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Cromoterapia sul Carso

Creato il 01 novembre 2017 da Luca De Ronch @Luca_De_Ronch
Cromoterapia sul Carso
Voglia di camminare, voglia di colori, profumo di salvia, timo e ginepro. Eccoci qua per una insolita escursione sul Carso a coinvolgere un po tutti i sensi.
Partiamo da Aurisina senza una metà ben chiara, la cartina nello zaino, carico di attrezzatura per far foto e tanta voglia di camminare in una splendida giornata di novembre. Seguendo le indicazioni per la scuola e il sentiero dei pescatori, raggiunta una piazzola di ghiaia, imbocchiamo il bellissimo sentiero Tiziana Weiss o meglio chiamato anche “Il sentiero della salvia”. Tra sfumature rosse del sommaco d'autunno, il luccicante riverbero delle rocce carsiche, i profumo di salvia e la vista sul mare, da Grado al Golfo di Trieste, andiamo dunque a percorrere questo tratto di sentiero fino a Santa Croce dove dovremmo decidere cosa fare, se tornare indietro o andare ancora avanti nel dedalo di stradine del bellissimo bosco carsico che in questa stagione da il meglio di se per coinvolgenti colori e atmosfera.
Cromoterapia sul Carso
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Intanto saliamo alla vedetta Slataper sul Monte San Primo e lo facciamo lungo una traccia nel bosco che sbuca proprio a pochi metri dalla cima. Da qui la vista è grandiosa e decidiamo di fermarci per un po a guardare l'orizzonte. Ecco a sinistra Miramare, Muggia, l'Istria e l'Adriatico, poi a destra Monfalcone, la foce dell'Isonzo e un po velate dalla foschia Grado e Lignano. Siamo sul ciglione carsico e allargando le braccia si può abbracciare il golfo. Potrebbe essere anche sufficiente starcene qui, ma dopo un occhio alla cartina suggerisco di andare avanti alla scoperta del bosco di San Primo. 
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Seguendo le indicazioni del sentiero CAI proseguiamo per una breve cresta per poi immergersi in un bosco particolarmente bello prevalentemente di lecci, pino nero e pino d'Aleppo, che va poi via via trasformandosi in coloratissimi cespugli di sommaco. Tinto di giallo, rosso ed arancione che sembrano fiammate il sommaco in autunno è uno spettacolo. Passeggiare nelle decine di stradine che si interersecano nel bosco da il diritto di perdersi, di lasciarsi invadere dai colori in una sorta di cromoterapia per i sensi …... e così che senza accorgerci, camminando un po qua e un po là ci ritroviamo a Prosecco, uscendo sulla strada in corrispondenza del Monumento ai caduti. 
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Attraversato il paese vado un po alla ricerca di un percorso per fare rientro ad Aurisina che non sia la strada e così andiamo nuovamente ad immergerci nel bosco di S. Primo e con tranquilla passaggiata ritorniamo a Santa Croce. Divaghiamo ancora un po', imboccando un altro sentiero, nel bosco Babica, ancora una volta tra coloratissimi cespugli e muretti a secco sbucando, dopo circa 5 orette e mezza e 18 km percorsi a pochi metri da dove abbiamo lasciato l'auto, quasi del tutto sazi di colori e sensazioni...... quasi. 
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Poco distante un cartello attira la nostra attenzione, il “Sentiero dei Pescatori”. Si tratta di uno dei più antichi sentieri del Carso Triestino, una via che dal ciglione carsico porta fino al mare, usata nella antichità per il trasporto della pietra bianca di Aurisina sulle navi e poi utilizzata per abbellire le dimore dei nobili. Successivamente il sentiero veniva percorso dai pescatori per scendere a Canovella degli Zoppoli ( le zoppole erano le antiche barche ricavate dai tronchi d'albero). Una serie interminabile di scalini a picco ci porta in riva al mare sulla sassosa spiaggia della costa dei Barbari.
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 I colori del tramonto, di un sole rasente un mare tranquillo, vanno a completare i graffiti di oggi e il piacere del momento ci aiuta non poco nella stroncante risalita. 
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Vediamo un po se è il caso di lavar via la fatica in qualche Osmiza magari con del Terrano e della Vitoska ......... 

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