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COVID-19 e il Leviatano

Creato il 14 marzo 2020 da Mcc43 @mcc43_

Dal XX° secolo i governi sono nati generalmente in base a uno schema crisi - risposta. Crisi reali come le guerre mondiali e la Grande Depressione negli USA. O immaginarie, in base a un -ismo, come i paesi che di recente si sono dati governi ispirati dal nazional-ismo. Condividono la tendenza a emanare in risposta alle emergenze programmi e misure che da temporanee diventano permanenti, identiche o superficialmente modificate.

L'onnipotenza dello Stato nei confronti dell'individuo è il "Leviatano" che cresce ad ogni nuova crisi. Non mancherà di farlo per effetto dell'influenza COVID-19. Scatterà, in quale misura si constaterà in seguito, quello che gli economisti chiamano rachet effect, l'effetto cricchetto che perpetua il transitorio impedendo il ritorno alla situazione precedente.

Vediamo un esempio. I nuovi divieti su raduni, assemblee, convegni e manifestazioni dichiarati per impedire la diffusione del virus hanno stabilito, o riesumato, il principio secondo cui i governi devono esercitare il controllo sui movimenti individuali e sulle aggregazioni di persone. Nel nostro caso, l'art.17 della Costituzione potrebbe venire definitivamente rafforzato con nuove norme nella parte che vieta i raduni "per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica" automaticamente riducendo la fondatezza della parte "i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi."
Oggi violare l'obbligo di isolamento si configura come reato penale; se una persona "positiva" entra in contatto con altri senza avvertirli, per la legge equivale ad aver sparato un colpo di pistola, avendo consapevolmente accettato il rischio di provocare un evento mortale; sarebbe sufficiente sostituire a SARS-Cov-2 una classe di vari agenti patogeni per subire un controllo penale sulla propria socialità.

Lo stato Leviatano è altresì strumento di istituzioni che in questa fase stanno ampliando esse stesse il loro potere: i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, siano sovranazionali come l'OMS, o nazionali e private come Johns Hopkins University, che ha dettato le linee guida per affrontare l'epidemia, i CDC americani, Centers for Disease Control and Prevention, e altre agenzie la cui autorevolezza propositiva sulle legislazioni nazionali, dopo lo choc del Coronavirus sulla popolazione, sarà mantenuta a lungo. Allorché sarà a disposizione un vaccino, la popolazione sarà preparata ad accettare un'estensione dell'obbligo vaccinale, ora applicato in età pediatrica, all'intera comunità nazionale. Il secondo probabile effetto a lungo termine sarà di natura ideologica. Si va affermando la convinzione che la crisi, che è soprattutto ospedaliera, nasca dal "liberismo" che ha svuotato la sanità pubblica. Nell'articolo "Mercati vs socialismo: perché la sanità sudcoreana ha fatto meglio dell'Italia con COVID-19″ (link) l'Istituto Mises sostiene questa tesi confrontando la Corea, che ha un sistema sanitario misto: pubblico non del tutto gratuito affiancato da un'assistenza cui si accede sottoscrivendo un'assicurazione, con quello italiano di Sanità Pubblica. In Corea vi sono 10 posti letto per 1000 persone, in Italia 3,4.COVID-19 e il Leviatano
La tabella (daJohns Hopkins School) mette a confronto i tre dati principali (pomeriggio del 14.3), ma la disgraziata differenza a nostro danno può non dipendere da una superiorità del sistema sanitario liberista coreano, può essere intesa come risultanza di differenti norme applicate per contenere la diffusione. A partire dall'assenza di leggi per la restrizione della mobilità individuale. A differenza dell'Italia, Il Centro Coreano per il controllo e la prevenzione delle malattie (KDCD) semplicemente sconsiglia di viaggiare, soprattutto verso luoghi ad alto contagio come la città di Daegu e di non uscire per quanto possibile; attua , però, un attento monitoraggio anche con l'iniziativa drive-thru. Chi vuole accertare la sua condizione, può effettuare il tampone eseguito dentro la propria auto; al responso le persone negative vengono immediatamente prese in carico dalla struttura ospedaliera con cure gratuite; alle persone in quarantena vengono inviati pacchi con beni di prima necessità.
La preoccupazione per le malattie nell'epoca dei media non ha più a che fare con la loro gravità intrinseca, ma con l'allarme che suscitano, ovviamente modulato dalle Istituzioni statali. Le norme tendono ad essere tanto più restrittive quanto minore è la fiducia che intercorre fra vertici politici e cittadinanza; intercettandone la volontà di sopravvivenza e creando un'impressione catastrofica degli eventi lo stato ingrandisce il proprio potere, qualunque sia la sua fisionomia, democratica o totalitaria.

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