Magazine Diario personale

Cosa ci manca.

Da Mariellas

Se rifletto guardandomi attorno, vedo un mare di gente insoddisfatta.

E mi pare di sentirli mentre sfilano come soldatini.Si affannano alla continua ricerca del "meglio" per loro.Solo che non mi pare ci abbiamo capito granché su cosa sia esattamente.E allora corrono, spalle strette e sguardo fermo,  una ruga fissa al centro della fronte.Un mare di pensieri affollano e angosciano quei quattro neuroni che ancora resistono;  e a volte girano in tondo come delle trottole impazzite.Spesso nervosi, inconcludenti, distratti da futilità emotive.Non so, mi sembra che si stia solo perdendo del tempo.Quello che servirebbe, il necessario per prendere fiato e riflettere.Dove corrono? Cosa vogliono?È tardi?Sono ancora in tempo per capire dove cazzo hanno sbagliato? Lo sanno che è così. A volte smettono di barare e se lo dicono. Tirando la tendina sul loro egoismo.Che forse è solo insicurezza.Pensano di perdere terreno, di rischiare quel poco che hanno e allora si barricano dietro i vetri della loro gabbia.Sì gabbia.La domanda fa paura. Quella che provano a farsi ma poi la risposta la nascondono scavando una buca sempre più profonda. Cosa ci manca?Non trovano più le ali.Le hanno barattate in cambio della posizione lavorativa importante, della casa con giardino and solitudine, della "figa" che hanno al fianco da esibire come un trofeo.Venduti.Chissà, magari i trenta denari di Giuda avrebbero dato più soddisfazione. Prima di legarsi un cappio al collo e attaccarsi al primo albero. Quello del perbenismo, quello dell'immagine.Ma forse l'hanno già fatto. Senza i denari.Sono lì sulla collina, gambe a penzoloni. Pensando di essere ancora vivi.Ma sono dei morti che camminano.Assieme a tutti gli altri zombie che gli fanno compagnia.

Già, stasera mi gira giusto.

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