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Da Il trovatore di Ursula K. Le Guin

Creato il 26 maggio 2020 da Martinaframmartino

Da Il trovatore di Ursula K. Le GuinMi sono accorta che, con l'unica eccezione di alcune righe su Il mago, non ho commentato La saga di Terramare di Ursula K. Le Guin quando l'ho letta. Può essere stata mancanza di tempo, ma anche senso di inadeguatezza, a volte mi domando come posso pensare io di analizzare le opere di determinati scrittori. Ora sto leggendo - per la verità con molta lentezza - Ritrovato e perduto, antologia di racconti che contiene, fra gli altri, Il trovatore, ambientato proprio nel mondo di Terramare. Lo avevo già letto tempo fa, lo sto rileggendo ora, anche se neppure stavolta analizzo il racconto. Mi limito a una citazione da pagina 446:

La destrezza di mano, i trucchi evocatori e il falso commercio con i morti erano contraffazioni della magia, vetro accanto al diamante, ottone accanto all'oro. Erano imbrogli, e le menzogne allignavano in quel terreno. Ma l'arte della magia, per quanto potesse essere usata per falsi scopi, si occupava di ciò che era reale, e le parole con cui operava erano le vere parole. Dunque per gli autentici maghi era difficile mentire circa la loro arte. Dentro di sé sapevano che la loro bugia, pronunciata, poteva cambiare il mondo.

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