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Cuba del Cuc

Creato il 13 aprile 2018 da Farang @alefarang
A distanza di molti anni ritorno nella Isla Grande, certo c'è stato l'intermezzo dell'Isola lunga piuttosto che stretta, ma quella pur essendo parte di Cuba non è Cuba. Sanità, istruzione e sicurezza restano i capisaldi di questo Paese, mentre molte altre cose sono mutate sebbene legate alla frenesia per il Cuc e tutto ciò che ne deriva. Dal punto di vista turistico non può dirsi una meta economica, ma qualche cosa anche sotto questo aspetto è cambiato. Case particulares e paladar a non finire, basti pensare che sull'isola è sbarcato da qualche anno Airbnb e chiunque può diventare imprenditore affittando camere della propria casa, ed è questa per un turista la soluzione migliore per contenere i costi della vacanza.
Tutti pazzi per il Cuc
Vale la pena di precisare che ogni considerazione su quanto segue è comunque da rapportare con le situazioni oggettive relative a stati vicini, o che hanno una qualche similitudine, per non fare una lunga lista Haiti e Venezuela su tutti.
La possibilità di acquistare o vendere una casa, un auto, di connettersi a internet e aprire un'attività in proprio ha alleggerito in parte la pressione sui cubani. 
Il Cuc equiparato al dollaro è in teoria la moneta per gli stranieri, ma passa di mano regolarmente anche ai cubani che ormai ragionano con questa valuta, sebbene essi siano remunerati con il Peso, ovvero il Cup. In generale la doppia valuta alimenta due stili di vita che sono agli antipodi, quella magra di chi va avanti con il Cup, la tessera alimentare, riso, fagioli e pochi altri alimenti che si trovano nei loro centri di distribuzione e quella di chi in un modo o nell'altro legato al sistema turismo produce ricchezza e ha disponibilità di Cuc. Circolava anni fa una barzelletta...Il padre domanda al figlio:- Che cosa vuoi fare da grande? risposta: - Il turista!. Ecco oggi potrebbe essere:- Spennare il turista!.
Salari il più e il meno al mese
Medici 64 dollari, settore zucchero 50 dollari, Agricoltura, pesca, finanza 40 dollari, amministrazione, servizi, difesa e sicurezza, attività personali, cultura e istruzione 20 dollari cosicché lo stipendio medio corrisponde a poco meno di trenta dollari.
Ma allora perché paghiamo cinque Cuc per una colazione e dai quindici ai venti per un pranzo o una cena? Semplice i prezzi sono gonfiati.
Gli alberghi nelle città costano una follia, soprattutto perché non esiste un rapporto qualità prezzo, mentre i resort nei cayos generalmente sono strutture belle e ben mantenute con servizi equiparabili al resto del mondo, pur con molte limitazioni sulla ristorazione. 
In entrambi i casi la proprietà è statale, mentre la gestione è affidata nella maggioranza dei casi a società straniere registrate a Cuba, spagnole e in alcuni casi a società statali che senza far nomi guarda caso gestiscono i resort di livello più basso. Le tariffe alte in questo caso sono giustificate dal fatto che i gestori oltre al prezzo dell'affitto versano un salario a persona di circa mille dollari al mese, naturalmente nelle casse dello stato, il quale remunera i lavoratori con venti dollari. Allora se ci rechiamo a Cuba non dobbiamo meravigliarci se il turista pur con tutta l'affabilità possibile è comunque considerato un bancomat. 
Sbarchiamo in serata con un volo diretto Alitalia, le formalità di ingresso sono veloci, cambio un po' di soldi alla Cadeca e invio un messaggio con la scheda italiana a 0,75 di euro. Considerati i costi ho deciso di non acquistare una sim, tanto più che la WiFi si trova solamente in determinate piazze delle città. Un taxi in cambio di un salario medio mensile ci porta alla casa prenotata nel quartiere Vedado, in una zona poco distante dal Malecòn. Depositati i bagagli usciamo in esplorazione e seguendo l'eco musicale di "Como serà manana" ci imbattiamo nella Pachanga, un locale aperto 24h che serve di tutto. 
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Un giorno a L'Avana
La città è suddivisa in quattro quartieri, Avana vecchia, Avana centro, Vedado e Miramar.
Per avere una visione completa e allo stesso tempo veloce della città abbiamo optato per Il classico giro in auto d'epoca, scoperta naturalmente, per assaporare meglio l'aria che è pervasa da odori di benzene e olio bruciato sganciato dalle vetture e da altri mezzi strani di trasporto, euro zero ma parecchio sotto zero. Diesel o benzina è un miscuglio di gas di scarico diffuso e puzzolente che devi respirare, chissà che cosa verrebbe fuori se venisse monitorato l'inquinamento.
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Avana centro
E' il motore della città ma è pure il quartiere messo peggio sebbene ci siano alcuni siti da vedere quali l'iconico Capitolio, il Museo della Rivoluzione, il Paseo del Prado e il Parco Centrale. Una grande pagoda ci avvisa che stiamo entrando a Chinatown, una singolare realtà in via di ristrutturazione dove non c'è neppure un cinese. 
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Miramar El Malecòn
La strada principale è la Quinta Avenida. Qui si trovano la maggior parte dei consolati e delle ambasciate fra cui quella italiana, è la zona più elegante dell'Avana, non a caso è residenza del nostro ambasciatore, una bella villa coloniale sulla quale sventola bandiera bianca. E' solo una rima, le bandiere sono due, italiana ed europea. Malecòn non è altro che il lungo mare che unisce due parti della città. Spettacolare o niente di particolare, dipende dai punti di vista, cemento, lampioni e niente di altro.
Vedado
Piazza della Rivoluzione e il centro Universitario sono il cuore di questa zona ma è considerato anche il quartiere residenziale, strade alberate e villette a due piani dove abita la classe dirigente e tutti quelli che se lo possono permettere. Attorno locali alla moda stanno nascendo come funghi.
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Avana vecchia

Quando si pensa a L'Avana la prima cosa che viene in mente è certamente la città vecchia, molto popolare e animata per paradosso è il quartiere più nuovo o per meglio dire restaurato, almeno nelle settori pubblici. 
Fare una passeggiata nella zona pedonale è come fare un tuffo nel passato, piazze e cattedrali in stile barocco e soprattutto tante strade strette disposte a griglia piene di gente, facciate decadenti e negozi di ogni genere. Chi visita la città vecchia prima o poi arriva in Calle Obispo che rappresenta il corso principale dove concludiamo questa parte di giornata, Habana 61 è un locale valido per la sosta pranzo. 
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Curioso vedere che alle spalle del Floridita c'è sempre lo scheletro di un palazzone, immagino che per qualche ragione di stato non si possa toccare o forse è lì  statico per scenografia. In fila per un Daiquiri a sei Cuc, uno esce e uno entra in questa storica fabbrica d'acqua, osservo e tiro dritto, la storia si apprende non si beve e poi ormai c'è di meglio.
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Rientriamo a Vedado, il nostro alloggio è a pochi passi dalla Fabrica de Arte Cubano e dal El Cocinero sistemati entrambi in una ex oleificio dismesso. La FAC è un centro multisala punto di incontro per artisti e intellettuali e frequentata dalla gioventù cubana oltre che da molti turisti, offre mostre e spettacoli dal vivo, cinque Cuc costa l'entrata drink compreso. Una volta all'interno potremmo immaginare di essere a Berlino piuttosto che in qualche altro posto del genere in occidente, valido ma non c'è sapore di Cuba.
El Cocinero è un caratteristico ristorante bar che si estende in parte nella ciminiera e parte in uno spazio aperto panoramico. Di molte pretese per una fama non del tutto meritata, prenotazione obbligatoria anche per un solo aperitivo.
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Per finire la serata andiamo al Flauto Magico per un daiquiri, si tratta di un locale con una piscina incastonata su di una bella terrazza liberty affacciata sul Malecòn. Per motivi diversi sono considerati i posti più in voga del momento e contrariamente a quanto si possa pensare sono frequentati per la maggior parte da indigeni. Fra luci e ombre, grandezza e decadimento lasciamo questa città che comunque non può lasciarti indifferente.
Destinazione Valle di Vinales 
Durante il tragitto chiedo al tassista di uscire dall'Autopista per fare uno stop a Las Terrazas, un paesino sul lago San Juan. Cascate, piantagioni e sentieri da esplorare ma io sono qui per visitare e rendere in un certo senso omaggio a Polo Montanez, una casa museo dove nel classico stile cubano si racconta la storia di questo musicista.
Arriviamo a Vinales non prima di aver superato alcuni imprevisti di natura motoristica che qui rientrano nella normalità.
Questa cittadina circondata dai Mogotes (colline carsiche) ricorda molto i paesaggi di certe località dell'Asia, tanto è particolare che dal 1999 è patrimonio dell'umanità Unesco. Oggi molto turistica è disseminata di case particulares, nella piana circostante si coltiva il tabacco migliore del mondo mentre nella parte più alta il caffè.
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Base per effettuare escursioni a piedi o a cavallo attorno alle piantagioni, vsitare il Murales della Preistoria, un enorme dipinto che occupa la parete intera di un mogote, oppure immergersi nella Cueva dell'Indio, una grotta dove scorre un fiume sotterraneo navigabile, ma è la valle in sé che merita un soggiorno.
La Berengena è un posto buono per mangiare o per gustare uno delle decine di cocktail che vengono proposti, la migliore Pina Colada che ho provato a Cuba. Per l'alloggio abbiamo scelto Mis Cumbre, una casa nuova dotata di terrazze private ed equivalente a un nostro B&B di qualità, costo quaranta Cuc.
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Da Vinales sono possibili anche due diverse escursioni marine ed è quello che abbiamo fatto nei giorni successivi.

Cayo Levisa un buon diversivo
Occorre dotarsi di un taxi privato per raggiungere il porticciolo di Palma Rubia e da qui imbarcarsi su un traghettino che in circa trenta minuti di navigazione raggiunge il cayo, sbarco di fronte a quella specie di eco resort, che di eco non ha nulla se non  la semplicità della struttura. La partenza e il ritorno avviene a orari prestabiliti, l'Isola è piccolina, allontanandosi dalla zona di arrivo troviamo più intimità e  anche un po' di barriera corallina.
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Cayo Jutías
Il più bello che ci sia? Molto probabile almeno al Nord.
Un fatto assai insolito a Cuba, qui non c'è nessuna possibilità di albergare e il campeggio è vietato, un valore aggiunto dal mio punto di vista. C'è soltanto un chiosco e un ristorante che affitta sdraio e qualche ombrellone impagliato vicino alle palme. L'isola è poco frequentata a causa di una strada che da Vinales in poi è un disastro, tanto che è stato abolito il pedaggio di entrata. che stranezza non si paga un cucche.
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Occorrono almeno due ore e anche di più per percorrere poco più di cinquanta chilometri, per questo motivo non tutti i conducenti hanno voglia di andarci, il nostro non ci era mai stato e capita spesso che venga proposto in alternativa Levisa. Certo è che se Jutias fosse raggiungibile facilmente sarebbe affollato o già occupato da un resort magari con accesso esclusivo, un po' come capita ovunque. Cayo Ensenachos è un esempio che vale per tutti. Consiglio di non fermarsi nella zona ristorante ma di camminare lungo il suo lato sinistro fino a incontrare le spiagge più solitarie e paradisiache.
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Vinales-Playa Giron
Una tappa significativa, 350 Km con un'auto che ha il climatizzatore rotto e che sta insieme con i filetti. Buona parte del viaggio si svolge via autopista almeno fino all'uscita di Playa Larga, il che è in teoria è un sollievo. In realtà quando andiamo veloci non vedo mai il contachilometri superare i settanta km/h. Una strada a corsie doppie piena di buche e percorsa da ogni genere di mezzi, dalle bici ai carretti, per non parlare degli animali che vagano di lato pascolando e mezzi che regolarmente fanno inversione. Siamo arrivati a Playa Larga effettivamente lunghissima e dal mare torbido, con qualche eccezione verso Giron.
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Vaghiamo cercando un posto dove pranzare, per caso adocchiamo il Tiki Bahia de Cochinos, molto carino al piano superiore di una casa con affaccio sulla baia, prezzi onesti e pescato del giorno cucinato bene. Ho già visto la Penisola di Zapata e la ricostruzione finta del villaggio indio di Tainos, qui esiste il più grande allevamento di coccodrilli del Paese, lo immagino troppo triste e pure stavolta non voglio vederlo. Il piazzale c'è strapieno di bus turistici della Gaviota, molte persone si fermano in quello che suppongo sia una schifezza di ristorante con lo scopo di assaggiarne la carne. Maremma delle maremme maremmane... ma perché non  farsi confezionare sull'istante pure giubbetto? Ma sono strano io e ha ragione quel tipo con i capelli a bischero?
Riprendiamo il viaggio verso Playa Giron dove sostiamo per vedere il museo. Reperti, armi, cimeli, uniformi, foto, video e mappe raccontano nel dettaglio dal loro punto di vista la fallita invasione della Baia dei Porci e in sostanza la vittoria sull'imperialismo statunitense quale mandante e organizzatore. Emozionante, in questo caso non si tratta solo di propaganda ma parte della loro storia. Stop a El Castillito una locanda essenziale in buona posizione per le escursioni del giorno successivo.
Caleta Buena e Punta Perdiz, due località una vicina all'altra, tanto decantate e sulle quali devo documentarmi di persona. La costa in questo tratto è di scogliera e un posto più o meno è lo specchio dell'altro, anche nella gestione, c'è poca gente, all'entrata chiedono quindici Cuc a persona. 
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Non ho intenzione di pagare un bel niente, voglio solo dare un'occhiata e con l'aiuto del nostro amico tassista ci fanno entrare. Il prezzo sarebbe per un tutto compreso giornaliero, spuntini, bibite, qualche sdraio e qualche capanno, niente spiaggia cosicché l'accesso a mare avviene tramite una scaletta, Discreto, ma non mi pare un gran contesto meritevole altri aggettivi, forse sono posti validi per lo snorkeling e anche per una qualche immersione, ma venirci apposta è un altro discorso. Se la Sardinia fosse nel Mar dei Caraibi ne sarebbe la regina incontrastata, una riflessione spontanea che mi sovviene dopo aver visto la costa Sud di Cuba.
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Prossima fermata Cienfuegos, abbiamo una pensioncina prenotata che si chiama Camila's a Punta Gorda, che il nostro amico pur essendo nativo del posto non riesce a trovare. Gira e rigira alla fine arriviamo a dama, eppure non era difficile. Si tratta di una striscia di asfalto senza sfondo che termina in un parco. Di lato abbiamo il mare sempre torbido e dall'altro ci sono le costruzioni che si affacciano sull'altra sponda, il tutto in pochi metri di larghezza. Visitiamo il centro storico fra stradine strette lastricate di pietra e viali eleganti punteggiati di ville coloniali colorate, Il corso principale è il  Paseo del Prado ma il cuore della città è il Parco José Marti e l'Arco di Trionfo dedicato all'indipendenza cubana, intorno ci sono tanti  bar dove fermarsi a un tavolo all'aperto, sorseggiare una birra o un drink e ascoltare musica dal vivo.
Era già l'ora che volge il disio ai navicanti, allora lasciamo perdere il mare tanto più che fra poco sarà buio e concentriamoci su l'atmosfera che non è affatto male, peccato per il cibo da dimenticare. 
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Nuovo giorno per un altro taxi destinazione Trinidad

Incontriamo la proprietaria della casa che abbiamo prenotato, si chiama Anna, con sorpresa apprendiamo che è di Monte San Savino, qui espatriata al contrario con un intuibile escamotage. La Casita del Remedios si trova a cento metri da Plaza Mayor ed è bellina bellina, nel tipico stile di Trinidad ma sistemata e arredata con gusto italiano.
Seguiamo il consiglio di Anna che per la sera ci ha prenotato la cena al Vista Gourmet, il
pasto migliore consumato durante questo tour.
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Abbiamo deciso di spendere la giornata a Playa MariaAguilar, per errore il tassista prima ci porta a Playa Ancon che è la spiaggia grande di Trinidad e poi in un altro posto del tutto insignificante. Finalmente Diego si lascia guidare e riesco a instradarlo verso il Club Amigo Costasur, un  albergo che si trova vicino alla playa desiderata. Non resta che seguire una stradina laterale sterrata per arrivare in un parcheggio con di fronte la la signora Maria. Chiosco bar, qualche cubano, qualche turista, mare bello e anche con la barriera corallina come da aspettative. 


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Sandfly
E' arrivato il momento di farne cenno. Qui ce ne sono un casino in riunione, per fortuna che è inverno altrimenti sarebbe un problema, cosi come lo sarà certamente in estate un po' dappertutto. Se non avete mai provato il prurito incessante e i gonfiori rossi che provocano sul corpo questi simpaticoni di animaletti, oltre al baby oil e gli antistaminici mettete nella vostra cassetta anche il salva vacanza, cioè il Most gel astringente a base di cloruro d'alluminio e che a Cuba ovviamente non troverete.
Trinidad - Santa Clara - Remedios
Prima sosta per visitare la Valle de los Ingenios e in particolare San Isidro de los Destiladores. Ingegnosi questi cubani ti fanno pagare per vedere un qualche cosa che se fosse da noi non ci andrebbe nessuno, c'è solo una torre e una casa padronale in ristrutturazione.
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Siamo diretti a Santa Clara, di strada sostiamo a Manaca -Iznaga  in quella che era un tempo una tenuta per la coltivazione di canna da zucchero. La salita sulla torre costa un Cuc, in cima si gode di un bel panorama, pensare che questa era di fatto una costruzione per controllare gli schiavi che lavoravano nella piantagione.
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Santa Clara
Pranzo al ristorante El Sol locale tipico frequentato da cubani, ordino una pina colada, una paella e una birra per una spesa di cinque Cuc, ma nel menù ci sono anche i prezzi in pesos che vengono applicati alla gente del posto. La città è passata alla storia per l'ultima battaglia fra i militari di Batista e una colonna guidata da Che Guevara. 
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Da vedere il Mausoleo del Che e quello che resta del treno blindato che fu fatto deragliare e dato alle fiamme. Il sito commemorativo si trova su di una collina e al centro di una grande piazza poco distante da Parque Vidal. Da qui nel corso degli anni sono passate milioni di persone provenienti da ogni parte del pianeta. 
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Remedios
Un luogo di altri tempi, una delle cittadine più belle e fuori dal circuito del turismo di massa. Piazza Martì è circondata da edifici coloniali dalle tinte pastello, portici, alcuni bar e ristoranti e ben tre hotel fra cui lo storico Mascotte e Il Camino del Principe appena restaurato. Unico esempio a Cuba nella piazza principale troviamo due chiese, la Iglesia de Nuestra Senora del Buen Viaje e quella pregevole di San Juan Bautista. In questo periodo si svolge una manifestazione canora per giovani promesse, ma Remedios è nota soprattutto per Las Parrandas, un avvenimento che per tradizione festeggia sia il Natale che il carnevale contemporaneamente.
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Il culmine si raggiunge il 24 Dicembre quando i due quartieri della cittadina rivelano le loro creazioni preparate in gran segreto in una sorta di sfida con carri allegorici e fuochi d'artificio per una festa che attira persone da tutta l'isola. Soggiorno per venticinque Cuc al Buen Viaje, una pensioncina situata in un edificio coloniale con giardino e corte interna e tre camere disposte lungo i portici, raccomandabile si trova a pochi metri dalla piazza.

Escursioni da Remedios
Santa Maria non è il più bel cayo che ci sia?
No, Sessanta chilometri di terrapieno prima di addentrarsi nell'isola che è interamente occupata dai resort, Il Paradisus è l'ultimo arrivato in fase di ultimazione.
Unica eccezione è Playa Las Gaviotas dove oggi siamo diretti, si trova sulla punta estrema dell'isola e all'interno di una piccola riserva naturale, quattro Cuc per accedervi e un sentiero da seguire che approda in una grande spiaggia. Da affrontare il problema del sole che picchia sodo, non ci sono ripari né tanto meno chioschi per acquistare qualche cosa. Le onde arrivano imponenti fino a schiantarsi a riva, deduco che non ci sia granché di barriera, per godere di questa spiaggia sarebbe necessario mare calmo e assenza di vento e oggi non è giornata, anche a causa di quella maledetta paella che per non fare tanto lo schizzinoso ho mangiato ieri a Santa Clara. Passo quasi la giornata in una clinica per turisti che c'è nell'isola. Una dottoressa baffuta sentenzia: — Intossicazione alimentare e conseguente disidratazione. Quello che supponevo, poco dopo una infermiera a dir poco avvenente mi fa cenno di seguirla in una stanza e di stendermi su di un lettino. Ho già capito che cosa vuole… cerca di infilarmi un ago prima sul polso destro e poi su quello sinistro, rigirandolo in qua e là come se fosse un punteruolo, mi incavolo e gli dico: — Aqui! Indicando il centro dell'avambraccio, finalmente capisce e l'ago entra dove deve entrare. Nel mentre lei si diverte a sfogliare il mio passaporto io mi addormento, tre sacche di non so che cosa e un pisolino mi costano duecento Cuc. 
Rancho Querete Si trova ai margini del Parco Nazionale Caguanes, cinquanta km da Remedios  all'altezza della cittadina di Yaguajay.
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E' una foresta pluviale con sentieri disegnati che per vie diverse conducono a  grotte, cascate e laghetti balneabili. Chi lo desidera può scegliere fra un soft trekking e un percorso a cavallo, comunque accompagnati da una guida. Sul posto c'è un semplice ristorante e un bar.


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Ultimi giorni a Cuba in un classico resort All Inclusive a Cayo Santa Maria. La scelta cade su Melia Buenavista perché è relativamente piccolo, ventisette palazzine fronte mare di quattro camere ciascuna, tre ristoranti a la carte, tre spiagge e cosa non trascurabile al momento è l'unico che dispone di WiFi, peraltro gratuita  e che funziona bene per chiamare con le varie applicazioni. 
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A nord una spiaggia lunga alcuni chilometri molto simile a Las Gaviotas, al centro una baia protetta  in entrambi i lati da scogliere e a sud una grande laguna dalle acque sempre calme poiché protetta da una estesa  barriera corallina, con la sola controindicazione che

ci sono le mangrovie che a tratti offuscano i colori del mare.
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Consigli anti Jineteros
Un secco no e via, in caso di esitazioni sarete fritti, allora sarebbe conveniente di dotarsi del celeberrimo AVS Automatic V System che allontanerà in una frazione di secondo il vostro interlocutore scocciatore. Si tratta di una variegata specie di personaggi sia di sesso maschile che femminile quasi sempre giovani, a volte si presentano in coppia e hanno come unico scopo professionale quello di fregarvi. 
In chiusura, allora...come si sta a Cuba? :- Bene con il Cuc!
* Quanto espresso in questo post sono opinioni personali.
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