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Corte Penale de L'Aja /Giustizia imparziale? / Se ne parlerà a "Pordenonelegge"

Da Marianna06

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 Dopo anni di un “elefantiaco” funzionamento, di elogi e di riprovazioni in alternanza da parte dell’opinione pubblica e/o  degli esperti, a seconda dei “casi” sottoposti al suo giudizio, oggi, viva Iddio, a qualcuno sorge un dubbio legittimo sul “modus operandi” della Corte  Penale de L’Aja.

E non si  tratta di un “qualcuno “ qualunque, che manifesta “dubbi”, ma di Tzvetan Todorov, storico e filosofo bulgaro, ormai di diritto, per i lunghi anni di permanenza e di studi, cittadino francese.

Il fatto è che,quando nel 2002 con il Trattato di Roma è stata costituita la Corte Penale internazionale o CPI, con sede a L’Aja, gli obiettivi erano molto ambiziosi – dice Todorov.

E questo lo sappiamo anche noi che, a suo tempo, abbiamo plaudito e molto anche  alla nascita dell’istituzione.

Infatti, parole di Kofi Annan, appunto l’allora Segretario generale dell’ONU, questa Corte permanente avrebbe dovuto assicurare , e finalmente, a livello mondiale, i colpevoli di crimini contro l’umanità alla giustizia, anche se si fosse trattato di potenti e intoccabili uomini politici del momento.

C’è però una clausola del regolamento della Corte,che diceva e dice, che la sua giurisdizione è valida solo in quegli Stati, che hanno ratificato lo Statuto della Corte.

Da ciò si evince, perché non tutti lo hanno fatto, che restano fuori, nel mondo, parecchi Paesi e non certo di necessità  pacifici.

Ma ben più seria è la questione se si considera che a non aver ratificato a tutt’oggi lo Statuto del CPI ci sono Stati come gli Stati Uniti d’America,la Russia e la Cina,cioè  i membri permanenti del  Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Per emettere l’ordine d’incriminazione- precisa sempre Todorov – occorre sempre l’approvazione del Consiglio di Sicurezza, all’interno del quale i cinque membri permanenti posseggono tutti la facoltà di esercitare il diritto di veto.

E’ chiarissimo, allora, che  personaggi discutibilissimi in materia di crimini contro l’umanità, i quali appartengano a USA ,Russia e Cina, non saranno mai accusati e/o tratti in giudizio.

E lo stesso dicasi per i Paesi amici di costoro, che godranno di  protezione  certa, proprio grazie al diritto di veto degli appartenenti al Consiglio di Sicurezza.

Questo, pertanto, fa quanto meno vacillare l’idea di una giustizia internazionale che sia al di sopra delle parti e personalmente spiega anche a me, che non sono nessuno,  e con molta chiarezza, certi atteggiamenti di alcuni “despoti” africani che, pur avendo coram populo la “patente” di criminali, se ne vanno a spasso indisturbati per il mondo, infischiandosene ampiamente delle condanne dei “cosiddetti” tribunali internazionali.

 Oppure arrivo a comprendere più che bene quelli che, facendo professione di sfacciato populismo, urlano a gran voce, come un el Bashir o un Mugabe, che non gradiscono ingerenze esterne nelle questioni politiche africane. E lo hanno fatto e lo fanno con grande strafottenza.

Sanno, grazie agli amici degli amici, di poterlo fare.

La politica non è fatta solo di guerre e guerricciole in giro per il pianeta.

E’ fatta soprattutto di lucrosi affari (concessioni minerarie e land grabbing) e di traffici (anche d’armi) che rendono tantissimo e non sono proprio  del tutto trasparenti.

In maniera simpaticamente scherzosa Todorov, a proposito di Africa s’interroga, in finale, da sé sul numero delle condanne che L’Aja ha comminato all’Africa dal 2002 fino ad oggi e che riguardano ben 27 persone in sette Paesi : Uganda, Repubblica  democratica del Congo, Repubblica  Centroafricana, Sudan, Kenya, costa d’Avorio e Libia.

Sono solo gli africani –si chiede il nostro - a commettere i crimini peggiori ? O il CPI ha deliberatamente scelto di giudicare solo l’Africa?

Pertanto qualcosa deve essere rivisto nel funzionamento di questa importantissima istituzione.

E lo si deve mettere in atto nel rispetto, soprattutto, dell’imparzialità.

Perché di fronte al male commesso e volontariamente (bambini soldati -stupri- uccisioni di massa e quant’altro) non ci siano attenuanti di sorta mai. Sotto qualunque cielo.

E non si facciano “figli e figliastri”, innanzitutto.

 

   a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

 In basso nella foto lo storico e filosofo bulgaro, Tzvetan Todorov, che terrà a "Pordenonelegge"-2012 una "lectio magistralis" sui limiti della democrazia e i suoi intimi nemici.

  

Todorov

 

  

 


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