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Cronache dalla quarantena

Creato il 08 aprile 2020 da Martinaframmartino

Va bene, siamo tutti in quarantena, io non sto vivendo nulla di speciale. Premesso questo, da anni io porto avanti un blog, e qualcosa devo scrivere. Avete idea di quanto sia difficile trovare qualcosa di nuovo un anno dopo l'altro, un giorno dopo l'altro? Lo so, ci sono problemi peggiori e, come detto, io non sto vivendo nulla di speciale. Però sono chiusa in casa, quindi leggo, scrivo e navigo su internet, almeno quando ho il computer a disposizione.

L'ultimo giorno che ho lavorato è stato l'11 febbraio, che è stato anche l'ultimo giorno in cui ho messo i piedi fuori di casa. Dopo il massimo dell'uscita è stato scendere dal primo piano, dove abito, al piano rialzato, per ritirare una volta la frutta e la verdura che mi sono state portate a domicilio, un'altra volta per riturare un pacco contenente libri, e svariate volte per buttare la spazzatura. Esco anche, quando mi ricordo, il che significa che passano giorni fra una volta e l'altra, per attraversare un pianerottolo lungo meno di due metri e bagnare la piana della mia vicina. La mia vicina è morta diversi mesi fa, quando dell'esistenza del coronavirus non sapevamo nulla, però è vero che prima che passassero a ritirarle ho avuto sul pianerottolo per un paio di settimane un paio di bombole di ossigeno che a lei non servivano più. Mmm... Visto che la vicina è morta, ma che teneva alla pianta, la figlia mi ha scritto per chiedermi di bagnargliela, perché lei non può venire a farlo. Spero che la pianta sia capace di cavarsela da sola, perché anche se io ho detto che lo avrei fatto, ho il pollice nero. Potrei far avvizzire Barbalbero, e pure tutti gli Ent (ti prego, Loial, non prendertela con me. Non lo faccio apposta. Io non sono cattiva, è che mi disegnano così).

Cronache dalla quarantena
Il marito si è comprato la cyclette, per fortuna perché altrimenti mi avrebbe fatta sclerare. Prima andava in bici e mi raccontava di tutti i suoi itinerari, ora pedala in camera e mi racconta di quanti chilometri ha fatto e quante calorie ha consumato. Probabilmente io sto sviluppando una strana protezione alle orecchie, che mi aiuta a non far entrare i rumori molesti. Ora - il momento in cui sto scrivendo, non quello in cui pubblico o in cui voi leggete - è andato a portare fuori il carrello della spesa. Noi non abbiamo cani, non può uscire a far fare la pipì al nostro amico a quattro zampe, perciò esce a far prendere aria alle ruote del carrello. Con frutta e verdura, e ora anche formaggi e affettati, da quando la mia formaggiaia del mercato mi ha contattata (e non ricordavo neppure che avesse il mio numero), che ci facciamo portare a casa, avremmo meno bisogno del solito di uscire a fare la spesa, eppure lui va più spesso di prima. Boh...

Le figlie passano fin troppo tempo al computer, il che significa che io ce l'ho a disposizione quasi solo a tarda notte. Le figlie sono due, ora abbiamo due computer, eppure è complicato. In febbraio mia cognata, architetto, ha sostituito il suo vecchio computer portatile con uno nuovo. Vecchio per lei, con il suo lavoro usa programmi pesantissimi, perciò ha bisogno di computer un po' più seri di quello che serve a me, quindi il suo computer usato lo abbiamo preso noi. Dopo un periodo fin troppo lungo in cui le scuole sono state chiuse e le figlie non hanno fatto nulla, prima la grande (terza media) e poi la piccola (quinta elementare) sono partite con lo studio online. Sul mio computer ho piazzato Google Classroom per la grande, diciamo che lei fa la metà di quel che faceva a scuola, non il massimo ma almeno non perde totalmente il senso del tempo e si ricorda di avere ancora degli impegni. Solo da poco sono partite le lezioni anche per la piccola. Per lei ho piazzato Skype sul computer portatile, e il fatto che io sia riuscita a scaricare il programma, con le mie capacità informatiche che definire limitate è riduttivo, è notevole. Ora anche lei ha Google Classroom, districarmi nella marea di messaggi Whatsapp di questo periodo è stato impegnativo. Qualche compito l'ho perso per strada, così come le credenziali del registro elettronico, che ho perso mesi fa, avevo richiesto una settimana prima della chiusura delle scuole, e sto ancora aspettando. Sono confusa? Sì, sono confusa, la tecnologia aiuta ma incasina pure. Ma senza tecnologia come avremmo fatto ad avere le lezioni? E pure i libri, nella maggior parte ho i libri cartacei, ma Ilaria ha lasciato due libri di italiano a scuola, per fortuna esiste anche la versione online a cui accediamo grazie a un codice presente nei libri stessi. Materiale scolastico... ho sentito di persone in difficoltà, infatti hanno riaperto i reparti cartoleria nei supermercati, io per ora me la cavo perché conosco i miei polli. Entrambe le figlie erano capaci, alle dieci di sera, di dirmi che gli serviva qualcosa la mattina successiva, e così tendo a fare un po' di scorta. Ho già estratto dai cassetti due quaderni a quadretti, ne ho ancora uno e credo un altro a righe, oltre a diversi ricambi di fogli per i quaderno ad anelli, e due cartucce per la stilografica, ne ho ancora quattro. Ho pure prestato ad Alessia le mie Caran d'Ache.

Per gli interrogativi seri, quanto durerà questa crisi, quando verranno trovate cure più rapide ed efficaci, quando avremo un vaccino, e anche che società avremo dopo, non ho risposte. Dopo un periodo di ferie sono passata in cassa integrazione, qualcosa che al momento posso permettermi, purché l'editoria non venga devastata dalla crisi. Intanto mi dedico a interrogativi concreti, oltre alla cancelleria, e a quante volte la settimana il nostro carrello della spesa debba uscire per non impazzire, ragiono su come gestire la casa, cercando di tenere a bada tutto ciò che accenna a ribellarsi. È possibile che io debba chiamare in soccorso Lockwood & Co., lui e la sua squadra sono ottimi nel tenere a bada case infestate che non sanno stare tranquille.

La prima a protestare è stata la tapparella della camera da letto. Si è spezzato uno dei ganci che tengono insieme le listarelle. Quella finestra non può restare chiusa, è nella nostra camera che il novello Coppi si tiene in forma, perciò la finestra chiusa renderebbe l'aria irrespirabile. Allo stesso tempo, è la camera da letto, la finestra non può restare aperta tutto il tempo, altrimenti non dormiamo, perché... indovinate da quale lato c'è il sole tutto il giorno? Ecco, appunto. Sono giunta a un compromesso: tapparella alzata di 30 centimetri, se la finestra sta aperta tutto il giorno i dolci effluvi hanno in tempo di svanire. Per evitare che il peso crei problemi agli altri ganci ho puntellato lateralmente la tapparella, piazzando come sostegno all'interno di una delle guide un pezzo di un gioco rotto di una delle figlie, e visto che non era abbastanza alto ho raggiunto l'altezza giusta con un paio di pezzi di domino. Da fuori non si vede quel che ho fatto, e almeno la situazione non peggiora. Quanto alle tende, molto leggere, le ho sostituite con un paio di copridivani pesanti, quando li sposto lateralmente di luce ne entra parecchia, quando chiudo entra meno luce di prima. L'aspetto estetico è quello che è, ma tanto al momento non aspetto visite.

La seconda cosa che ci ha piantati in asso è stata la lampadina della cucina. Ne avevo una di scorta, perciò vediamo ancora cosa stiamo cucinando, ma questo mi porta a interrogarmi su come viviamo. Dipendiamo davvero da un mucchio di cose, se ne manca anche una banale può essere un disastro. I cuscini delle sedie mi stanno salutando, sospetto che ultimamente li stiamo usando un po' troppo, appena potrò dovrò comprarne di nuovi. Forse è ora che vada a riesumare quelli vecchi, tutti macchiati perché le mie figlie non hanno ancora afferrato il concetto di mangiare stando seduti composti, ma senza buchi. A proposito di roba vecchia, ho riesumato il vecchio computer. Impallatissimo, non va più su internet, per aprire un banale file Word impiega cinque minuti, ma dopo che lo ha fatto io posso scrivere, e caricare tutto sul mio solito computer quando le figlie sono a letto grazie alla memoria esterna. Ora che ci penso... memoria esterna... se le carico dentro Onmyoji questa è la volta che lo guardo. E magari anche Il fantasma dell'opera e il musical Notre-Dame de Paris, è davvero ora.

Sto finendo la scorta di tazzine da caffè grandi, quelle preferite da mio marito. Ne ha già fatte fuori due, se distruggerà anche questa si troverà a dover scegliere se usarne una senza manico - ho la collezione ormai, le butterò via in un imprecisato futuro ma per ora è meglio conservare tutto - o una delle mie, di dimensioni normali. Quello che ho fuori taglia è l'oggetto con cui dovrei coprirmi naso e bocca qualora decidessi di uscire. Io non sto uscendo ma prima o poi lo farò, l'ordinanza parla di mascherina, o al limite una sciarpa, ma visto che gli obblighi mi fanno venire il mal di stomaco vorrei qualcosa di alternativo per esprimere il mio dissenso. Ho provato con la bandiera di Capitan Harlock, con il teschio ben visibile, ma è troppo grande, dovrò trovare un'altra soluzione.

Intanto che mi interrogo sulle nuove mirabolanti avventure che mi aspettano domani, su quali luoghi visiterò (Westeros, per esempio, ma anche Krynn, Siena, l'impero Hainita e il Giappone, deciderò sul momento se aggiungere qualche altra località al mio tour) e su quali persone incontrerò, posso tirare un sospiro di sollievo: siamo tutti sopravvissuti a un'altra giornata in famiglia.


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