Curiosity arriva a Point Lake: tutte le immagini dell'affioramento

Creato il 16 giugno 2013 da Aliveuniverseimages @aliveuniverseim

Curiosity sol 300 - arrivo a Point Lake
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Come era stato annunciato nella conferenza del 5 giungo, Curiosity ha iniziato il suo percorso a ritroso in direzione del Monte Sharp.

Sicuramente il rover effettuerà diverse tappe durante il tragitto per soffermarsi ad analizzare alcuni target che avevano già destato interesse mentre il rover si allontanava dal sito di atterraggio Bradbury Landing, in direzione di Glenel e Yellowknife Bay.

I due screenshot qui riportati mostrano un'ipotesi di percorso, a cura di Ryan Anderson, verso il monte Sharp, mirato a toccare le aree di maggior interesse, a partire dall'ipotetico sito di atterraggio al centro dell'ellisse.

La prima sosta è stata Point Lake, un affioramento roccioso che durante il viaggio di andata era stato osservato da una distanza di 25 metri.

Credit: curiositylog.com/

Nella mappa è segnato il percorso completo del rover: Point Lake si trova nella posizione finale del tragitto mentre il tratto il blu corrisponde all'ultima guida eseguita (drive 49 - sol 302).

Nella ricostruzione seguente, invece, Curiosity osserva lo sperone ancora dalla zona di Cumeberland durante il sol 297.

Credit NASA / JPL-Caltech / Malin Space Science Systems / www.midnightplanets.com

La texture a "groviera" di questa roccia aveva già incuriosito gli scienziati che hanno programmato una campagna di immagini per comprenderne l'origine: potrebbe essere vuolcanica ma anche sedimentaria.

E' un affioramento di circa 2 metri di lunghezza e 50 centimetri di altezza.

Curiosity sol 300 Point Lake outcrop - false color
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Curiosity sol 302 Point Lake outcrop detail - anaglyph
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Point Lake è stata anche una zona in cui il Dynamic Albedo of Neutrons (DAN) è stato maggiormente attivo.
Questo strumento consente agli scienziati di rilevare indirettamente il contenuto di acqua presente nel terreno, analizzando il possibile scambio di molecole d'acqua tra l'atmosfera e il suolo.

Un modo per cercare l'acqua su Marte è individuare i neutroni che fuoriescono dalla superficie del pianeta.
I raggi cosmici provenienti dallo spazio bombardano costantemente la superficie di Marte, sollecitando i neutroni in terreni e rocce. Se l'acqua liquida o congelata risulta essere presente, gli atomi di idrogeno rallentano i neutroni. Così, alcuni di essi che fuggono verso lo spazio, hanno meno energia e si muovono più lentamente. Queste particelle più lente possono essere misurate con un rivelatore di neutroni ed proprio quello che fa il DAN.

Credit: NASA/JPL-Caltech/Russian Federal Space Agency

Gli scienziati sanno che su Marte l'idrogeno può essere presente in due forme: nel ghiaccio d'acqua e nei sali minerali intrappolati nelle rocce.
Su richiesta della Agenzia Spaziale Federale Russa, il Mars Science Laboratory Curiosity trasporta un generatore di neutroni pulsante chiamato appunto Dynamic Albedo of Neutrons che è abbastanza sensibile per rilevare piccoli contenuti di acqua e risolvere i livelli di acqua e di ghiaccio eventualmente presenti sotto la superficie.
Finanziato dal governo russo, lo strumento concentra un fascio di neutroni sul suolo di Marte da un'altezza di 2,6 metri. I neutroni viaggiano da 1 a 2 metri sotto la superficie.
Se il fascio di neutroni incontra uno strato di ghiaccio o di acqua, il DAN rileva un maggior numero di neutroni lenti riflessi. Se non vi sono strati di ghiaccio o acqua, il DAN rileverà una maggior quantità di neutroni veloci riflessa sulla superficie.

Ora il team ha scattato molte immagini per cercare di determinare gli obiettivi migliori per approfondire la conoscenza di Point Lake.

 

Curiosity sol 302 - 0302MR1258000000E1
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Curiosity sol 302 - 0303MH0293001000E1
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Curiosity sol 302 - 0302MR1259000000E1
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

Durante il sol 300 la ChemCam ha presentato un piccolo problema che ha costretto gli ingegneri ad eseguire un'operazione di recupero ma si è risolto facilmente e nel 302 già era di nuovo operativa.

Curiosity sol 302 Point Lake outcrop - ChemCam
Credit: NASA/JPL-Caltech/LANL - Processing: 2di7 & titanio44

Tuttavia, quando il team ha ricevuto le prime immagini dell'affioramento, ha ritenuto che, purtroppo, le parti più interessanti da analizzare si trovavano in una posizione in cui il terreno non era in sicurezza per Curiosity: infatti, ogni volta che il rover estende il suo braccio robotico, la situazione viene valutata molto attentamente.
Così la squadra ha vagliato tutte le opzioni disponibili ed ha deciso che i target per la campagna di studio su Point Lake potevano esser scelti in punti diversi dello sperone, dove il suolo era maggiormente in piano.

Così, già nel sol 302 il rover ha effettuato una breve guida per un migliore approccio alla roccia e, anche se Curiosity è inclinato di 9 gradi, nel sol 303 ha esteso il suo braccio robotico catturando moltissime foto soprattutto con il MAHLI che, tuttavia, a causa della posizione del rover non proprio in piano, è stato avvicinato alla roccia fino ad un massimo di 10 centimetri.

Nel filmato sono state sincronizzate le immagini della Front Hazcam Left e del MAHLI per avere una visione d'insieme delle operazioni svolte dal rover durante il sol 303 sull'affioramento di Point Lake, in particolare sull'unità visibile nella foto 0302MR1258000000E1 (riportata più in alto).

Seguono alcuni dettagli ripresi dal MAHLI.

Curiosity sol 303 MAHLI mosaic - Point Lake closeup
Credit: NASA/JPL-Caltech/LANL - Processing: 2di7 & titanio44

Curiosity sol 303 MAHLI - 0303MH0291001003C0 3264 x 2400 pixel
Credit: NASA/JPL-Caltech/LANL - Processing: 2di7 & titanio44

Curiosity sol 303 MAHLI anaglyph - 0303MH0289000011R0
Credit: NASA/JPL-Caltech/LANL - Processing: 2di7 & titanio44

Ed ecco due dettagli dell'immagine 0303MH0289000011R0:

Curiosity sol 3030 MAHLI - 0303MH0289000011R0 detail
Credit: NASA/JPL-Caltech/LANL - Processing: 2di7 & titanio44

Curiosity sol 303 MAHLI - 0303MH0289000011R0 detail
Credit: NASA/JPL-Caltech/LANL - Processing: 2di7 & titanio44

In effetti, gli scatti del MAHLI del sol 304 sembrano proprio confermare l'origine vulcanica di Point Lake, anche se, in alcuni punti, si intravedono alcuni sedimenti incastonati. Un'affioramento che comunque appare abbastanza eroso ma qui ci vorrebbe la conferma di qualche geologo.

Indossate gli occhialini 3D per questa carrellata di anaglifi!

Curiosity sol 304 MAHLI anaglyph
"Courtesy NASA/JPL /Chaltech/MSSS"processing 2di7 & titanio44

Curiosity sol 304 MAHLI anaglyph
"Courtesy NASA/JPL /Chaltech/MSSS"processing 2di7 & titanio44

Curiosity sol 304 MAHLI anaglyph
"Courtesy NASA/JPL /Chaltech/MSSS"processing 2di7 & titanio44

Curiosity sol 304 MAHLI
"Courtesy NASA/JPL /Chaltech/MSSS"processing 2di7 & titanio44

Curiosity sol 304 MAHLI 3D
"Courtesy NASA/JPL /Chaltech/MSSS"processing 2di7 & titanio44

Le osservazioni con il MAHLI e la ChemCam permetteranno di scegliere i target per le analisi con lo spettrometro APXS.