Magazine Diario personale

cuore in tempesta

Da Patalice
cuore in tempestaSono stata a pranzare in centro,
seduta su un tavolino in piazza Duomo,
con Rudel che elemosinava pezzetti di toast,
ed io che mi lasciavo incantare dal tempo lento.
Mio.
E lento.
Lento e mio.
E' un binomio del quale molti hanno paura,
questo prendersi una pausa dal quotidiano
per regalarsi momenti di eccezionale,
e dedicare un attimo solo a noi stessi.
Quasi fosse una colpa voler stare con noi stessi.
Quasi fosse sbagliato voler non fare niente.
Quasi fosse da condannare il perderci dentro la nostra stessa vita.
Perderci dentro la nostra stessa vita...cuire
Prenderci quella pausa per guardare quanto sta bene il cielo abbinato agli occhi,
Regalarsi quel momento per  ricordarsi che il silenzio ha un suono.
Dedicarsi quell'attimo per stare in pace.
...che la tempesta è qualcosa di meraviglioso,
potentissimo, indicibile, trascinante,...
cuore in tempestaEd io l'amo.
Amo quel senso di precarietà che sai prescindere da tutto...
Amo quel vento che spettina e quel petto sconquassato...
Amo l'essere in balia di emozioni che mi fanno paura,
e piangere, e gridare, e sperare che finiscano... presto!
Amo la tempesta.
...ma la pace...
Dio, la pace...
Ecco la pace ha un senso che non si ricerca, che si accetta sia bello per quello che è...
E mentre oggi mangiavo quel toast,
seduta in una piazza gremita di voci estranee,
con il sole che si mostrava primaverile,
e niente in testa se non tutto,
mi sono sentita in pace.
Prepotente nel piazzarsi in mezzo a un cuore in tempesta.
Bellissima.

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog