alla nostra redazione -ma prima ancora di pensare al futuro, è il presente che preoccupa. Come faremo a pagare l'affitto di casa e quello del bar con i 600 euro una tantum del governo? Per non parlare del cibo da mettere in tavola, per noi e per mio figlio, oppure delle bollette che continuano ad arrivare e dovranno quindi essere pagate, nonostante tutto quello che sta succedendo".

Nota particolarmente dolente, quella delle bollette di luce, gas e acqua, la cui sospensione è prevista solo in forma ridotta nel decreto, a causa dello sforamento che avrebbe prodotto sul budget stanziato per il mese di marzo, 25 miliardi, e che verrà dunque destinata, almeno per il momento, soltanto agli undici comuni delle ex zone rosse.

"Qualcuno potrà domandarsi, 'ma questa donna avrà un compagno o un marito che l'aiuti'. Sì, ma guarda caso fa il mio stesso lavoro. Caro Stato - conclude amareggiata Antonella - presta più attenzione ai piccoli imprenditori. Se dovessimo chiudere, il nostro bel Paese affonderebbe con noi ".


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