Magazine Cultura

Crittografia e cifrari più comuni della storia antica e moderna

Creato il 11 marzo 2019 da Zonwu

Gli scontri tra civiltà hanno sempre richiesto uno scambio di informazioni di primaria importanza: risorse del nemico, configurazione del campo di battaglia e capacità belliche dell’avversario. Anche quando un conflitto non terminava in una battaglia campale ma si sviluppava all’interno dei palazzi del potere, le informazioni più rilevanti hanno sempre rappresentato una risorsa da salvaguardare con ogni mezzo a disposizione.

E’ da questa necessità di proteggere dati di importanza strategica che emersero i primi sistemi di crittografia. Benché rudimentali per i canoni della crittografia moderna, i messaggi cifrati del passato basavano la loro forza sia sull’assenza di una vera scienza dell’analisi crittografica, sia sull’incapacità di leggere e scrivere della maggior parte della popolazione.

Cifrario Atbash
Cifrario AtbashCifrario Atbash

Il cifrario di Atbash è uno dei primi cifrari a sostituzione monalfabetica: la prima lettera dell’alfabeto viene sostituita con l’ultima, la seconda con la penultima, e così per tutte le altre lettere. Si tratta essenzialmente dell’inversione dell’alfabeto.

Il nome deriva dalla prima, ultima, seconda e penultima lettera dell’alfabeto ebraico: Aleph, Taw, Bet e Shin). Secondo gli studiosi della Bibbia, molti versi del testo sacro sono esempi di Atbash, come Geremia 25:25 “Il re di Sheshach berrà dopo di loro”, dove Sheshach significa “Babilonia” secondo il cifrario Atbash.

Mlecchita vikalpa

Mlecchita vikalpa

Il Mlecchita vikalpa è l’arte della scrittura e della lettura di parole in codice, elencata tra le 64 arti del Kamasutra di Vatsyayana, filosofo indiano vissuto probabilmente tra il I e il VI secolo d.C.

Il Kamasutra non riporta dettagli sul metodo di cifratura, ma secondo alcuni ricercatori esistevano almeno due sistemi chiamati Kautilya e Muladeviya, forse due cifrari a sostituzione basati su relazioni fonetiche.

Cifrario scitala

Cifrario scitala

Messaggio cifrato inviato dagli efori di Sparta ai loro generali impegnati in campagne militari. E’ uno dei più antichi sistemi di crittografia per trasposizione: era reso possibile grazie ad un cilindro sul quale veniva arrotolata una striscia di pergamena.

Secondo molti ricercatori, lo scitala consentiva di mantenere segreto il messaggio anche nel caso di intercettazione della pergamena da parte del nemico: solo chi possedeva un cilindro identico a quello utilizzato per scrivere il messaggio poteva decodificare il contenuto della striscia di carta.

Scacchiera di Polibio

Nota anche come quadrato di Polibio, era un sistema crittografico inventato nel II secolo a.C. dallo storico greco Polibio e basato sul frazionamento delle lettere di un messaggio. Non è nato come sistema crittografico, ma come metodo di comunicazione a distanza: con solo 5 torce si poteva trasmettere un messaggio complesso.

La scacchiera era composta da 5 righe e 5 colonne popolate da lettere dell’alfabeto e numerate. La cifratura avviene sostituendo ogni lettera dell’alfabeto con le sue coordinate corrispondenti: ad esempio, se la lettera Beta, che si trova nella 1° riga e 2° colonna, veniva trasposta in “12”.

Cifrario di Cesare

Cifrario di Cesare

Si tratta di uno dei più antichi sistemi di crittografia a sostituzione monoalfabetica: ogni lettera del testo veniva sostituita dalla lettera che si trova ad un numero arbitrario di posizioni dopo nell’alfabeto.

Giulio Cesare lo utilizzava per scrivere messaggi segreti alle sue truppe e ai suoi alleati politici, utilizzando una chiave di 3 per il cifrario. Anche se sembra un metodo di cifratura molto semplice, occorre considerare che al tempo ben poche persone sapevano leggere, ancora meno persone erano in grado di decifrare un messaggio cifrato.

Secondo Svetonio, Augusto utilizzava lo stesso cifrario di Cesare con chiave 1, senza ripartire da sinistra in caso di fine dell’alfabeto.

Risalah fi Istikhraj al-Mu’amma di Al-Kindi

Al-Kindi fu un vero e proprio pioniere della crittologia: sviluppò diversi metodi per decifrare messaggi in codice (crittoanalisi) ed elaborò svariati metodi di cifratura nel suo trattato Risalah fi Istikhraj al-Mu’amma (“Trattato sulla Decodifica di Messaggi Crittografici”).

Al-Kindi analizzo diversi sistemi di cifratura riuscendo a delineare metodi di decodifica basati sull’analisi delle frequenze di lettere, numeri e simboli contenuti in un messaggio cifrato.

Cifrario di Alberti

Cifrario di Alberti

Nel 1467 Leon Battista Alberti scrisse il De Cifris (“Trattato della cifra”), opera in cui descrive il primo sistemadi cifratura polialfabetica tramite un disco cifrante, un dispositivo composto da due dischi concentrici rotanti recanti lettere dell’alfabeto.

Se con il cifrario di Cesare era sufficiente scoprire il valore di una sola lettera per svelare tutte le altre, nel cifrario di Alberti gli alfabeti sono mischiati e la chiave di cifratura varia durante la composizione del messaggio.

In questo modo, scoprire la corrispondenza di una sola lettera non consente di decifrare il messaggio, e l’analisi delle frequenze delle lettere non ottiene alcun risultato utile.

Un esempio di testo cifrato con il cifrario di Alberti viene riportato su Crittologia.eu:

volendo cifrare il messaggio “INVIARE RINFORZI DOMANI” con il disco interattivo qui a destra, si inseriscono a casaccio alcune nulle, poi si cifra cambiando lista, sempre a caso, 3 volte:

chiaro: INVIARERINFORZIDOMANI
con nulle: INV1IA R2ERI4NF1O RZID 3OMANI
cifrato: BeghyeoLeiqeolpcafPpmylZfhrsla

Cifrario pigpen

Cifrario pigpen

Il cifrario pigpen, utilizzato dalla massoneria fin dal Settecento, è un sistema di crittografia a sostituzione dove ogni lettera viene sostituita da simboli in base ad una chiave grafica.

Questo schema di crittografia è semplice e viene definito “debole” per la facilità con cui si può decifrare un messaggio cifrato. Ad ogni simbolo grafico, infatti, corrisponde una lettera: una volta individuate le corrispondenze, ogni messaggio in codice può essere decifrato con facilità.

Tabula recta – cifrario di Trithemius

Tabula recta - cifrario di Trithemius

La tabula recta è un sistema di crittografia che si basa sulla disposizione delle lettere dell’alfabeto all’interno di un quadrato. Detto anche cifrario di Trithemius o tavola di Vigenère, la tabula recta è un cifrario polialfabetico simile al disco cifrante di Alberti.

Nel quadrato di Trithemius tuttavia le lettere dell’alfabeto non sono mescolate, bensì in sequenza, partendo dalla prima riga che inizia con la lettera A e facendo “saltare” di una posizione le lettere delle righe successive (la seconda riga inizierà con B e terminerà con A, la terza con C terminando con B, e così via).

Cifrario dei Rossignol

Cifrario dei Rossignol

Chiamato anche Grand Chiffre, aveva la reputazione di essere indecifrabile al momento della sua creazione per mano di Antoine Rossignol e suo figlio Bonaventure.

La cifratura dei Rossignol era così valida da rimanere in uso per secoli fino al momento della sua “rottura” nel 1893 da parte di Etienne Bazaries, che impiegò tre anni per capire che ogni numero del cifrario corrispondeva ad una sillaba della lingua francese.

History of cryptography


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog