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“Da una delusione d’amore ai divi del palcoscenico” – Intervista al fotografo teatrale Pierpaolo Redondo

Creato il 26 febbraio 2014 da Alessandrapepe @AlessandraPepe

Gaia De Laurentiis in Spesso in ambito teatrale e cinematografico, nonchè in ambito artistico ancora più ampio, si dà grande risalto ad attori, registi, cantanti, ballerini e così via, maggiormente esposti ed in primo piano perché “ci mettono la faccia”, ma si tende a dimenticarsi dei cosiddetti “tecnici“, ovvero di coloro che lavorano “dietro le quinte“. Un esercito infinito di “invisibili” contribuisce infatti in maniera determinante al successo di tanti artisti, noti e meno noti, rendendo possibile la promozione dell’immagine di un attore o la pubblicità di uno spettacolo, ma troppo spesso si tende a trascurare tutti quei professionisti dello spettacolo -  si parla di costumisti, scenografi, fotografi, assistenti alla regia, casting director, tecnici del suono emolti altri – che lavorano incessantemente senza avere visibilità ed immediata popolarità.

Incontro oggi Pierpaolo Redondo, un artista dell’obiettivo che vive e lavora a Roma e che ha fatto della fotografia la sua ragione di vita. Il simbolo di come una passione, dunque, puo’ anche diventare un lavoro importante…. e di come una passione, abbinata ad uno straordinario “occhio” e ad un indiscutibile talento, puo’ portare ad una crescita artistica tale da arrivare, nel giro di pochi anni, a lavorare per importanti produzioni, cinematografiche e teatrali, nonchè a ritrarre popolari attori, cantanti, attrici ed artisti di vario genere. Da Anna Mazzamauro a Biagio Izzo, da Massimo Ciavarro a Blas Roca Rey, passando per Corrado Tedeschi, Rocco Papaleo e Virginia Raffaele. Tanti servizi su importanti settimanali, quali “Gente”. E tante, tantissime locandine per spettacoli teatrali e  musical, tra cui ricordiamo quelle realizzate per “Pinocchio Opera Rock” con Giorgio Pasotti e “Girotondo” con Gaia De Laurentiis. E poi ancora, davanti all’obiettivo di Pierpaolo hanno posato Lando Fiorini, Nathalie Caldonazzo, Edoardo Vianello, Michela Andreozzi, Simona Cavallari, Giulia Michelini e tantissimi altri. Malgrado l’importanza del suo lavoro, Pierpaolo è una persona semplice, a tratti timida, simpaticissima, che incontro piacevolmente davanti ad un boccale di birra, per scambiare quattro chiacchiere in piena libertà.

Pierpaolo Redondo
Raccontaci Pierpaolo. Quando hai cominciato e perchè?
Ho iniziato nel 2003 a fare le prime fotografie con una reflex digitale, a seguito di una grossa delusione sentimentale. Fotografavo qualsiasi cosa che mi ispirasse, e ho scoperto da allora che la fotografia ha il potere di creare mondi nuovi.

Quali sono i settori in cui operi principalmente e quale preferisci?
Attualmente realizzo prevalentemente ritratti nel settore dello Spettacolo, fotografando personaggi famosi e personaggi che famosi lo diventeranno presto, per settimanali e mensili italiani (e talvolta anche non italiani). Collaboro con una delle più grandi agenzie fotografiche italiane, la Olycom, che ringrazio per la fiducia e il sostegno che mi da. Per molti anni ho anche realizzato – e realizzo tuttora – fotografie per il teatro, per locandine e fotografie di scena. Naturalmente, a richiesta mi occupo anche di book fotografici per chi vuole lavorare nel settore della recitazione.

Tu sei fotografo teatrale, di moda, pubblicitario, hai avuto anche alcune interessanti esperienze al cinema come direttore della fotografia. Descrivimi le differenze tra questi generi e qual e’ l’elemento fondamentale x ciascuna tipologia di scatto.Per quanto riguarda la fotografia di moda, ho avuto esperienze troppo ridotte per poterne parlare. In generale potrei dire che le fotografie che mi commissionano sono sempre promozionali, che si tratti di promuovere un’artista oppure uno spettacolo teatrale. Cerco sempre di tirar fuori la bellezza esteriore, ma anche interiore di cio’ che fotografo, sia appunto esso un attore, un ballerino, uno spettacolo, o qualsiasi altro evento artistico.
Pinocchio Opera Rock
Che cos’è per te la fotografia, oltre che una professione?
E’ una forma di comunicazione molto importante, che produce oggetti, le fotografie appunto, che spero sempre possano piacere ed essere viste e ricordate a lungo.Spesso uno scatto fotografico riesce a descrivere un’emozione o uno stato d’animo meglio delle parole.Come fai a cogliere l’attimo giusto?Le mie fotografie nascono sempre dall’osservazione, quasi maniacale, del soggetto che devo fotografare. Lo osservo di continuo, dentro e fuori potremmo dire, cercando di trovare il momento in cui mi trasmette una forte emozione. Nel caso di scatti personali, per me e’ fondamentale parlare, perché solo parlando ci si conosce meglio, e dunque ci si lascia andare. Che rapporto cerchi di instaurare con gli artisti che ritrai?Come dicevo prima, per me e’ fondamentale parlare, perché solo in questa maniera due estranei (io ed il soggetto che devo fotografare) si aprono, si conoscono e lasciano che un rapporto di fiducia nasca e li unisca. Qualsiasi mia fotografia a qualcuno, sia esso un attore famoso o una ragazza semisconosciuta che sta realizzando un book, nasce dal dialogo, e dal mettere a proprio agio il soggetto che ritraggo… e forse anche dal mettere a proprio agio me stesso, che nasco come una persona timida! Purtroppo, talvolta le esigenze delle grandi produzioni richiedono di lavorare molto velocemente, e parlando poco… ecco, in questi casi faccio il mio lavoro al meglio, ma ho sempre il rammarico di non aver potuto approfondire come avrei voluto il rapporto con quella persona. Sono fortemente convinto, infatti, che le foto migliori nascano dai momenti di rilassamento, quando il fotografo cessa di essere un completo estraneo. Quindi mi chiedo che foto sarebbero potute venire se avessi avuto un po’ più’ di tempo a disposizione.

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