Così si va, senza una lacrima o un rimpianto

Da Iomemestessa

Oggi finisce una storia tutta italiana. Indipendentemente da ciò che sarà della Ferrero, intesa come ditta e come marchio.

Ma una storia imprenditoriale come quella di Michele Ferrero rientra a buon diritto nella categoria dei casi aziendali.

Per il suo essere storia esemplare. Di rettitudine, di capacità di pianificazione, di vision e mission, come direbbero i fighi del marketing, quegli stessi che spesso non hanno né l’una né l’altra. Una storia di discrezione. Che mica è facile mantenersi discreti, quando sei lì. E invece mai un cedimento, mai una parola fuori posto, mai un’uscita vagamente criticabile.

Oggi finisce una storia italiana, un’altra di quelle da raccontare.

E questa sera infilate un dito in un barattolo di Nutella. E ripensate alle tartallegre, alle tartarughe ninja, e ai bicchieri della Nutella che son poi finiti sulle vostre tavole, in scompagnati ma sempre utili servizi da 24. Ripensate alla vostra infanzia, perchè Ferrero ha marcato l’infanzia di noi nati e cresciuti a cavallo tra i settanta e gli ottanta.

Perché: ‘Che mondo sarebbe senza Nutella’. E la risposta sarà come sempre: ‘un mondo senza brufoli’


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