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Creativi scambiati per anormali dalle organizzazioni.

Da Lucap12 @lucapittioni
Creativi scambiati per anormali dalle organizzazioni.

Nelle organizzazioni pubbliche e private spesso i lavoratori più creativi sono scambiati per persone anormali. La cultura diffusa nelle organizzazioni odierne favorisce prevalentemente l'incremento dei profitti e della produttività dei dipendenti. Questo tipo di cultura presenta delle lacune profonde nella comprensione e nel riconoscimento dei lavoratori con una personalità normalmente equilibrata oppure con comportamenti creativi nel proprio ruolo professionale. Le organizzazioni orientate prevalentemente al profitto ed alla produttività spesso operano al limite della legalità e compiono varie lesione dei diritti ed abusi di potere sui lavoratori e quindi le persone creative ed equilibrate possono rappresentare un ostacolo ai propri obiettivi illegittimi. Le organizzazioni senza scrupoli possono disporre di dirigenti o professionisti esterni che al bisogno operano per stigmatizzare le azioni creative dei lavoratori se apportano dei benefici allo sviluppo sano dell'attività professionale perchè potrebbero limitare determinati interessi illegittimi od illeciti di una lobby oppure dei sistemi di potere presenti nella società. Il lavoratore che osa qualche atto creativo potrebbe essere accusato ingiustamente di avere un comportamento anormale nell'ambiente di lavoro allo scopo di discriminarlo e gradualmente isolarlo ed emarginarlo dai colleghi e superiori. Questo lavoratore creativo viene spesso stigmatizzato e reso anormale attraverso le dicerie ed i pettegolezzi diffusi nell'ambiente di lavoro in modo tale far apparire sani i dirigenti e professionisti che invece presentano tratti psicopatici. Nelle organizzazioni patologiche è possibile riscontrare spesso un'alterazione della vera identità del personale. Le persone normalmente sane possono essere considerate dipendenti privi di coraggio, iniziativa, determinazione e freddezza e quindi inidonei a raggiungere gli obiettivi dell'organizzazione senza le pressioni dei dirigenti patologici. Le persone sane con atteggiamenti creativi diventano invece soggetti volubili, umorali ed improduttivi e pertanto incapaci di rispettare gli impegni stabiliti dai dirigenti patologici. Le persone "resistenti" che vogliono sfuggire ad un ruolo di fantocci o fantozzi nelle mani della dirigenza patologica spesso subiscono un'alterazione dell'identità nella scheda di valutazione del proprio lavoro in modo tale da precluderne la carriera e stimolare le dimissioni oppure per renderle inidonee alla professione e favorire un demansionamento ed il licenziamento.


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