produrre lo zinco, che si riteneva innocuo, è stato posto un po’ ovunque a riempimento di alcune strade ed a supporto di costruzioni (scuole e civili abitazioni). Secondo alcuni allarmanti dati resi noti, recentemente, in città, ed al largo del mare, vi sarebbe oltre un milione di tonnellate di materiale altamente tossico. Ecco spiegato il motivo del perché, nel corso degli ultimi decenni, si siano ammalati, e morti di cancro, migliaia di persone. Occorrerebbero almeno 120 milioni di euro per poter bonificare: ma l’Eni ha messo a disposizione 60 milioni, soltanto per smantellare i capannoni, lasciando nel suolo tutti i materiali pesanti esistenti. Però, la vecchia area industriale di Crotone è compresa tra i Siti Inquinati di Interessa Nazionale (i famosi SIN), in seguito al decreto n.468 del 2004 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Quindi, un’area da dover qualificare. Però, ci si domanda: come sarà possibile qualificare la zona se non verranno smaltite le tonnellate di metalli pesanti esistenti sul terreno dell’intera superficie (circa 80 ettari) delle fabbriche dismesse? Si pensava di poter porre rimedio con la fito-rimediazione. Ossia la messa a dimora di alcune piante capaci di eliminare le sostanze velenose. Però, secondo alcuni studi, essendo molto elevata la presenza di metalli pesanti ed arsenico, ci vorrebbe oltre un secolo utilizzando simile metodica. Ecco perché sarebbe necessario rimuovere, ad una profondità di cinque metri, e provvedere a tombare, tutto il terreno dell’area industriale. Ma, causa il costo eccessivo, probabilmente ci vorranno alcuni decenni. Ai posteri, quindi, poter vedere riutilizzate le superfici in questione.
produrre lo zinco, che si riteneva innocuo, è stato posto un po’ ovunque a riempimento di alcune strade ed a supporto di costruzioni (scuole e civili abitazioni). Secondo alcuni allarmanti dati resi noti, recentemente, in città, ed al largo del mare, vi sarebbe oltre un milione di tonnellate di materiale altamente tossico. Ecco spiegato il motivo del perché, nel corso degli ultimi decenni, si siano ammalati, e morti di cancro, migliaia di persone. Occorrerebbero almeno 120 milioni di euro per poter bonificare: ma l’Eni ha messo a disposizione 60 milioni, soltanto per smantellare i capannoni, lasciando nel suolo tutti i materiali pesanti esistenti. Però, la vecchia area industriale di Crotone è compresa tra i Siti Inquinati di Interessa Nazionale (i famosi SIN), in seguito al decreto n.468 del 2004 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Quindi, un’area da dover qualificare. Però, ci si domanda: come sarà possibile qualificare la zona se non verranno smaltite le tonnellate di metalli pesanti esistenti sul terreno dell’intera superficie (circa 80 ettari) delle fabbriche dismesse? Si pensava di poter porre rimedio con la fito-rimediazione. Ossia la messa a dimora di alcune piante capaci di eliminare le sostanze velenose. Però, secondo alcuni studi, essendo molto elevata la presenza di metalli pesanti ed arsenico, ci vorrebbe oltre un secolo utilizzando simile metodica. Ecco perché sarebbe necessario rimuovere, ad una profondità di cinque metri, e provvedere a tombare, tutto il terreno dell’area industriale. Ma, causa il costo eccessivo, probabilmente ci vorranno alcuni decenni. Ai posteri, quindi, poter vedere riutilizzate le superfici in questione.