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Da Pyre a Finding Paradise: i 10 migliori giochi indipendenti del 2017

Creato il 22 dicembre 2017 da Lightman

Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d'avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

È stato un anno semplicemente strabordante di uscite, quello appena trascorso: sotto le luci dei riflettori della stampa specializzata e del grande pubblico hanno sfilato senza sosta, uno dopo l'altro, titoli dall'impatto mediatico impressionante. Una sfilza di kolossal videoludici, veri e propri pezzi da novanta del settore, capaci di far piangere i nostri portafogli e sottrarre impunemente ore di sonno alla notte.
Ma se è vero che il 2017 verrà ricordato come l'annata degli imperdibili capolavori, tra Persona 5, Breath of the Wild e NieR: Automata (siete ancora in tempo per votare i vostri preferiti!), ci è sembrato ingiusto non riservare una menzione d'onore anche a tutti quei prodotti che purtroppo, complice il peso delle grandi opere tripla A, sono tristemente passati sotto silenzio.
Quelle " perle nascoste" del nostro medium preferito che, nel sottobosco del settore indie, hanno saputo differenziarsi per qualità e spirito creativo. Noi di Everyeye, mai sordi al richiamo delle piccole produzioni, abbiamo quindi deciso di proporvi quelli che sono, secondo la nostra opinione, i dieci migliori giochi indipendenti degli ultimi 365 giorni: alcuni di questi, d'altronde, potrebbero rivelarsi un ottimo regalo da scartare sotto il vostro Albero di Natale virtuale.

Absolver

Absolver è un picchiaduro indubbiamente peculiare: un " Online Melee-Action Game" in cui, dopo aver creato il nostro avatar, dovremo affrontare altri abili lottatori all'interno di un mondo condiviso da esplorare liberamente. I giocatori si daranno quindi battaglia in un fighting game piuttosto atipico e singolare, dove predomina un sistema di combattimento tanto tecnico quanto profondo.

Absolver ci chiederà infatti di apprendere differenti stili di lotta e padroneggiarli a dovere prima di ambire al titolo di guerriero supremo: il percorso verso l'ascesa sarà costellato però di ostacoli d'ogni genere, e tutti gli aspiranti campioni potranno diventare o nostri maestri, o nostri alleati oppure ancora infidi nemici. Caratterizzato da un'art direction parecchio ispirata, il picchiaduro di Devolver Digital ha catturato il nostro interesse in virtù della sua carica di originalità: per riuscire ad apprezzarla pienamente, però, occorrerà tanta dedizione, pazienza e spirito d'apprendimento. Senza la giusta preparazione, del resto, Absolver può metterci K.O in un lampo.

Pyre

Stringere tra le mani un'opera del team SuperGiant Games significa immergersi in un immaginario artisticamente superbo, che prende vita, artwork dopo artwork, fino ad estasiare i nostri occhi con un tratto estetico degno di una graphic novel. È già accaduto in passato con Bastion e Transistor, e Pyre non poteva certo essere da meno. Sostenuto da un comparto audiovisivo con pochi paragoni, l'ultimo gioiello dello studio californiano presenta una storia scritta meravigliosamente, immersa in un'atmosfera sognante, criptica e metaforica.

Il tocco fiabesco e malinconico di Pyre ci porta a scoprire le gesta di un gruppo di eroi, trattando temi come l'amicizia e la libertà senza ricorrere a facili sensazionalismi. Ma la carica creativa del titolo non si esaurisce solo nel suo comparto artistico, bensì trova piena espressione anche in un gameplay decisamente inusuale, che ci chiede di cimentarci in un curioso sport 3vs3, una sorta di fusione tra la palla a mano ed il basket. Nel curriculum di SuperGiant Games, insomma, Pyre è un altro centro in piena rete!

Hob

Un platform game intenso e delicato, come una piccola favola della buonanotte: questo è Hob, un'avventura immersa in una terra decadente, dove convivono elementi meccanici e biologici. Il mondo è avvolto da una piaga misteriosa che contamina tutto ciò su cui si posa, e che annienta la flora e la fauna di questo magnifico ecosistema. La narrazione procede silenziosa, senza dialoghi o sottotitoli, raccontata unicamente attraverso immagini, gesti e note musicali: un corredo visivo e sonoro impeccabile, perfettamente in linea con il mood fatato e contemplativo della produzione.

Ma in Hob non dovremo solo ammirare un panorama idilliaco: nei panni di un misterioso protagonista, risvegliato da un custode robotico allo scopo di liberare il mondo dalla sua sciagura, saremo armati di un arto meccanico le cui potenzialità influenzeranno sia i combattimenti, sia l'esplorazione, sia ancora i vari enigmi ambientali. Peccato che il team Runic Games, già autore del bellissimo Torchlight, abbia chiuso definitivamente i battenti: le sue favole, purtroppo, non ci incanteranno più.

Ruiner

Ruiner è la quintessenza dell'immaginario cyberpunk in formato videoludico: "un rave di otto ore a base di tecno e ultraviolenza, dove non ci sono pause, ma solo vendetta". Titolo d'esordio del team polacco Reikon Games, Ruiner è anche un eccellente twin-stick shooter con visuale isometrica, dai ritmi frenetici e dalla difficoltà proibitiva. Un concentrato di estetismo e sonorità, in cui è innestato un gameplay velocissimo ed inarrestabile, appagante ed adrenalinico.

Ruiner è un gioco profondamente immersivo, che riesce a catturare il giocatore nella sua spirale di brutalità e velocità al cardiopalma. Al di là di una giocabilità che mantiene costante l'interesse fino alla fine, grazie ad armi ben diversificate e solidi power up, a colpire maggiormente l'occhio dell'utente è lo stile grafico, che richiama anche all'art design del lungometraggio AKIRA di Katsuhiro Otomo. Per un gioco che si fregia di un'ambientazione cyberpunk è un traguardo non da poco.

Golf Story

A metà strada tra l'immortale Mario Golf Advance Tour e la serie ruolistica Golden Sun, Golf Story è un piccolo capolavoro dallo stile squisitamente rétro. Non un semplice sportivo, ma un romanzo di formazione in pixel art, che ci narra la carriera di un giovane golfista, intento a scalare le vette del successo. Nonostante la sua immediatezza, il gameplay di Golf Story è stato in grado di rivelarsi profondo al punto giusto: saranno infatti molte le variabili da tenere in considerazione durante i match, tra cui la direzione del vento e la pendenza del terreno.

Ma è in particolar modo l'anima da GDR a rendere il titolo di Sidebar Games un'esperienza difficilmente dimenticabile: una sceneggiatura magnifica, ambientazioni ben diversificate ed un cast di personaggi da antologia concorrono quindi a dar forma ad un'avventura dal sapore amabilmente vintage, che sia gli appassionati di golf sia gli estimatori dei giochi di ruolo vecchia scuola non dovrebbero lasciarsi sfuggire.

Nex Machina

Dalla mente dei ragazzi di Housemarque sono stati partoriti i migliori twin-stick shooter di questa generazione, nonché uno dei più estasianti sparatutto con visuale isometrica del 2017: parliamo ovviamente di Nex Machina, un'orgia di proiettili "capace di catturarti quasi integralmente nel suo vortice di voxel, imprecazioni e note sintetiche".

Accanto ad opere del calibro di Alienation e Resogun, Nex Machina è l'ennesima interpretazione del genere ad opera dell'instancabile Housemarque, i cui stilemi si riconoscono in ogni singolo pixel: dai colori sgargianti al feticismo per le esplosioni pirotecniche, passando per un ritmo indiavolato e per una soundtrack semplicemente pazzesca. Sfortunatamente, di recente lo studio ha dichiarato che avrebbe smesso di produrre arcade game per dedicarsi ad altri generi, nella speranza di un miglior riscontro in termini di mercato: acquistare e promuovere una perla come Nex Machina è quindi il nostro modo di dimostrare che i twin-stick shooter, per noi, non meritano assolutamente di morire.

Night in the Woods

Night in the Woods è sicuramente un'esperienza sui generis: un'avventura story-driven in cui lo stile grafico, il gameplay e la struttura ludica sono strettamente legate alle ambizioni della narrazione. Nonostante il piglio visivo quasi comico e caricaturale, lo studio Infinite Fall propone un racconto molto complesso, che diviene al contempo sia una storia di crescita personale, sia un affresco sociale e generazionale.

La cittadina di Possum Springs, pertanto, si tramuta in un piccolo microcosmo nel quale le nostre decisioni influenzeranno sia lo sviluppo della protagonista Mae sia degli eventi del gioco. Il tratto fumettistico e la rappresentazione infantile dei personaggi creano un piacevole contrasto con l'ironia amara che permea l'opera, la quale finisce ben presto per tramutarsi nell'agrodolce spaccato dei traumi di una generazione. Night in the Woods, per la complessità dei temi trattati, si rivolge insomma ad un pubblico di nicchia, stimolando una riflessione profondamente emotiva.

Universal Paperclips

Alle volte nelle idee in apparenza più semplici e banali si nascondono, in realtà, dei veri e propri tocchi di genio. Quest'anno, la corona di gioco più assurdo ed indefinibile spetta senza dubbio ad Universal Paperclips: un browser game in cui - quantomeno inizialmente - non occorre far altro che cliccare ripetutamente sullo schermo allo scopo di produrre, come il titolo lascia intuire, un ampio quantitativo di graffette.

Sotto la scocca di "clicker game" però, si cela un gestionale dalle meccaniche parecchio elaborate, che ci impone di tenere in considerazione diversi parametri di produzione per soddisfare il rapporto tra la domanda e l'offerta del mercato, dando vita ad operazioni di marketing su larga scala. Ad un tratto, però, Universal Paperclips distrugge le aspettative dell'utente, e si trasforma in un'esperienza davvero surreale e difficilmente catalogabile: provare per credere. Genialità o follia? A voi l'ultima parola...

Doki Doki Literature Club

Se credete che la serie Danganronpa sia la visual novel più crudele ed inquietante mai prodotta, allora forse dovreste giocare a Doki Doki Literature Club: in poco tempo, cambierete idea. Il Team Salvato ha reso disponibile questo bizzarro romanzo interattivo su Steam in modo completamente gratuito: chiunque non sia avvezzo al genere, dunque, potrà comunque concedergli una piccola chance, in modo tale da riscoprire una delle opere più stravaganti ed angoscianti della storia recente del videogioco.

Meno informazioni racimolerete su Doki Doki Literature Club e maggiore sarà la vostra sorpresa quando vi ritroverete catapultati all'interno di una storia che frantuma, in modo del tutto inaspettato, gran parte degli innocenti stereotipi nipponici, rielaborandoli e ricostruendoli attraverso un impasto metavideoludico da brividi. Preparatevi, in ogni caso, ad un'esperienza decisamente "estrema" che dilata esponenzialmente i ritmi di gioco, già di per sé molto flemmatici, tipici di una classica visual novel. Che lo amiate alla follia o lo odiate fino alla morte, Doki Doki Literature Club riuscirà di certo nel suo intento: penetrare nella vostra psiche e non abbandonarvi più.

Finding Paradise

E proprio sul finire dell'anno, arriva a rimpinguare le nostre librerie di Steam quello che è di certo uno dei titoli indie più struggenti di questo 2017: con Finding Paradise, sequel spirituale del meraviglioso To The Moon, Kan "Reives" Gao dà nuovamente prova della sua incredibile maestria come narratore, capace ancora una volta di coinvolgerci sia dal punto di vista sentimentale che intellettuale. La vicenda di Colin Reeds, nuovo paziente della ditta Sigmund Agency of Life Generation, è meno romantica di quella di Johnny e River, ma non per questo meno potente e destabilizzante.

Coronato da una deliziosa pixel art e da una sublime colonna sonora, Finding Paradise è un racconto che ci porta ad interrogarci sul senso di abbandono e solitudine, sull'importanza dei rimpianti, "sull'infanzia come culla dei desideri e sul futuro come sipario delle ambizioni". Un esempio di scrittura eccezionale, in bilico tra malinconia e divertimento, che saprà ritagliarsi, come To The Moon, un posto indelebile nella nostra memoria di videogiocatori.


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