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Dal 16 settembre Anzaldo porta in scena “Sullo stress del piccione”

Creato il 14 settembre 2014 da Thefreak @TheFreak_ITA

E’ PiccioneMania! Quest’anno infatti – alla 71esima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia – il Leone d’oro è stato vinto dal regista svedese Roy Andersson con il film dal titolo in lingua originale “En Duva satt pa en gren och fundeade pa tillvaron”, ovvero “Un piccione seduto su un ramo che medita sull’esistenza”. Il piccione, questo colombaccio selvatico, fissa e più o meno gradita presenza nelle piazze d’Italia, diventa alta fonte di ispirazione anche per il nostro amico Giovanni Anzaldo, giovane autore, regista e interprete (insieme a Giulia Rupi, Luca Avagliano e Francesca Mària) dello spettacolo teatrale “Sullo stress del piccione”, dal 16 al 21 settembre in scena al Teatro Argot Studio, di Roma.

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LA STORIA: Alessio, Stefano, Laura e Simona sono quattro giovani che sognano di dare una svolta alla propria vita. Ognuno di loro spera di poter cambiare la propria esistenza fatta di dubbi, insicurezze e dei più disparati eccessi. Un venerdì sera li farà incontrare nel solito bar dove si scopriranno simili nelle loro paure, nei loro incubi ricorrenti. Qualcuno sogna l’amore, qualcun’altro il successo; così diversi eppure così simili, figli di una stessa generazione. Sembrano essere tutti così i loro coetanei, quei quasi trentenni che continuano a muovere la testa da una parte all’altra senza una meta, costretti a vivere i propri giorni con automatismo, non trovando mai la direzione giusta. “Sullo stress del piccione” è la storia di quattro ragazzi che accelerano il passo di fronte al pericolo anziché spiccare il volo verso il cielo.

“Preferirei muovere avanti e indietro la mia testolina come fa un piccione, portare molliche di pane per il formicaio piuttosto che brancolare nel buio di questo nulla. L’uomo è l’animale che non serve a nessuna specie se non a se stessa. L’uomo è l’animale più triste che io conosca… sarà per questo che finora nessuno ci ha fatto un documentario, perché a nessuno piace intristirsi”.

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Giovanni Anzaldo – Foto di Luigi Miano

Giovanni Anzaldo, ventiseienne attore torinese lanciato da Alessandro Gassman nella sua opera prima “Razzabastarda”, apprezzatissimo anche ne “Il Capitale Umano” di Paolo Virzì, dove interpreta un bad guy, ruolo chiave nell’intricata vicenda della trama del film, e fresco vincitore del KINEO AWARD alla 71esima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ci racconta – in esclusiva per The Freak – l’idea di questo spettacolo.

Chi l’ha ideato?

L’ho ideato e scritto io, ma il supporto e i consigli di Giulia Rupi sono stati fondamentali. E’ tratto dai racconti del mio blog (Storiebastarde), i personaggi sono gli stessi anche tutto quello che ruota intorno a loro.

Perché “Sullo stress del piccione”?

Perché se ci pensi, chiunque scaccia un piccione, chiunque, dai bambini ai pensionati, dalla signora per bene al drogato di periferia, è una di quelle cose che ci accomuna tutti, intendo come specie umana, indipendentemente da sesso, razza e religione. È una cosa normale, come la samba per i brasiliani. Diciamo che questa acuta osservazione (fatta da Alessio, il personaggio interpretato da Luca Avagliano) è il principale “stress” del piccione. In realtà il significato del titolo è più una metafora sulla condizione della mia generazione: trentenni che che muovono avanti e indietro la testa senza una direzione precisa. I miei personaggi somigliano a questi simpatici volatili, accelerano il passo di fronte al pericolo anziché spiccare il volo. Sono tutti dotati di ali agili e scattanti, eppure preferiscono accontentarsi delle briciole trovate per terra.

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Giovanni Anzaldo – Foto di Karen Di Paola

Sembra una storia pescata dalla vita reale. Quattro protagonisti. Cosa volete raccontare?

Vogliamo raccontare la nostra generazione, il nostro periodo storico. Vogliamo raccontare il disagio dei quasi trentenni, completamente in preda al panico, alla precarietà più disparata (emotiva ed economica) e lo vogliamo fare come se fosse una barzelletta. La mimica facciale del sorriso è la stessa del pianto e molto spesso ci viene da ridere di fronte a situazioni tragiche, la nostra storia è tutto questo: una risata ad un funerale, uno spettacolo fuori luogo.

Cosa dobbiamo aspettarci? 

Dovete aspettarvi uno spettacolo di 70 minuti che male che vada non vi avrà fatto spendere troppo tempo prezioso. Uno spettacolo politicamente scorretto, paraculo e divertente. Ma quello che più vi dovete aspettare è di vedere sei persone (4 attori e due tecnici) che hanno messo tutto il loro impegno e la loro passione per cercare di fare un buon lavoro.

Perché non bisogna perdere questo spettacolo? 

Non bisogna perdere questo spettacolo perché probabilmente non me lo faranno fare più da nessun’altra parte. A parte gli scherzi, è uno spettacolo che parla la nostra lingua, senza traduzioni, senza riedizioni o parafrasi, un testo contemporaneo…nel senso che è scritto nel 2014.

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SULLO STRESS DEL PICCIONE

testo e regia di Giovanni Anzaldo

con (in ordine alfabetico):
Giovanni Anzaldo
Luca Avagliano
Francesca Mària
Giulia Rupi

musiche di Tommaso Andreini
scene di Giovanni Rupi
luci di Martin Emanuel Palma
foto di scena di Barbara Ledda

Produzione Sycamore T Company


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