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Curiosi-tè: Alla scoperta dei tè giapponesi

Creato il 20 febbraio 2019 da Appuntidizelda

Alla parola tè abbiamo come punto di riferimento la cerimonia del tè. Ma conoscete le diverse tipologie di tè?

L’origine dei tè giapponesi

Nell’anno 729 d.C l’imperatore Shomu si presume che avesse invitato un monaco buddista a prendere il tè presso il suo palazzo. Quattro secoli dopo a questo incontro, la pianta si coltivava già in tutto il paese. La prima regione di produzione di tè fu Uji, un distretto vicino all’antica Kyoto. Da questo distretto provengono due tra i tè giapponesi più famosi, il Gyokuro e il Matcha.

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Le diverse tipologie dei tè giapponesi

Nella lingua giapponese con la parola “ocha” お茶, si intende “tè verde”. I campi da tè sono una chicca spettacolare per gli occhi, sono dei cespugli bassi di un verde brillante che formano un paesaggio fatto di tante onde morbide e delicate.

Curiosi-tè: Alla scoperta dei tè giapponesi

I principali tè giapponesi sono:

Curiosi-tè: Alla scoperta dei tè giapponesi

Il Bancha ha una lavorazione simile al Sencha e vengono utilizzate le foglie più grandi e adulte, il sapore è leggermente più amarognolo.

Curiosi-tè: Alla scoperta dei tè giapponesi

Il  Gyokuro è uno dei tè verdi giapponesi più pregiati al mondo, conosciuto anche come “rugiada preziosa” o “rugiada di giada” .
La coltivazione del tè Gyokuro richiede che le piantagioni di tè vengano completamente ricoperte con speciali teli 2-3 settimane prima della raccolta, che avviene in primavera. In questo modo le foglie, trascorrendo un periodo all’ombra, si arricchiscono di clorofilla.

Curiosi-tè: Alla scoperta dei tè giapponesi

Il Kokeicha è un tè verde ridotto in polvere con il metodo a vapore, trasformato in pasta e tagliato a forma di aghi di pino. Sapore pieno e aroma marino, amarognolo con retrogusto dolce.

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