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CULTURA - A Trieste in vista del 12 febbraio: Ecco il "Darwin Day", tre giorni di festeggiamenti speciali.

Creato il 07 febbraio 2014 da Andreakur
Il Civico Museo del Mare e il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste festeggiano anche quest’anno il DARWIN DAY, la ricorrenza che in tutto il mondo festeggia (il 12 febbraio) il compleanno del grande scienziato.
Si comincia domenica 9 febbraio, alle ore 11 nelle sale in costruzione del Museo Civico di Storia Naturale con un concerto dell'Orchestra di fisarmoniche "FISORCHESTRA 2001" di Trieste, a ingresso gratuito (seconda domenica del mese) per residenti, studenti e ricercatori.
Lunedì 10 febbraio, alle ore 18, evento speciale al Civico Museo del Mare per i Lunedì Marinari, dove si parlerà dell’evoluzione del clima, che proprio dalle correnti marine prende spunto. Renzo Mosetti e Marina Silvestri presenteranno "CHE TEMPI! CLIMA E PASSATO REMOTO" (evento in collaborazione con “Cittaviva”, ingresso gratuito sino a esaurimento posti).
Sempre a ingresso libero e sempre alle 18, ma mercoledì 12 febbraio, al Museo Civico di Storia Naturale, serata speciale de: “La scienza Racconta” in cui il geologo e naturalista Roberto Ferrari presenterà "Tra passione e professione: ECUADOR, APPUNTI E RICORDI
NATURALISTICI” ovvero una proiezione speciale, un viaggio nel sud America visitato anche da Darwin con letture da Jorge Luis Borges, Jaques Brel, Charles Darwin, Alexander Humboldt, Ernst Jünger, Gavin Maxwell, Henry Thoreau (a cura di Gabriella Grazioso).
Il tutto con le musiche di Federico Ferrari eseguite dall’Autore.
Musica d’autore dunque, ma anche stretta attualità. L’evoluzione del clima è infatti non solo argomento di studi scientifici e summit internazionali per decidere la politica agricola, industriale ed energetica, ma è entrata anche nel dibattito storico per
comprendere il tramonto delle grandi civiltà, oltre ad essere oggetto di romanzi di fanta-ecologia, e film catastrofisti. Ma è la stessa prospettiva scientifica ad essere sempre più multidisciplinare. Due libri pubblicati per Bruno Mondadori, Da Okeanos al Niño nel 2008 e La rosa del freddo nel 2011, dall’oceanografo Renzo Mosetti, direttore di ricerca dell’OGS e dalla giornalista Marina Silvestri, hanno voluto mettere a confronto le più recenti ricerche sul ruolo dell’interazione oceano atmosfera nel determinare il clima, ai miti legati all’acqua, all’origine del pianeta e ai fenomeni atmosferici. Il secondo, La rosa del freddo, scritto con l’apporto di Roberto Purini dirigente di ricerca del CNR, mette in relazione l’improvviso ritorno del freddo che si ebbe alla fine dell’Era glaciale, con conseguente aridità nelle zone temperate e la successiva esplosione dell’agricoltura che segnò la Rivoluzione del Neolitico, con il ratto di Proserpina analizzato come un proxy data, ovvero qualcosa che dà informazioni indirette. Di certo,
e lo dicono i dati ricavati dai ghiacci della Groenlandia e dell’Antartide, la corrente del Golfo si fermò, come nel film The
Day after Tomorrow, non in poche ore, ma nel corso di alcune decadi. E l’uomo mise in moto strategie di ‘resilienza’.

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