Cosa nostra ha favorito l’elezione di raffaele lombardo

Creato il 09 novembre 2010 da Madyur

Suv neri, vino rosè e quaglie alla brace per festeggiare il loro uomo eletto al Parlamento. Esponenti delle famiglie Santapaola ed Ercolano il 4 giugno 2008 a brindare con Angelo Lombardo, il fratello del governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo. Il fratello aveva il compito di avere il ruolo di tramite operativo per i rapporti con l’organizzazione criminale che continuano a far capo ancora a lui.

Nelle 583 pagine dell’inchiesta che ha decapitato le cosche catanesi , la Procura svela le accuse nei confronti del governatore e del fratello , entrambi indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. Incontri notturni nelle ville dei mafiosi per voti , campagne sovvenzionate da estorsioni , finanziamenti pubblici dirottati nelle casse della mafia.

Accuse pesantissime. “Il rapporto non era occasionale né marginale ma cospicuo , diretto e continuativo grazie al quale l’uomo politico poteva avvalersi del costante e consistente appoggio elettorale della criminalità organizzata di stampo mafioso a lui vicina”.

I pm ritengono riscontrata l’intercettazione in cui il boss Di Dio racconta di quella notte in cui Raffaele Lombardo mangiando sette sigarette si presentò a casa sua , sorvegliato speciale , per chiedere voti , io che ho rischiato la vita e la galera per lui. Ritengono provata la soma di denaro destinata ai finanziamenti della sua campagna elettorale disposto dal capo della più forte organizzazione mafiosa della provincia di Catania.

Il Centro commerciale del Pigno è servito per finanziare la sua campagna elettorale da parte della mafia. Il boss Aiello è stato intercettato anche sull’incredulità sulla nomina di due magistrati all’interno del governo Lombardo. Una strategia, da una parte la mafia lo appoggiava dall’altra parte doveva dimostrare che non era un mafioso.


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