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Cosa leggere a Natale: lista semiseria di letture a tema

Creato il 24 dicembre 2017 da Anncleire @anncleire

Forse vi aspettavate un altro tipo di post da una che continua a dire che odia il Natale, forse non è forse il post più coerente con quello che sono. Quest’anno però sto peggio del solito, la mia solita apatia verso una festività così zuccherosa si unisce ad un dramma personale che mi ha lasciato prostrata da più punti di vista. Le delusioni sentimentali sono le più difficili da superare, e passare le notti insonni ti da modo di mettere tutto in prospettiva, ti consente di rimuginare sulle tue scelte e di scovare i punti deboli dei tuoi errori, delle tue incapacità. Ma l’importante è non arrendersi, è capire dove andare, cosa si vuole e che se anche sembra tutto impossibile ci sono sempre le possibilità per riscattarsi. Per cercare di superare il momento di stallo mi appresto, come capita sempre quando sono giù di morale, a rileggere (sisi, per l’ennesima volta) la scena di Natale presente ne L’Ordine della Spada di Virginia de Winter.

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L’interno della stanza era ordinata e accogliente, i cuscini sprimacciati e le lenzuola girate sulle coperte come se lei già abitasse in quella casa. Schermò l’unica candela accesa su un tavolino e la portò vicino al letto, ai piedi del quale era posato un certo numero di pacchetti.

Non sembravano nuovi acquisti, alcuni avevano un impercettibile velo di polvere e i nastri erano leggermente schiacciati, come se fossero rimasti conservati a lungo sul fondo di qualche armadio.

Aprì un pacchetto a caso e vi trovò una spilla d’argento col blasone della Societas di Medicina. Rimase a contemplarlo a lungo finché, colta da una strana frenesia, non aprì anche gli altri pacchi, le mani che tremavano, ansiosa di scoprire se la sua intuizione era stata corretta.

Qualche minuto dopo era inginocchiata sul tappeto, col dorso di una mano premuto sulla bocca e un mantello da matricola stretto al seno.

Un regalo per ogni anno di Università che aveva trascorso da sola, a cominciare da quello da matricola, in cui Axel l’aveva calpestata con una crudeltà che aveva spaccato la sua vita in due parti, prima e dopo di lui. Ogni anno le aveva comprato un regalo, consapevole che lei non avrebbe potuto riceverlo.

Un libro di antiche romanze di studenti, una catena d’oro a cui appendere il simbolo della Fraternitas, se mai avesse deciso di far parte di qualcuna; il blasone della Societas di Medicina dove in cuor suo aveva deciso di entrare quando era appena una matricola; una sciarpa bianca ornata di trine che solo una studentessa anziana poteva permettersi di indossare al posto di quella più semplice imposta dalla divisa. Tutti quei regali erano un racconto silenzioso di come lui l’avesse sempre seguita passo per passo, senza mai abbandonarla.

Aveva avuto la stessa impressione in passato ma, a quei tempi, ciò che Axel metteva in atto era una pura e semplice persecuzione: punizioni che l’obbligavano a restare in collegio oppure a svolgere i compiti che le aveva assegnato. Momenti talmente penosi che anche il solo ricordarli le strappava una fitta di dolore.

«Non capisco», disse, ascoltando la propria voce forte e nitida e centellinando le parole come se servissero a chiarire qualcosa. La spiegazione, qualunque fosse, le era preclusa, Axel lo aveva fatto capire chiaramente. Eppure, mentre lisciava con dita distratte i nastri sciolti che qualcuno aveva legato intorno a quelle scatole all’epoca in cui lei lo aveva odiato e in cui aveva creduto che lui la odiasse, pensò che forse la verità era semplice: le aveva detto di essersi separato da lei contro la sua volontà e, quale che fosse il motivo, forse era una cosa che poteva cominciare ad accettare. Tuttavia, era un pensiero fin troppo simile a quelle che erano state le sue misere speranze e le faceva male.

Uscì dalla stanza col mantello ripiegato sul braccio, dimenticando la porta socchiusa; solo quando fu raggiunta di nuovo dal suono del pianoforte e delle chiacchiere ai piani inferiori ricordò che la casa era piena di ospiti e che probabilmente avrebbe dovuto attendere ore prima di riuscire a passare un istante da sola con Axel.

Quando però, arrivata sull’ultimo pianerottolo, prima della rampa che scendeva verso i saloni, lo vide seduto sui gradini in alto, nell’ombra delle scale, pensò che dopotutto avrebbe dovuto prevederlo.

Era in abito da sera formale, nero con la camicia a piegoline e la cravatta candida fermata da una spilla, eppure il modo in cui si appoggiava ai gradini era disinvolto, del tutto incurante di avere la casa praticamente invasa di gente che aspettava la sua compagnia.

Le sorrise voltando sicuro la testa, anche se lei sapeva che il folto tappeto aveva attutito il rumore dei suoi passi, come se non avesse mai dubitato che il suo sorriso potesse trovare altri che lei.

Cosa leggere a Natale: lista semiseria di letture a tema

Leggere la de Winter per me è come avvolgersi in una coperta di pile, calda e avvolgente, che ti tiene riparato dal freddo. Ma d’altronde se come me siete dei piccoli grinch avete sicuramente bisogno di storie natalizie per riprendervi. Una carrellata di novelle, libri e racconti per recuperare un po’ e dico un po’ di spirito natalizio.

La Ghostwriter di Babbo Natale di Alice Basso

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Per la maggior parte delle persone il Natale è il periodo più bello dell’anno: strade illuminate, cene in famiglia, regali da scartare. Ma non per Vani Sarca. Per lei, che normalmente odia la prossimità delle persone, il Natale è il peggior incubo che si possa immaginare. Non vorrebbe fare altro che restarsene da sola a leggere i suoi amati libri e continuare a indossare il suo look noir, così poco in tono con le tinte natalizie. Eppure una ghostwriter come lei non può mai andare in vacanza, nemmeno a Natale: c’è sempre bisogno della sua dote speciale, della sua capacità di comprendere le persone solo da un gesto, da un’inflessione della voce, da un atteggiamento. Insomma, anche sotto le feste deve vestire i panni di qualcun altro… e non di uno qualunque, ma addirittura di Babbo Natale.

Il racconto regalo uno spaccato di una giovane Vani, che ha appena raggiunto la sua indipendenza ed è già all’opera nelle sue vesti da ghostwriter. Pur se brevissimo è affascinante e prezioso, e conferma le infinite doti di narratrice della Basso.

La mia recensione

Il canto di natale di Luigi di Francia di Leila Awad

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Mazzarino, prima di tutto, era morto. Nessun dubbio su questo. Benché lui non l’avesse visto sapeva per certo, perché da molti gli era stato confermato e perché egli stesso l’aveva lasciato solo pochi istanti prima che esalasse l’ultimo respiro, che il Cardinale era morto e sepolto da tanti, tanti anni. E dunque perché re Luigi si trova al suo cospetto la notte della Vigilia di Natale del 1682? Quel fantasma, quello Spettro esiste o è solo frutto della sua immaginazione? Lo sfavillio del re Sole è ormai solo un ricordo, il giovane sovrano che aveva affascinato l'Europa intera è un uomo incattivito dal tempo e dalle perdite, che ha deciso di abolire il Natale. Ma, forse, non tutto è perduto.

Questo racconto è un adorabile retelling de “The Christmas Carol” di Dickens in puro stile Leila Awad. Il nostro Luigi, ormai avanti con gli anni ha perso ogni speranza di felicità dopo tanti lutti e dispiaceri. Eppure rinunciare al Natale non è contemplabile. Tra incontri del passato, personaggi amati in Ombre sulla pelle (come il mio adorato Alexandre), la Awad offre un regalo meraviglioso e avvincente, che porta il lettore a riscoprire la magia del Natale.

Landline di Rainbow Rowell

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Georgie McCool sa che il suo matrimonio è in crisi. È stato in crisi per un lungo tempo. Lei ama ancora suo marito, Neal, e Neal la ama ancora, profondamente – ma questo sembra non essere più il punto. Forse non era mai stato questo il punto. Due giorni prima che debbano partire per andare dalla famiglia di Neal ad Omaha per Natale, Georgie annuncia a Neal che non può andare. È una scrittrice per la TV, e qualcosa è saltato fuori per il suo show, deve rimanere a Los Angeles. Sa che Neal sarà arrabbiato con lei – Neal ce l’ha sempre un po’ con Georgie – ma non avrebbe mai immaginato che avrebbe fatto e i bagagli e sarebbe partito con le bambine senza di lei. Quando suo marito e le bambine partono per l’aeroporto, Georgie si chiede se fra loro è finita. Se ha rovinato tutto. Quella notte, Georgie scopre un modo per comunicare con Neal nel passato. Non è un viaggio nel tempo, non esattamente, ma sente che è come se le fosse stata regalata l’opportunità di sistemare il suo matrimonio prima che inizi… è questo quello che dovrebbe fare? O Georgie e Neal sarebbero stati più felici se non si fossero mai sposati?

Uscito a novembre per Piemme, questa è una storia di una tenerezza, di un realismo, di una delicatezza che mi ha sconvolto. Personaggi strampalati ma capaci di raccontare una storia che profuma di speranza e sogni, che si muove in una dimensione multipla per parlare al lettore. Affascinante e meravigliosa come solo una nevicata a Natale può essere.

La mia recensione.

Beta (Wired #2) di Mirya

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La relazione tra Caleb e Leanne è nata da poco e sta ancora facendo i conti con anni di ostilità e reciproci pregiudizi. In questo clima di tensione basta un errore, a Caleb, per lasciare che ciò che è stato rovini ciò che potrebbe essere, perché un errore non è mai solo un errore, ma è la somma di tutti quelli che l’hanno preceduto.  Allora è proprio al passato che Caleb deve guardare, per capire il presente, per cambiare il futuro, e deve farlo in fretta, perché Natale non è solo una festa sconnessa ma un modo per dire ‘famiglia’. E la sua famiglia ha qualcosa da mostrargli, nel bene e nel male, e qualcosa da nascondergli ancora.  Sballottato nel tempo e nello spazio da tre Spiriti non proprio bendisposti, Caleb insegue la sua Bug e fugge da se stesso, insegue se stesso e fugge dalla sua Bug, per capire quale sia la differenza, cosa davvero voglia per Natale e come ottenerlo, strisciando e calcolando.

Un secondo volume molto atteso e stratosferico, intenso e affascinante, che mostra lati di Caleb che non si sarebbero mai immaginati, che rivela e nasconde, mostra e capovolge, in una continua altalena di emozioni, mentre apre le porte al capitolo finale. La forma del retelling di “Racconto di Natale” di Dickens, offre uno spunto insolito, ma è solo l’inizio, la solita ironia di Mirya, si unisce infatti all’immaginario per regalare oggetti tipici del mondo dei Wired in una forma inedita e una spinta verso l’elevazione di Caleb verso un equilibrio più solido, che passa anche attraverso l’accettazione di elementi che non gli sono proprio congeniali.

La mia recensione

Animate me di Ruth Clampett

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L’animatore Nathan, ha puntato Brooke, il direttore della sezione sviluppo dello studio di animazione dove lavora. Ha ammirato la donna da lontano per anni e ha anche creato una eroina di un comic book chiamata B-Girl ispirata a lei. Quando le loro strade si incontrano Nathan si accorge che si tratta di un’opportunità troppo buona per lasciarsela scappare e mostrarsi nella sua forma migliore. Mentre il loro rapporto cresce sempre più un ostacolo molto serio pende sulle loro teste… la relazione di Brooke con Arnauld, il presidente dello studio di animazione. Quando Arnauld si accorge che Nathan sta minacciando la sua relazione con Brooke, gli si scatena contro e da fuoco a una rivolta nello studio. Il caos si espande da idee che solo un gruppo di creativi che si occupano di cartoni animati possono avere. Nel mezzo del dramma Brooke deve decidere se seguire il suo cuore o rischiare la sua carriera, mentre Nathan si impegna seriamente per impressionarla. La conclusione ci farà fare il tifo per il nostro eroe che cattura il cuore della sua B-Girl…mentre conquisterà anche il cuore dei lettori.

La Clampett è riuscita ad ideare un racconto atipico, una boccata d’aria fresca nelle romance che possono normalmente capitare a tiro. E non lasciatevi ingannare dal titolo. Questa è una contemporary romance in tutto e per tutto e vi lascerà senza fiato! La prima particolarità risiede proprio nel protagonista, in Nathan. Il ragazzo ha ventisei, ed è un nerd di quelli che è impossibile non adorare.


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