Cronache Anviliane (249)

Da Roversi2011

E corro.

Come se fosse l’ultima cosa che farò.Certo non si può dire che io non ci stia provando a vedere i colori per quello che sono.Anche l’uso inconscio della geometria, per esempio.Il gigante della favola dell’altra sera è tentato a partecipare al teatrino di questi giorni polverosi ma non vuole avere a che fare con colori e geometria.

Mi chiede, ma se sai volare perchè usi le scale? Con un balzo risolvi tutto.

Se esistono ci sarà un motivo.Se ci sono le utilizzo.Cosi capisco cosa significa poter volare.So volare ma come hai ben visto corro e mi piace correre.Usare le gambe, almeno quanto le ali.E’ come uscire dal buio, sfuggire alle pericolosità appuntite.L’ho convinto.Avanti il prossimo.

Tocca al mostro, pelo lungo, bagnato, scuro e lucido, schiaccia il suo muso contro la mia faccia fissandomi negli occhi.Dillo.Dimmi che hai paura.Dimmelo.Dimmi che hai paura.Il mio respiro frena.Salta come un vinile graffiato.Si, ho paura.

Paura del fuoco.Paura di morire.E di non vivere.Paura di cadere.E non riuscire a rialzarmi.Paura del buio.E di ciò che non si vede al buio.Delle bombe.Dei denti grandi e grossi.Di chi non ascolta.Non riconosce.Ho paura dei soldi.E di come mi comandano.A volte le liste mi mettono vertigine e questa è una di quelle che non sono sicuro di voler proseguire, qui e ora.Il mostro non è convinto ma lascia che io mi possa rialzare, si allontana e sento che lo incontrerò di nuovo.Mi rimetto in piedi.

E corro.

INOLTRE, 3 NOTIZIE :

Una cronaca Anviliana inedita, per il blog SCRITTORI PRECARI, qui

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Un altro mio racconto inedito, per il concorso ’300 PAROLE PER UN INCUBO’, qui

Fa.Ro.


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