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#crisidigoverno: 5 problemi per il governo 5Stelle-PD

Creato il 14 agosto 2019 da Candidonews @Candidonews

#crisidigoverno: 5 problemi per il governo 5Stelle-PD

Il 20 agosto si aprirà, in Senato, il dibattito sulla fiducia al premier Conte. Salvini ed i ministri leghisti non si dimettono ma confermano di voler porre fine al governo pentastellato. Nel frattempo si fanno più concrete le possibilità di un accordo tra 5 Stelle e PD. Qui di seguito cinque ragioni per le quali un esecutivo demostellato potrebbe andare incontro a vita difficile:

1️⃣ Sono molte le criticità nel mettere mano a leggi approvate con la Lega, Decreto sicurezza in primis
2️⃣ I l fronte mediatico contrario, da Mediaset a una buona parte della Rai
3️⃣ I tanti temi su cui Pd e 5 Stelle hanno idee diverse, Tav, Tap, politica estera, infrastrutture etc. Come resistere cinque anni senza affrontare tali provvedimenti?
4️⃣ Le pressioni di piazza che Lega e Centrodestra attueranno, manifestazioni, proteste, iniziative mediatiche
5️⃣ I tranelli che Lega e Centrodestra cercheranno di fare in Parlamento, mettendo in difficoltà il governo. Vista anche l'inesperienza dei 5 stelle

A tutto questo dobbiamo aggiungere che un accordo di questo tipo si reggerà sul PD "renziano", visto che due terzi dei parlamentari sono ancora fedeli all'ex segretario e quindi il governo potrebbe cadere non appena per Renzi si presentasse l'occasione giusta, la formazione del suo partito personale, un evento che sia per lui comodo e su cui cercare lo strappo. Insomma il nuovo esecutivo sarebbe ostaggio di un altro Matteo.

Per Salvini, d'altro canto, un periodo all' opposizione, potrebbe significare un ulteriore aumento del consenso. In molti sono convinti che il leader leghista abbia rotto con i 5 stelle per vincere facile le elezioni e soprattutto per sottrarsi ad una manovra 'lacrime e sangue' che avrebbe danneggiato la Lega. C'è anche da aggiungere che i dati provenienti dall'Europa, Germania in primis, non sono buoni. Il PIL tedesco è fermo, si preannuncia un una recessione europea e l'Italia, anello debole, ne subirebbe le conseguenze. Meglio l'opposizione allora, che garantisce spazio mediatico e politico ma non obbliga a responsabilità. Il governo demostellato potrebbe essere travolto dalla crisi e quindi il centrodestra salviniano avrebbe la strada ancor più spianata verso la vittoria.

In tutti questi ragionamenti c'è comunque un grosso Se. Se, infatti, un governo di legislatura tra Movimento e Democratici riuscisse a trovare la quadra in un programma preciso e dettagliato, iniziando da una manovra che non pesi sulle tasche dell'italiano medio, magari ottenendo un 'credito' dall'Europa, spaventata da una possibile avanzata di Salvini; se il nuovo governo approvasse provvedimenti di ampio respiro a livello sociale, una aggiustatina al reddito di cittadinanza, il salario minimo, maggiori tutele per i lavoratori, maggiore attenzione all'ambiente, condito magari da qualche riforma interessante su taglio dei parlamentari e legge elettorale proporzionale. Ecco, se accadesse tutto questo forse, con il tempo, la 'bolla salviniana' potrebbe sgonfiarsi. E magari Mattarella potrebbe lasciare il Quirinale a Draghi (o ad un'altra personalità di spicco) nel 2022.

Il governo dei SE. Sono troppi forse ma val la pena di tentare, qualora se ne presenti l'occasione. Nei prossimi giorni (e nelle prossime settimane) ne sapremo di più!


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