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Da Naufragio sul pianeta Darkover di Marion Zimmer Bradley

Creato il 05 aprile 2020 da Martinaframmartino

Da Naufragio sul pianeta Darkover di Marion Zimmer BradleyMarion Zimmer Bradley è uno dei primi autori che ho scoperto quando ho iniziato a leggere fantasy. Dopo Le nebbie di Avalon sono passata alla Saga di Darkover, saga che comprende parecchi libri - non ho intenzione di andare a controllare quanti sono ma superiamo certamente la ventina - non tutti scritti da lei e non tutti tradotti. Non tutti dello stesso livello, dovrei aggiungere: alcuni mi sono piaciuti molto, altri semplicemente si lasciano leggere. Nella cronologia di Darkover - non nella cronologia di scrittura dei romanzi, ma in quella del pianeta - il primo romanzo è Naufragio sul pianeta Darkover. Un'astronave di coloni fa naufragio su un pianeta con quattro lune, in cui gli inverni si prospettano rigidi, e in cui è bene fare attenzione alla stagione del polline, e non per eventuali allergie. Non credo di fare un grosso spoiler dicendo che l'astronave non ripartirà più da quel pianeta, e che i coloni si troveranno a colonizzare un pianeta diverso da quello che era la loro destinazione originaria.

Ho letto il romanzo quattro volte, ma dall'ultima sono trascorsi almeno 15 anni, forse anche 20, ritrovare un determinato passaggio è tutt'altro che facile. Io so che ce n'è uno più specifico, ma mi accontento di questo. I coloni devono organizzarsi per sopravvivere ai mesi e agli anni che verranno, imparando a vivere in modo diverso da quello che conoscevano e a fare tesoro di tutto ciò che hanno, siamo a pagina 138.

- Hai detto che il mio lavoro non rappresenta la priorità numero uno. Qual è la priorità numero uno?

- Il cibo - rispose Moray in modo realistico. - Di nuovo, siamo fortunati. Il terreno, qui, è arabile, anche se sospetto che non sia molto fertile, quindi penso che dovremo utilizzare fertilizzanti e concimi: l'agricoltura è possibile. Ho conosciuto pianeti in cui la priorità di assicurare le riserve alimentari avrebbe portato via così tanto tempo che forse anche le attività minime avrebbero dovuto essere posposte di due o tre generazioni. La Terra non li colonizza, ma avremmo potuto finire su uno di essi. Forse qui ci sono perfino animali addomesticabili: se ne sta occupando MacLeod adesso. La priorità numero due è il riparo; a proposito, quando fai quella spedizione di osservazione, controlla le caverne sui pendii più basse. Forse sono più calde di qualsiasi altra cosa che possiamo costruire, almeno durante l'inverno. Dopo il cibo e il riparo, vengono mestieri semplici, le amenità della vita: la tessitura, l'arte di lavorare la ceramica, il rifornimento di carburante e le luci, gli abiti, la musica, gli attrezzi da giardino, l'arredamento.

Dopo la conclusione dell'incontro Alastair, il tizio che deve partire per la spedizione, parla con un altro personaggio che gli fa notare la necessità di costruire serre per le loro coltivazioni, e quindi di fabbricare vetro. Il che significa che Alastair si chiede

quanto stesse in alto, nelle austere priorità di Moray, l'arte di fabbricare il vetro. E gli strumenti musicali? Immaginò che fossero abbastanza in alto. Perfino i selvaggi facevano della musica e Moray non poteva immaginare una vita senza quegli strumenti, né credeva che potessero farlo membri di una popolazione abituata a cantare.

Se l'inverno è rigido come probabilmente sarà, proprio la musica può mantenerci tutti sani di mente.

Necessità materiali per sopravvivere, ma quando non si può uscire ciò che ci aiuta a vivere è l'arte, che sia la musica, la letteratura o quella che è la vostra forma di arte preferita.

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