Cuore di Stella: il giallo friulano in sella a Pirandello

Creato il 02 marzo 2014 da Dejavu
Conosco Gianmatteo Pellizzari da quando eravamo al liceo e ci infrattavamo da qualche parte durante le ore buca di educazione fisica quando era l'insegnante ad essere assente. E no, non per fare un altro tipo di ginnastica insieme ma semplicemente per parlare di cinema e altre amenità che solo lui, cinefilo e bibliofilo consumato, poteva conoscere.

Ecco che ora me lo ritrovo esposto nelle vetrine delle librerie, ammiccante insieme al milanese Giuliano Geri con un giallo scritto con lui a quattr'occhi ma senza l'ausilio di occhiali e illustrato dal celebre fumettista Makkox (al secolo Marco Dambrosio). Tutti blogger d'alto calibro, tutti abili utilizzatori della parola, trovatisi grazie al filo d'Arianna della comunicazione in quello che è il labirinto della rete. Perché Cuore di Stella? E' presto detto. Fate conto di aver quasi compiuto l'età di Cristo ma di sentirvi inetti, irrealizzati, impaludati. Finché il vostro telefono non suona per violentare quella ragnatela nella quale siete avvinti e che ormai - ne siete convinti - sarà il vostro bozzolo per il resto della vita. All'altro capo del filo - o delle celle per dirla in linguaggio mobile - il professore per il quale state facendo una tesi di dottorato impantanata quanto voi vi impone di schiodarvi da Udine per andare da lui a Venezia. E il tono non ammette rifiuti. Che c'è? Sì lo so la tesi su Buzzati è da finire. Ma quale tesi e tesi! Il prof. reclama altro. Anzi vi ricatta con una mano sul pulsante del vostro futuro accademico. C'è un manoscritto del Pirandello da scovare. E si sa: quando entra in scena Pirandello, si suol dire "così è se vi pare". Ma qui no. O parti per la Bassa Friulana e cerchi o il prof. ti archivia per sempre. Come uno dei suoi tomi polverosi. E allora accademia addio. E se c'è Pirandello di mezzo, non possono che esserci anche la follia e l'inganno. L'avventura di Milo e Rodolfo inforca una mountain bike per ciascuno. Direzione: Rivignano - Teor. Comuni un tempo indipendenti ed ora fusi sotto lo stesso destino. E sarà lì tra osterie, castelli, segreti locali seguendo il corso del fiume Stella in un itinerario impreziosito dalla mano di Makkox e quasi fiabesco tanto è irreale che i due "detective" improvvisati cercheranno l'opera nascosta.

L'idea quasi manzoniana del celebre libro che fa da filo conduttore alle vicende ed il brutto fatto di cronaca nera dal quale i due esploratori resteranno travolti saranno delle ottime scuse per celebrare e omaggiare la bellezza rurale del basso ventre friulano.   La penna del Pellizzari, che io riconoscerei tra mille, verga un'esperienza indimenticabile anche nella forma espressiva. Gianmatteo è giornalista, uomo che della parola fa ironia. Suo fu anche il nostalgico pamphlet "Ho perso la Verginità durante una Puntata di Ok il prezzo è giusto". Roba da ridere anche solo a leggerne il titolo. Ma nonostante la comicità, a tratti tragica, della sua inventiva, la sua vena creativa non scherza affatto. Non è un caso che il suo ultimo libro sia già un caso letterario oltre i confini del nordest. Anzi, prevedo che preso questo Stella potrebbe persino esondare. Ed io ora seguirò l'insegnamento di Daria Bignardi che un giorno disse: "quando abitavo a Ferrara da piccola c'era troppa nebbia per uscire ed io leggevo e leggevo i classici sulla poltrona di casa. Se il libro non mi aveva convinta, allora lo lasciavo cadere. Se invece mi era piaciuto lo abbracciavo. Ma se mi aveva proprio conquistata arrivavo persino a baciarlo!. Ecco appunto... 


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