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Cos’è il Parent Coaching – Come opera un Parent Coach

Da Angelo Bonacci @PrometeoCoach

Cos’è il Parent Coaching – Come opera un Parent Coach
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Cos’è il Parent Coaching - Come opera un Parent Coach

Cos’è il Parent Coaching? Di cosa si occupa un Parent Coach e a chi può essere utile.

Cos’è il Parent Coaching - Come opera un Parent Coach

IlParent CoachingoCoaching Genitorialeè un specializzazione del Coaching che si rivolge, in particolare, a genitori ed educatori.
In Italia è una disciplina ancora giovane, poco diffusa, mentre negli Stati Uniti, dove l’importanza delle relazioni di aiuto è molto sentita, iParent Coachoperano già da tanto e in maniera più capillare.

Compito fondamentale di un Parent Coach èaiutare i genitori a relazionarsi ai figli, cercando di fornire loro strumenti utili per comunicare nel modo migliore e di far convergere in modo coerente la varietà di ruoli che sono chiamati a ricoprire.

Cos’è il Parent Coaching partendo dalle competenze richieste

Un Parent Coach non lavora con i figli, con i ragazzi, ma fa in modo che la sua attività sortisca un effetto positivo su di loro, grazie alla relazione che stabilisce con genitori e, più in generale, educatori, aiutati a individuare le risorse migliori per fronteggiare le difficoltà connesse con il loro ruolo.

Chi opera nel Parent Coaching deve conoscere non solo le dinamiche familiari, quindi i problemi più diffusi in relazione al gap generazionale, alla comunicazione inefficace, al contrasto tra ruoli diversi,ma anche le problematiche sociali, quella che può essere la realtà di un bambino o di un ragazzo, commisurata al modo in cui cambiano i tempi e, dunque, alle situazioni complesse con cui i figli si devono confrontare.

Di cosa si occupa il Parent Coaching

Un Parent Coach lavora in particolare su:

  • Intelligenza Emotiva ed Empatia. L’Intelligenza Emotiva riveste un ruolo fondamentale in ogni tipo di relazione, anche nel rapporto con i figli, non solo perché muove l’empatia, ma anche perché un genitore che sa riconoscere le emozioni e ne comprende la naturalezza e le funzioni, lascia che il figlio viva le proprie e impari, conoscendole, a trovare un suo equilibrio emotivo;
  • Capacità del genitore di essere un riferimento per il figlio. Il rischio, per un genitore, è di essere visto come una meta irraggiungibile o, di contro, di risultare un pessimo esempio, dunque è importante che egli impari, da una parte, che anche lui ha molto da imparare dai figli e, dall’altra, che “i bambini ci guardano”, quindi comportamenti offensivi o violenti potrebbero essere portati fuori casa tramite una naturale propensione all’emulazione dei modelli più vicini;
  • Strategie di Coping attuate dai figli. IlCoping, come sai, è una strategia utile a superare i momenti di stress. Ne esiste un tipo positivo, che comporta senso di responsabilità e propensione a un atteggiamento ottimista, e un tipo negativo, tendente alla rinuncia e al pessimismo, con comportamenti tesi all’isolamento e alla delegazione ad altri di scelte e responsabilità. Compito del Parent Coach, in merito, è aiutare il genitore a riconoscere le strategie di Coping e a indirizzarle nel senso meno dannoso;
  • Capacità di ascolto del genitore. Uno dei principali elementi in ogni tipo di relazione è la capacità di porsi in ascolto di se stessi e dell’interlocutore, senza fare prevalere il proprio desiderio di parlare e, spesso, di imporre la propria opinione, ancor più in un rapporto tra genitori e figli, dove i primi danno per buono che la loro esperienza li renda più saggi e lungimiranti, e dimenticano che saper ascoltare non solo incentiva l’interlocutore a parlare, ma, riuscire a farlo in modo completo, ovvero prestando attenzione alle emozioni, al linguaggio del corpo, al paraverbale, è il modo migliore per afferrare nella sua pienezza un messaggio e capire chi si ha di fronte. Il Parent Coaching fornisce a genitori ed educatori gli strumenti per un tipo di ascolto attivo;
  • Comunicazione con i figli. Quando l’ascolto diventa ottimale, anche la comunicazione guadagna in efficacia e, per migliorarla ulteriormente, il Parent Coach può insegnare a un genitore ad allineare i vari tipi di comunicazione in modo da non confondere i figli;
  • Armonizzazione dei ruoli ricoperti. Un genitore si trova a dover ricoprire tanti ruoli diversi: deve essere genitore, amico, confidente, guida, insegnante, modello, e, in questa varietà, assume modalità di approccio differenti, talvolta amorevoli, talvolta autorevoli. La cosa più importante che una relazione di Parent Coaching può trasmettere a un genitore in proposito è la Coerenza, utile a non creare confusione nei figli;
  • Modi migliori di affrontare i conflitti. Ascolto, comunicazione, coerenza, capacità, da ogni parte, di resilienza aiutano a vivere i conflitti umani, generazionali, nel modo meno traumatico e più produttivo;
  • Riconoscimento, da parte dei genitori, delle potenzialità dei figli.

In una certa misura, un genitore deve fare da parte le sue convinzioni, le sue inclinazioni, le sue aspirazioni, anche quelle più ricche di buone intenzioni, così da imparare a riconoscere le reali potenzialità del figlio, non quelle che vorrebbe vedervi, ed essere per lui, più che una guida, un alleato nelle sue scelte – non c’è bisogno di dire che mi riferisco a scelte sane – che sappia consigliarlo al bisogno nel modo più obiettivo, senza soffocare le sue motivazioni.

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Che cos’è il Parent Coaching? Il Parent Coaching è figlio dei tempi

Nell’articolo dedicato al Career Coaching ho inserito una digressione sulle nuove esigenze originate dai tempi che cambiano e sulla nascita, in risposta, di nuove figure professionali. Anche parlando del Parent Coaching può tornare utile fermarsi un attimo a esaminare come la società è cambiata e dunque, come è evoluta la famiglia.

L’esigenza di lavorare, legata ai costi della vita e a quello che è diventato quasi un bisogno ineludibile, ovvero il desiderio di beni materiali, anche quando superflui, e il passaggio dalla famiglia allargata a quella nucleare e, in molti casi, ricomposta, ha portato, da una parte, i genitori ad avere meno tempo da dedicare ai figli e, dall’altra, i figli a essere meno controllati, a dover acquisire una certa autonomia ancor prima di rendersi indipendenti e ad avere meno punti di riferimento.

Dunque, è meno facile per un genitore ritagliarsi spazi per viversi i figli, per conoscerli, e spesso il tempo che rimane libero è occupato dalle tante mansioni a cui bisogna dedicarsi fuori dal lavoro.
In questo, a rimetterci è, in primis, la comunicazione, resa ancora più complessa dai nuovi mezzi che ci mettono in collegamento con il Mondo e che, anche quando ci si trova in una stessa stanza, ci allontanano dalle persone che abbiamo a pochi centimetri da noi.

E’ diventato più complicato conoscere la vita sociale dei figli, visto che in buona parte si svolge nell’etere, e i più giovani, confrontandosi con una continuo flusso di informazioni di ogni tipo, pensando di fare esperienza solo perché hanno il Mondo a portata di Smartphone, crescono nella convinzione di essere già adulti e di poter affrontare la realtà contando solo su loro stessi.

Insomma, essere genitori di questi tempi non è semplice. E, a volte, i genitori stessi sono troppo presi dalle loro attività e dalla vita online per trovare il tempo di fermarsi a guardare obiettivamente il modo in cui la loro famiglia sta evolvendo.

Inoltre, uno dei problemi più diffusi del nostro tempo è il bullismo, compresa la sua versione digitale, il cyberbullismo, e molte volte i ragazzi, convinti di potersela cavare da soli o per no dimostrare di essere grandi, cercano di risolvere i loro problemi senza chiedere aiuto, con conseguenze talvolta irreversibili.

Di fatto, non è la quantità del tempo che si trascorre insieme a fare la differenza, ma la qualità. Ed è importante riuscire a trasmettere ai figli, fin dai primi mesi di vita, il valore della comunicazione.

Dunque, soprattutto in periodi storici di transizione e di repentini e continui cambiamenti legati alle nuove tecnologie, come il nostro, alle problematiche di nuova generazione risponde la comparsa di nuove aree professionali, come nel caso del Parent Coaching, che si sviluppano proprio in risposta alle mutate esigenze sociali.

Perché rivolgersi a un Parent Coach

I cambiamenti nella nostra epoca si muovo a passo spedito, e non sempre è facile per le generazioni passate tenerne il loro ritmo o, quantomeno, adeguarlo al proprio.

Bisognerebbe avere il tempo di aggiornarsi sui fatti recenti, sulle innovazioni tecnologiche, su problematiche e situazioni senza precedenti connesse alle novità, su come cambiano la scuola, la società, quali soluzioni comprovate si potrebbero adottare, senza procedere per tentativi, e fare in modo che i figli crescano sentendo la famiglia come punto di riferimento, nonostante le nuove necessità lavorative dei genitori, e che, fuori casa, nelle loro tante attività, abbiano un comportamento coscienzioso e coerente con quello che i genitori vedono tra le pareti domestiche.

Dunque, laddove i limiti umani non permettono di dare il proprio meglio e di potersi sentire tranquilli in relazione a crescita dei figli e rapporto con loro, si palesa l’utilità di una professiona come il Career Coaching, che, tra formazione e aggiornamenti, dispone di strumenti utili per aiutare i genitori a non darsi per vinti e a non ricorrere a soluzioni controproducenti, come sopperire al poco tempo da passare insieme ai figli con regali e altri surrogati affettivi.

Differenze tra Parent Coaching e Psicologia

Già conosci le differenze tra Coaching e Psicologia. Non meno, esistono differenze tra la Psicologia e il Parent Coaching.
Innanzitutto, un Parent Coach lavora sul presente, guardando al futuro in relazione alla possibilità di darsi degli obiettivi e di arrivare a un Piano di Azione, a individuare degli step nel percorso volto a creare la migliore relazione tra genitori e figli. Inoltre, il Parent Coach aiuta il genitore o i genitori a visualizzare i punti di forza che li sosterranno nel loro difficile compito di madri e di padri.

E’ importante per il potenziale Cliente capire quale sia lo specialista migliore a cui rivolgersi, e compito di un Coach serio e responsabile, ancora di più in un ambito delicato come il Parent Coaching, è saper riconoscere i propri limiti professionali e fermarsi laddove le situazioni che gli vengono presentate non sono più di sua competenza, per cui rischierebbe di fare più danno che ottenere profitto.

In breve, in merito alle differenze con la Psicologia, un Parent Coach:

  • Svolge il suo lavoro con i genitori, e non con i figli, anche se la crisi in famiglia potrebbe dipendere da loro;
  • Agisce in un lasso di tempo più breve di quanto, in genere, capita quando ci si rivolge a uno Psicologo;
  • Non si occupa di traumi e si interessa al passato solo come strumento per migliorare presente e futuro;
  • Non si sostituisce al Cliente, ma lo aiuta, soprattutto a guardare le cose in modo più obiettivo e ad acquisire consapevolezza.

Il Parent Coaching al servizio degli educatori

Il Parent Coach, come già detto, può lavorare, oltre che con i genitori, anche con altri educatori, ad esempio, gli insegnanti.Anche quello ricoperto dall’insegnante è un ruolo complesso, anzi, questi deve rapportarsi a tanti ragazzi di svariate età, di svariata provenienza culturale, educativa, insomma, non solo con i suoi figli, se ne ha, ma con tanti figli provenienti da tanti contesti diversi.E, verso di loro, ha una grandissima responsabilità, visto che deve capirli e indirizzarli nel migliore dei modi, trovando per ognuno la maniera più efficace di relazionarsi e di comunicare.Dunque, avere qualcuno che, in situazioni complesse o in momenti difficili, possa essergli di aiuto, può fare la differenza.

Il Parent Coaching può essere inserito in un contesto scolastico, come accade già con altre relazioni di aiuto.

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