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Curare bene, spendere meno. Un caso di sinusite acuta

Creato il 26 marzo 2019 da Informasalus @informasalus
CATEGORIE: Omeopatia - Casi Clinici
sinusite

Donna di anni 20 si presenta in studio la mattina del 17 Dicembre 2005 con diagnosi di sinusite acuta, si tratta di una prima visita. Il quadro è iniziato due settimane prima con un mal di gola apiretico, trattato con ibuprofene spray; dopo una iniziale riduzione del sintomo nell’arco di tre giorni insorge rinite e tosse, scarica nasale abbondante e tosse secca che peggiora la notte, assunzione di Actifed® per un giorno. In considerazione del peggioramento è visitata dal medico di famiglia che le prescrive levofloxacina 250 mg due volte al giorno per sei giorni, Argotone® gocce nasali e Fluororinil® aerosol su una diagnosi di rinosinusite.

Dopo sei giorni la sintomatologia non migliora anzi insorge cefalea frontale continua, peggiorata dai cambi di posizione. Non presenta più scarica nasale fluida ma verde giallina. Rivalutata dal medico le viene prescritto Ceftriaxone fl im da 1 gr, una fiala al giorno per otto giorni, Azitromicina 500 mg una compressa al giorno per sei giorni, Deltacortene® 25mg una compressa al giorno per otto giorni e poi riduzione progressiva del dosaggio, Fluimucil® Antibiotico aerosol due volte al giorno per nove giorni. Questa prescrizione allarma la madre per la prospettiva di gravità del caso, per cui mi chiede un consulto prima di iniziare la terapia e nella possibile prospettiva di poterla curare in modo meno aggressivo, dunque la visito il giorno seguente.

Sintomatologia

Alla visita la paziente arriva imbacuccata in una grande sciarpa, accompagnata dal padre perché non è non grado di guidare la macchina a causa del mal di testa da sinusite. Entrambe le narici sono ostruite e, nonostante il freddo peggiori il mal di testa, l’aria aperta migliora la respirazione attraverso le narici, per cui è costretta ad uscire di tanto in tanto dal luogo di lavoro per respirare meglio, cosa che migliora anche la tosse. In effetti la Paziente ha continuato sempre a lavorare nonostante i disturbi. La stessa tosse è nettamente migliorata bevendo qualcosa di caldo.

La notte soffre per l’ostruzione nasale, riesce solo a liberarsi un poco la narice opposta al lato su cui è sdraiata; è costretta a respirare con la bocca aperta e questo le provoca un fastidio in gola che la fa tossire, svegliandola in continuazione. Al mattino appena alzata accusa starnuti ripetuti; durante il giorno sono meno frequenti anche se si presentano con parossismi, e poi un solletichio al laringe che scatena attacchi di tosse secca.

All’esame obiettivo presenta la mucosa nasale congestionata, con scarsa secrezione verdastra aderente alla mucosa, marcata dolore alla pressione sui massicci zigomatici e alle aree sopraciliari, i classici punti dolenti della sofferenza sinusale, faringe modicamente iperemico con un velo catarrale sul fondo faringeo. All’auscultazione M.V. normotrasmesso su tutto l’ambito, senza rumori patologici.

All’anamnesi patologica remota e prossima non c’è nulla di significativo, a parte una adenoidectomia a 4 anni, una faringo-laringo-tracheite nel 2003 e una allergia alle fragole. Per il resto gode e ha goduto di buona salute.

Terapia

A questo punto devo scegliere i sintomi su cui fare una prescrizione omeopatica. La giovane Paziente non ha proprio intenzione di fare la terapia proposta dal collega allopata. Scelgo di partire dalla soppressione della prima manifestazione:

Nose coryza suppressed

perché la paziente ha cominciato con questo il suo disturbo, ovvero interferendo con il processo di eliminazione che in una rinite consiste nel liberare, grazie al catarro, l’organismo da tossine, virus e irritanti vari. Alla soppressione è seguito lo spostamento della patologia su piani più profondi, pur se prettamente fisici. Non si rileva, difatti, nessun sintomo mentale, questo dato è fondamentale insieme alla valutazione di quadro di patologia acuta per comprendere quale prognosi si possa porre, in questo caso si tratta di una malattia acuta soppressa, che si aggrava ma rimane sempre acuta e su un piano superficiale. Questa considerazione ci facilita anche la prognosi che sarà di guarigione in breve tempo e senza particolari aggravamenti, l’unica attesa è per il ritorno di qualche sintomo dello stato iniziale di malattia.

I sintomi indotti dalla soppressione sono:

NOSE - CATARRH - extending to -

Frontal sinuses

NOSE - SNEEZING - morning - rising,

after

COUGH - AIR - open - amel.

COUGH - DRY - tickling, from - Larynx; in

COUGH - WARM - fluids - amel.

SLEEP – WAKING – cough, from

HEAD - PAIN - coryza - suppressed, from having a

La repertorizzazione, eseguita con il repertorio informatico Syntesis 8° edizione, porta alla prescrizione di NUX VOMICA, confermata dalla valutazione sulla materia medica. La scelta della potenza ricade su una 200K, che secondo la mia esperienza ha un’azione rapida, non particolarmente profonda e permette una gestione semplice di casi simili. Decido di somministrare il rimedio ogni quattro ore fino all’indomani mattina. In questi casi spiego al paziente che non è necessario svegliarsi la notte per assumere la medicina, si può farlo semplicemente al risveglio.

Risultati

Il mattino del 18 dicembre mi telefona comunicandomi che, dopo un iniziale aumento del mal di testa e della tosse nella serata, durante la notte ha finalmente dormito, contrariamente alle ultime notti. Ancora starnuti al mattino appena alzata, cui è seguita una scarica di catarro denso giallastro. Prescrivo di continuare l’assunzione di NUX VOMICA 200 K, distanziando le assunzioni di mezz’ora in più ogni volta. Se si dovesse avere un peggioramento del quadro riavvicinare le assunzioni. Il 19 dicembre mi chiama al pomeriggio in studio per dirmi che ha rari attacchi di tosse, il naso va sbloccandosi e respira più liberamente, anche se è presente una certa scarica nasale che la costringe a soffiare il naso frequentemente, non ha più mal di testa già dal giorno precedente.

Prescrivo di continuare con NUX VOMICA 200K ogni 12 ore, ancora per due giorni, sospendendo non appena i sintomi regrediscono completamente. Mi richiama il 24 dicembre al mattino per comunicarmi che da tre giorni non prende più nulla, ma che da questa mattina ha mal di testa e siccome al pomeriggio deve partecipare ad un battesimo vuole sapere se può prendere dell’ibuprofene, farmaco che usa per i rari mal di testa di cui soffre. Le chiedo di assumere ancora NUX VOMICA 200 K, tre gocce ogni 15 minuti per tre o quattro volte al massimo; solo se non dovesse avere risultato può usare l’ibuprofene. Non nego l’utilità dei farmaci allopatici, ma l’esperienza mi dice che quelli omeopatici scelti correttamente sono più rapidi, senza effetti collaterali e con risultati che durano nel tempo.

Ho avuto sue notizie a metà gennaio del 2006 per fissare una visita di controllo: mi ha detto che fu sufficiente assumere NUX VOMICA una sola volta per veder sparire il mal di testa e che, inoltre, non ha più avuto nessun disturbo di sinusite o altro.

Conclusioni

Vorrei trarre due conclusioni da questo caso: la prima è che la medicina omeopatica è rapida, senza effetti collaterali e dai risultati duraturi; la seconda è che il Sistema Sanitario Nazionale in questo caso ha risparmiato 107,98 euro, e la paziente 27,00 euro tra ticket e fluidificanti in classe C, spendendo solo 7,50 euro per la NUX VOMICA. Quando si dice curare meglio possibile

spendendo meno possibile.

BIBLIOGRAFIA

J. T. Kent - Materia Medica - RED edizioni Como 1984

W. Boericke - Pocket manual of homeopathic materia medica - B. Jain Publ. New Delhi 1982

F. Schroyens - Synthesis, repertorium homeopathicum syntheticum - Homeopathic book publ. - London 2002


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