Cosa dice il primo film su Lionel Messi?

Creato il 28 agosto 2014 da Aplusk

Eccolo qua, il primo film su Lionel Messi, giocatore di 27 anni in piene forze e già leggenda. Il film che ricostruisce la sua carriera partendo dall’infanzia è stato presentato alla Mostra del cinema di Veneziaappena iniziata.
Il regista è il basco Alex de la Iglesia, e il primo film su Lionel Messi è strutturato sottoforma di documentario/fiction in cui fanno la loro apparizione anche Maradona, Cruyff, Valdano e Sabella. Non solo, compagni di squadra (Iniesta, Piquè…), allenatori, dirigenti e un’insegnante di musica, quando Leo era solo un ragazzino: “Io l’inno glielo ho insegnato, se lui non lo canta non significa che non ci tenga”, commenta sulle abitudini della Pulce con l’Albiceleste.

Cosa dice il primo film su Lionel Messi: dalle strade di Rosario al Barça

«Messi» è il titolo del film, semplice, efficace e immediato per iniziare a percorrere le strade di Rosario, la città più grande e popolosa del nord di Santa Fe ma caratterizzata da strade strette, si racconta. Filmati del passato e ricordi dell’amica d’infanzia che gli faceva copiare i compiti a scuola grazie a palline di carta che pareva spazzatura. Episodi in bianco e nero ma che danno i reali contorni di chi sia, oggi, Messi, grazie a un passato trascorso migliaia di chilometri lontano da Barcellona. Una volta rimase chiuso a chiave in bagno e dovette rompere il vetro della finestra per uscire. Il piccolo Messi con faccia d’angelo e profilo riservato (per un giocatore di simile fama) che rubava le chiavi dell’auto all’ex allenatore dello Newell’s. La nonna conserva un’importanza ineguagliabile nel cuore del quattro volte Pallone d’oro, lei che viene definita una “vera futbolera”.

Non solo percorsi di vita e di crescita, ma anche l’analisi del momento di maggior gloria di una carriera che ha diverse pagine bianche ancora da scrivere, quello con il Barça di Pep Guardiola. La chiave di quel sistema di gioco? C’era un fenomeno, che grazie alle sue enormi capacità esaltava il gruppo. Chiacchiere e battute come tra ex compagni di classe ritrovatisi tempo dopo, davanti a un caffè al bar: “Xavi, Iniesta e Messi sono tutti bassi, si vedono solo fra di loro”, si scherza.

Messi e Maradona, quel binomio che rappresenta una gabbia nella carriera dell’argentino, che non è riuscito a portare i compagni al trionfo più prestigioso, in terra brasiliana, a un Mondiale. Perché in Argentina questo dualismo esisterà sempre ma forse può essere risolto così: «Leo è l’argentino che tutti vorremmo essere. Diego, quello che siamo» commenta qualcuno in quel bar, davanti a un caffè.


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