Cross-reazioni tra pollini e alimenti

Creato il 06 maggio 2013 da Ariannarossoni

Per cross-reazione si intende un meccanismo immunologico che insorge in risposta a un particolare antigene che causa reattività ad altri antigeni strutturalmente simili al primo.
Ad esempio, in questa stagione sono molto diffuse le allergie ai pollini ambientali: esistono cross-reazioni alimentari specifiche in grado di peggiorare il quadro sintomatologico, per cui -ad esempio- un soggetto allergico alle Graminacee che in questo periodo mangia pomodori o kiwi avrà maggiore bruciore agli occhi o maggiore lacrimazione.
Le sindromi da cross-reattività sono state descritte tra specie filogeneticamente vicine (la breve distanza tassonimica rende più probabili reazioni cross-allergeniche); tuttavia esistono anche cross-reattività tra specie filogeneticamente distanti: in questi casi le proteine responsabili della reazione sono in genere considerate come panallergeni (ossia sono altamente in grado di determinare sindromi pseudo-allergiche secondarie).

In quest’articolo intendo soffermarmi sulle cross-reazioni (CR) tra allergeni ambientali e quelli alimentari; vista la stagione, spero che l’articolo possa interessare tutte le persone che sono alle prese con fazzoletti di carta e antistaminici!

Ben il 70% delle persone allergiche alle Betulacee (betulla, ontano, nocciolo) presenta CR con vegetali della famiglia delle Apiacee/Umbellifere: sedano, finocchio, carota, prezzemolo e cumino. E’ stata ampiamente descritta anche la CR con le Rosacee, in particolar modo le mele; fanno parte della famiglia delle Rosacee anche gli alberi da frutta a nocciolo (pesche, ciliegie, susine, nespole, albicocche), il mandorlo e il pero.
Il periodo di fioritura delle Betulacee va da metà febbraio fino ad aprile: in questi mesi i soggetti allergici dovrebbero evitare di consumare la frutta e la verdura sopra elencata per tenere il più possibile sotto controllo i sintomi. Ovviamente chi è allergico alle Betulacee dovrebbe mangiare con molta moderazione le nocciole (la pianta è direttamente appartenente a questa famiglia).

L’allergia al polline delle Composite (Asteracee) comporta attenzione a tutte le specie alimentari appartenenti a questa famiglia: lattuga, tarassaco, radicchio, cicoria, cardo, carciofo, topinambur, girasole (e semi di girasole). Esistono CR tra Composite e Curcubitacee (in particolare cocomero e melone, ma anche cetriolo e zucchine).
Il periodo di fioritura delle Composite si prolunga da giugno-luglio ad ottobre.

Una curiosità “nazionale”: in Spagna l’allergia al polline dell’Artemisia (genere della famiglia delle Composite) ha un’associazione statisticamente significativa con una serie di alimenti tassonomicamente distanti. Tra questi: miele, arachidi, noci, mele, pomodori e Brassicacee (cavolfiore, broccoli, rape, senape, ravanelli, rucola, crescione). Questa tipologia di CR sembra essere caratteristica solo della penisola iberica.

La Graminacee (Poacee) sono probabilmente le piante che determinano più fenomeni allergici, sia a livello ambientale (pollini) che a livello alimentare; fanno parte di questa famiglia i 5 cereali: avena, orzo, granturco (mais), segale e frumento (grano tenero, grano duro e farro). Le Graminacee, il cui periodo di pollinazione è a due riprese (aprile-luglio e agosto-settembre), presentano CR con Composite (anguria e melone), pomodoro, kiwi e arance. Alcuni pazienti sembrano registrare maggiori fastidio agli occhi (lacrimazione e bruciore) anche a seguito del consumo di frutta a nocciolo (prugne, albicocche, susine, ciliegie…).

L’ultima cross-reazione che voglio citare non riguarda i pollini, ma un prodotto molto diffuso a livello industriale: il lattice. Più del 50% dei pazienti allergici al lattice presenta CR con alcuni frutti, in particolare scatenano sintomi preoccupanti per la salute banana, avocado, castagna e kiwi. Anche papaya e pomodori sono collegati all’allergia al lattice, ma il quadro sintomatologico è meno preoccupante.

Bibliografia
B.E.Garcìa, M.T.Lizaso – Cross-reactivity syndromes in food allergy – J Investig Allergol Clin Immunol. 2011;21(3):162-70


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