Corpo di mille balene!

Creato il 27 febbraio 2014 da Lanta991

Dovete smetterla, avete veramente rotto le scatole: dovete smetterla di fare questa assonanza Pirati-Grillo. Il Partito Pirata Italiano con Grillo non c’entra un emerito cazzo, mettetevelo in testa, ed in questo post cercherò di spiegarvi il perché.

L’altra sera, parlando del più e del meno, metto in guardia una persona che mi ultimamente mi capita di frequentare spesso: “Guarda, il 21 marzo sicuramente non ci sarò, sono a Bruxelles“. Mi ha sorpreso molto, dopo avergli spiegato che ci vado per motivi politici, che il mio interlocutore abbia afferrato al volo il fatto che si trattasse di un qualcosa di più elaborato del classico partitino nazionale e abbia subito pensato a qualcosa “tipo i Pirati” (cit). E lì, purtroppo, mi è mancato il tempo materiale per poter spiegare bene il tutto, dovevo scappare per impegni notturni di lavoro (già… triste, ma vero). Ho comunque raccolto i suoi dubbi e le sue domande e cercherò di rielaborare qui delle risposte in merito.

Mi viene chiesta la differenza tra i Pirati ed il M5S, sputandomi in faccia un’assonanza che non riesco a concepire, né a sopportare. Quasi per dire “oh, i Pirati in Italia non servono“. Non è vero.
Se i Pirati riuscissero a fare numero, o fossero riusciti a farlo in passato, oggi Grillo sarebbe ancora in giro a tenere i suoi comizi a pagamento (wait… lo fa ancora oggi!) e Casaleggio sarebbe ancora a Ivrea a fare la corte a qualche partito stile IdV. Prima di analizzare il perché il PP-IT fino ad oggi non è riuscito a sfondare, andiamo quindi a vedere le principali differenze:

  • Nell’organizzazione. Il M5S, sebbene di facciata si professi e possa sembrare altro agli occhi degli incompetenti, è a tutti gli effetti una struttura verticistica che fa capo ad una agenzia di marketing. Ogni cosa che viene fatta in Parlamento, o scritta nel blog, o condivisa sui social… beh, serve a monetizzare e a fare cassa (e non per il Movimento stesso). Lo stesso Grillo è stato scelto in primis per la sua capacità di produrre $$$, non tanto per le sue capacità comunicative che rasentano lo 0. Il Partito Pirata invece è totalmente orizzontale e, se vogliamo definirlo così, anche un po’ anarchico: nessuno è più importante di altri, tutti sono Portavoce, le uniche figure “fuori dal coro” sono quelle previste per legge. Ed ecco quindi che abbiamo un Burocrate, Presidente dell’Associazione privo di ogni potere, ed un tesoriere. Non mi sono mai sentito fuori luogo a criticarne i difetti, quando altrove invece altri vengono epurati ed espulsi a causa delle loro idee.
  • Nella proprietà. Di chi è il logo del M5S? Di Grillo, e solo suo. Abbiamo avuto modo di osservare come l’avvocato Montefusco abbia il grilletto facile quando si tratta di difendere gli interessi, o meglio il volere, dei suoi assistiti. Ironicamente, questa scelta è ipocrita nei confronti della definizione di “movimento”. Il logo del Partito Pirata, invece, non è del Partito Pirata: è di chiunque si rispecchi nei nostri ideali, associato o meno.
  • Nella democrazia. Ne abbiamo già parlato, e ne parleremo finché non sarò stanco. Vi fidereste a dare le vostre chiavi di casa ad uno sconosciuto? Penso di no. Allo stesso modo, vi fidereste ad effettuare delle votazioni in un sistema chiuso senza alcuna possibilità di verificare l’autenticità dei voti? Soprattutto se quel sistema è realizzato da presunti guru della rete che si fanno hackerare su Twitter? Svegliatevi, è tutto manipolato… e giusto per far finta di influenzare il vostro parere, vi chiamano pure gli esperti e vi suggeriscono le risposte. Ciliegina sulla torta: votate di andare a dialogare con Renzi, il famigerato megafono si impone e nemmeno prova a dialogarci. Nel PP-IT chiunque può avviare una discussione, chiunque può proporre alternative, chiunque può votare o delegare, ma soprattutto chiunque può verificare i voti toccandoli con mano.
  • Nelle tematiche. Il legame tra pirati ed informatica è stretto, e questo ha ripercussioni importanti sui punti fondamentali del programma. Copyright, privacy, libertà di informazione, libertà di stampa, diritti civili e digitali sono il nostro pane quotidiano. Già accostare libertà di stampa e M5S stride e non poco; vogliamo parlare di diritti civili, o di Stallman che se la prende con Grillo perché predica bene e razzola male?
  • Nel metodo. E’ stato Grillo a portare il M5S dove è oggi, molti dicono non potrebbe esistere un Movimento senza Grillo stesso ed effettivamente, per come è impostato il sistema, le 2 cose sono inscindibili. Beppe, megafono obbligatorio, non è altro che un compromesso per arrivare al successo e che consente ai parlamentari pentastellati di stare dove sono oggi. Il Partito Pirata non crede nel culto delle personalità, ma anzi, tende a combattere ogni tentativo di centralizzare il potere. I monopoli non devono esistere, e non possono essere imposti… un po’ stile P2P, cerchiamo di dare ad ognuno il suo ruolo in relazione a ciò che sa fare, lasciando che siano gli “sciami” di persone a portare a compimento.
  • Nelle relazioni. I grillini sono stati indottrinati a credere che la soluzione a ogni problema personale e collettivo sia mandare determinate classi di persone a casa. Politici, giornalisti, i prossimi sicuramente saranno i magistrati in pieno spirito di simpatia verso il Berlusca. Sono stati indottrinati a pensare quindi che ogni alleanza sia un cancro, e che quindi l’unica soluzione sia correre da soli per conquistare la maggioranza assoluta e assoggettare il sistema. Il Partito Pirata invece ama ascoltare e confrontarsi con le altre realtà, anche a livello europeo ed internazionale. E’ aperto a collaborazioni di ogni tipo… e no, non lo facciamo per la poltrona (che non abbiamo, tra parentesi), ma per perseguire i nostri obiettivi. Secondo voi: chi ha insegnato a molte sezioni locali del Movimento (e ad altre realtà) ad usare Liquid Feedback per le consultazioni dei membri?
  • Nella trasparenza. E non sto parlando solo di voti, rischierei di diventare ripetitivo, bensì proprio a livello generale. Buttiamola sull’economia, i bilanci del Partito Pirata (per quanto miseri) sono pubblici ed accessibili a tutti i soci. Nel M5S vengono fatti bilanci a caso tralasciando non pochi dettagli, e non considerando in nessun modo quanto raccolto a livello locale, mischiando basilari concetti sui finanziamenti pubblici bollandoli eroicamente come rifiutati o restituiti quando così non è. Tutto in nero?  Privacy sì, ma del singolo… il collettivo va rendicontato.
  • Nelle fonti. Una buona enciclopedia, ci insegna Wiki, deve consentire la verifica di ogni cosa da più fonti ed essere imparziale. Il problema del M5S è che, come in passato anche Forza Italia, suggerisce ai suoi iscritti ed elettori una unica piattaforma mediatica, per altro in parte comica, dove documentarsi. In questo caso beppegrillo.it, dove ovviamente l’informazione e la disinformazione nelle loro più svariate forme sono manipolate ad-hoc (leggasi qui). Citando invece il Pirate Codex, “I pirati sono amanti della libertà, indipendenti, autonomi, e disapprovano l’obbedienza cieca. Si distinguono per l’autodeterminazione informativa e la libertà di opinione.“. Un esorcismo alla Renzi andrà bene… “esci da questo blog“! (non questo, eh, il suo ^^)

In conclusione, non sarà scegliendo il “meno peggio” che potrai salvare l’Italia, caro lettore. Io ho fatto la mia scelta, e ho deciso di provare a seguire quello che ritengo essere il meglio anche se ancora non ci crede nessuno nella nostra nazione. E non ci credete perché abbiamo un nome che è quasi un ossimoro, o perché il concetto di decisioni collettive è qualcosa di troppo lontano dalla mentalità arcaica dell’italiano medio. Ma d’altronde, non mi stupisco di questo… è più facile seguire chi ci propina messaggi semplici, chi promette di portare cambiamento ed invece rifiuta ogni possibilità di cambiare le cose per puri fini elettorali. E’ più facile mandare affanculo la politica, invece che farla.


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