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Da Tempa Rossa al 17 Aprile. L’importanza del Referendum

Creato il 06 aprile 2016 da Postik @postikitalia

Tralasciando per un attimo le legittime e  sacrosante rivendicazioni ambientaliste vorrei qui elencare alcune motivazioni per andare a farsi un giro alle urne questo 17 aprile. Tali motivazioni, tengo a sottolineare, sono dettate dalle mere e tristi circostanze in cui versiamo, circostanze spuntate fuori ultimamente, quelle che hanno coinvolto la nostra politica in loschi intrallazzi con le compagnie petrolifere.

Renzi ha detto che l’affaire Tempa Rossa è cosa sua e che se ne assume la piena responsabilità. Per lui era strategico e “conveniente” per il paese “sbloccare” il trasporto dei barili di petrolio da Tempa Rossa al porto di Taranto e quindi ha ritenuto “necessario” infilare alle tre di notte nello SbloccaItalia un emendamento “chetichella” che scavalcasse a piè pari il Parlamento.

Ebbene va sottolineato che il trasporto del greggio da Tempa Rossa in Basilicata (greggio tutto privato di pertinenza della Total, della Shell e dell’Eni e destinato al mercato Turco) non è stato mai bloccato, bensì la Regione Puglia ha semplicemente chiesto ciò che le spettava di diritto alle compagnie petrolifere, e cioè di assumersi le responsabilità dei rischi ambientali del trasporto del greggio (come accade in tutto il mondo), attraverso le cosiddette “compensazioni ambientali” (previste dallo stato con il decreto legge n.152 del 3 aprile 2006 del codice Ambientale), e di pagare i diritti territoriali per il passaggio di un oleodotto che porta il petrolio dalla Basilicata alla Puglia ( previsto per legge, art.45, legge 99 del 2009, disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia).

Insomma c’era una legislazione ben definita e che funzionava bene; anzi, funzionava talmente bene da costringere le compagnie petrolifere a “pagare” per stare sul territorio italiano e per sfruttarne risorse.

Quindi Renzi cosa ha fatto? Ha bypassato l’esistente – ed efficace- normativa ambientale italiana permettendo così ai petrolieri di “sfruttare” e “attraversare” Basilicata e Puglia senza pagare un solo euro né di royalty territoriali né di compensazioni ambientali.  Ecco di cosa si è assunto la piena responsabilità Matteo Renzi.

Va detto che questo “favore” concesso alla triade Total, Shell ed Eni è a tutt’oggi inspiegabile, perché totalmente gratuito: infatti lo stato – “in teoria” – non solo non ci guadagna niente – visto che l’operazione è fatta solo da privati e riguarda solo dei privati – ma addirittura ci perderebbe anche dei soldi, in quanto non fa pagare alle compagnie petrolifere delle tasse previste dalla legge per lo sfruttamento del territorio. La cosa è dunque paradossale e, ammettiamolo – anche piuttosto inquietante.

Riepilogando: lo stato si sabota da solo e permette ai petrolieri la libera e gratuita estrazione – nonché il libero e gratuito trasporto – di petrolio privato sul proprio territorio, petrolio oltretutto destinato al mercato turco.

Proprio un bel regalo. Tutta beneficenza! Non c’è che dire, Renzi è proprio un sant’uomo … coi petrolieri però!

Mario Airaghi, I Chinson, Oro Nero e Referendum

Mario Airaghi, I Chinson, Oro Nero e Referendum

Ricordo che Renzi si è assunto la piena responsabilità di tutto, la Guidi quindi non c’entra nulla, la povera “sedotta e trivellata”  ha solo fatto la cagata di avvertire il fidanzato – ora diventato il demonio in persona – che il regalo ai petrolieri era stato infilato di notte nello sbloccaitalia per gabbare l’ordinamento legislativo italiano.

Ma questo cosa c’entra con il referendum del 17 aprile? Le due cose mica sono legate, anche se riguardano entrambe l’attività estrattiva in Italia?

Beh, visto che il Presidente del consiglio che ha regalato Tempa Rossa e parte della Puglia ai petrolieri in barba alle leggi italiane è lo stesso che ci consiglia che è meglio andare a mare anziché votare contro i trivellamenti a mare entro le 12 miglia, non è che mi viene proprio naturale concedergli il beneficio di inventario. Per quanto mi voglia sforzare a non pensar male, il tarlo che la sua opinione non sia proprio disinteressata mi viene. Non posso farci niente, il buon senso e la logica sono più forti di me.

E poi perché – a differenza di tutti gli altri paesi del mondo – l’Italia deve concedere diritti di ricerca e trivellazione fino ad esaurimento delle risorse (quindi per un tempo indefinito) alle compagnie petrolifere? Nessuno lo fa. Perché proprio noi dovremmo “regalare” le nostre coste ab limitum senza nessuna norma o limite che regolamenti le estrazioni e che tuteli l’ambiente?

Cosa prevede la legge? Che ogni 5 anni le compagnie rinnovino i permessi? Bene, per una volta rispettiamola, visto che ci conviene pure. Forse per i petrolieri sarà un fastidio mettersi ogni cinque anni a far “regalini” a destra e a manca al nostro politucime per rinnovarle, ma, almeno, il mare resta nostro. Spero.

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vignetta di Mario Airaghi SatiraNeuroDeficiente


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