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Dai "Panama Papers": Gli italiani coi soldi in paradiso (2° parte)

Creato il 11 aprile 2016 da Tafanus

(Seconda parte)

FINANZA E CAMPARI - A quanto pare, le isole dell'Oceano Indiano sono una meta molto frequentata anche per i viaggi d'affari, viaggi offshore. Da quelle parti è approdato anche un manager come Marco Perelli Cippo, membro del board di Campari dopo esserne stato, fino a una dozzina di anni fa, l'amministratore delegato. Perelli Cippo è stato director e azionista della Allison Park Ltd delle Seychelles, liquidata nel luglio 2015, quando l'amministratore Campari dà anche disposizione di chiudere il conto bancario della società presso Société Générale Private Banking di Montecarlo. Tutte queste operazioni sono transitate dagli uffici di Mossack Fonseca. Contattato da "l'Espresso", Perelli Cippo non ha risposto alle domande inviategli via mail. Simone Cimino, 54 anni, è un ex dominus del private equity, alleato delle banche popolari francesi, noto alle cronache per il fallito progetto di acquistare la Fiat di Termini Imerese. La sua società di gestione del risparmio, Cape Natixis è finita nel 2012 in liquidazione coatta, dopo che nel giugno 2011 Cimino era stato arrestato a Milano per reati finanziari. Il processo è ancora in corso e l'imputato si proclama innocente. Intanto le carte di Panama attribuiscono a Cimino una offshore finora sconosciuta: la società Fento Private Invest Inc. delle Isole Vergini Britanniche, che risulta costituita il 22 dicembre 2009, mentre la crisi stava travolgendo il suo regno finanziario.

Valentino-garavani
STILISTA OFFSHORE - Si torna a Panama con Valentino Garavani e il suo socio Giancarlo Giammetti. La offshore di quest'ultimo si chiama Jarra Overseas SA, registrata nel 2004 alle Isole Vergini Britanniche. Per Valentino la questione è più complessa. Esiste una società, anch'essa costituita alle Isole Vergini Britanniche nella stessa data della Jarra: è la Paramour Finance Ltd, capitale 50 mila dollari. Ma chi si nasconde dietro questo paravento? Perché, per la Paramour non esiste un'attribuzione chiara come per Giammetti.

La nebbia si dirada se si esaminano alcune vicende del passato. Basta andare indietro di alcuni anni, quando l'Agenzia delle entrate apre un'inchiesta su Valentino e Giammetti, prendendo di mira gli anni dal 2000 al 2006. La vertenza si è conclusa con un accordo tra le parti e il pagamento di una somma (mai resa nota) da parte dei due soci. Ebbene in quelle carte compaiono proprio le offshore appena citate, gestite dagli avvocati: Marino Bastianini, dello studio Carnelutti, e Marc Bonnant di Ginevra. Alla richiesta di chiarimenti Bastianini dichiara a "l'Espresso": «Su quelle società non avevo poteri o deleghe di firma». Come dire, il vero dominus era Bonnant, che, attraverso Bastianini, commenta: «Non ho niente da dire». E comunque la Paramour è stata sciolta nel 2013, mentre la Jarra risulta ancora attiva. In ogni caso, per l'erario italiano è ormai accertato che Valentino e Giammetti sono residenti a Londra da 10 anni.

PETROLIO E NAVI - I Panama Papers contengono le carte di un report approfondito condotto da Mossack Fonseca sul cliente Gian Angelo Perrucci, ricchissimo imprenditore del settore petrolifero che ha fatto fortuna in trent'anni di carriera lontano dai riflettori della cronaca. Perrucci, a cui fa capo la società Burfield international delle Seychelles, viene definito nelle carte come "associate" di Atiku Abubakar, il vicepresidente della Nigeria dal 1999 al 2007. In Nigeria Perrucci è di casa insieme all'amico e socio Gabriele Volpi, imprenditore petrolifero. Abubakar è stato al centro di un'inchiesta del Senato americano per il presunto riciclaggio di 400 milioni di dollari tra il 2000 e il 2008. I funzionari di Mossack Fonseca avevano messo sotto la lente anche le attività dell'armatore Giovanni Fagioli, classe 1965, cliente sensibile per via dell'incarico diplomatico di console della Bulgaria a Parma. Nessun problema, a quanto pare. Fagioli, che non ha risposto alle domande de "l'Espresso", risulta beneficiario dal 2009 della offshore Great Alliance International Ltd con sede alle Isole Vergini Britanniche.

CATERING IN PARADISO - I fratelli Stefano e Roberto Ottaviani, controllano la Relais le Jardin, società di catering da oltre 20 milioni di euro di fatturato, con una lista-clienti che va dalla Banca d'Italia alla presidenza della Repubblica passando per l'Esercito, ambasciate di mezzo mondo e multinazionali di ogni settore. Famiglia importante, quella degli Ottaviani. Anche per via dei legami con Gianni Letta. Stefano Ottaviani ha sposato la figlia dell'ex braccio destro di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Relais le Jardin fa parte del gruppo lussemburghese Viva Gestions Immobilieres, ma i due fratelli non si sono fermati al Granducato. Sono andati ancora più lontano. In America centrale. Risultano infatti beneficiari di un trust con sede a Panama che si chiama Lagoon Investments Group.

L'EX PM AI CARAIBI - Silvio Sacchi è un ex magistrato di Napoli. Il suo addio alla toga è stato traumatico. Negli anni ‘90 è stato accusato di essersi fatto corrompere, quando era pm a Santa Maria Capua Vetere, da un imprenditore imputato di complicità con il clan mafioso dei casalesi. L'accusa era di aver accettato soldi e regali, tra il 1983 e il 1992, da quel suo indagato: vacanze gratis, valuta estera, sponsorizzazioni sportive, abiti firmati, pranzi e cene. Sacchi ha sempre respinto ogni addebito e si è difeso anche con un libro. Dopo un processo lunghissimo, è stato condannato dal tribunale, ma in appello, nel 2004, ha ottenuto la prescrizione. Nel febbraio 2006 il Csm lo ha destituito dalla magistratura. Ora le carte segrete di Panama lo indicano come azionista di una offshore delle Isole Vergini, denominata Safra Investiments Ltd, che ha come secondo socio l'imprenditore napoletano Fabio Fraissinet. Contattato da "l'Espresso", l'ex magistrato spiega di aver fatto un favore a Fraissinet che gli aveva chiesto di rilevare una parte delle quote, con l'accordo di restituirgliele in un secondo tempo. La offshore, sostiene Sacchi, non ha mai operato. Per questa operazione i due soci sono stati assistiti da un commercialista di Napoli. Salvatore Bizzarro, pure lui presente nei Panama Papers, anche con una società personale, la Bizzarro Group Incorporated con sede nello stato di Anguilla Britannica. Lo stesso commercialista si è rivolto allo studio di Panama per conto di una mezza dozzina di clienti, tra cui il gruppo di consulenza napoletano Caliendo Holding, intestatari di offshore sparse tra Isole Vergini, Nevada e Seychelles. Bizzarro non ha risposto alle nostre domande.

«IO NON C'ENTRO, PERO'...» - Il commercialista bolognese Domenico De Leo viene indicato nei Panama Papers come azionista di due offshore: Emmeci Grup Ltd delle Isole Vergini Britanniche e la Ttl holdings delle Seychelles. «La mia presenza era legata all'ingresso di fondi d'investimento internazionali in due aziende italiane con lo stesso nome delle offshore, la Emmeci spa e la Ttl spa», spiega De Leo, che vanta una carriera ricca di incarichi pubblici di prestigio (Aeroporto di Bologna, Rai World) e privati (Fineco, Rolo Banca e gruppo Unicredit). In sostanza, ha spiegato il professionista, i fondi una decina di anni fa gli chiesero di investire personalmente nelle holding. Storie vecchie, assicura il diretto interessato, che dichiara di aver ceduto le suo quote.

Anche il ligure Santiago Vacca, come il bolognese De Leo, è un professionista che si occupa di bilanci e consulenza aziendale. Vacca però è noto soprattutto per essere stato scelto da Silvio Berlusconi e dal governatore della Regione, Giovanni Toti, come coordinatore di Forza Italia nella provincia di Savona. Il suo nome compare nell'archivio di Mossack Fonseca come azionista di una offshore: la Eglin investments delle isole Seychelles. «Non ho quote di partecipazione in quella società», replica Vacca, che tra i vari incarichi ha anche quello di presidente del consiglio sindacale di Liguria Digitale, l'azienda informatica della Regione. Tra i documenti contenuti nel database ce n'è uno che però attesta un fatto che non coincide con la versione accreditata dall'esponente di Forza Italia. Si tratta di una paginetta che riassume l'azionariato della Eglin investments. E qui compare il nome di Vacca, con l'indirizzo di asa.

QUISISANA - «È una società del tutto trasparente, perchè regolarmente dichiarata», taglia corto Gianfranco Morgano, che gestisce uno dei più conosciuti hotel di Capri, il Quisisana. La società a cui fa riferimento è la Jonston investments ltd, con sede nelle Isole Verrgini britanniche. In base ai documenti dell'archivio di Mossack Fonseca, la offshore attribuita a Morgano è molto recente. Risulta infatti costituita nel gennaio del 2015. «Sarebbe dovuta servire per un'operazione che non è andata a buon fine», spiega il patron del Quisisana. Insomma una offshore usa e getta. Pochi mesi di vita e poi via, nel cassonetto dei rifiuti. Mentre all'orizzonte si profila l'uragano Panama Papers.

(Credits: l'Espresso dell'8 aprile 2016)


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