La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevallier è un romanzo che ha spaccato in due critica e pubblico. Da un lato, infatti, c’è chi ha apprezzato la scrittura, la storia e l’intenso ritratto che l’autrice ci restituisce di Vermeer e della Delft del ‘600, ma dall’altro c’è anche chi ha trovato questo libro piatto e noioso. Chi infatti si aspettava in “La ragazza con l’orecchino di perla” un romanzo avvincente e dal ritmo incalzante ha visto deluse le sue aspettative. A mio parere la bellezza di questo romanzo sta proprio nella sua delicatezza e nel ritmo sapientemente cadenziato dai silenzi dei suoi protagonisti. Il film del 2003 con Colin Firth e Scarlett Johansson, che ha perfettamente reso l’atmosfera e le intenzioni del libro, è stato decisamente più apprezzato forse perché quello che Chevallier ha tentato di fare nel suo romanzo è più semplice da apprezzare sul grande schermo.
La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevallier è un romanzo che ha spaccato in due critica e pubblico. Da un lato, infatti, c’è chi ha apprezzato la scrittura, la storia e l’intenso ritratto che l’autrice ci restituisce di Vermeer e della Delft del ‘600, ma dall’altro c’è anche chi ha trovato questo libro piatto e noioso. Chi infatti si aspettava in “La ragazza con l’orecchino di perla” un romanzo avvincente e dal ritmo incalzante ha visto deluse le sue aspettative. A mio parere la bellezza di questo romanzo sta proprio nella sua delicatezza e nel ritmo sapientemente cadenziato dai silenzi dei suoi protagonisti. Il film del 2003 con Colin Firth e Scarlett Johansson, che ha perfettamente reso l’atmosfera e le intenzioni del libro, è stato decisamente più apprezzato forse perché quello che Chevallier ha tentato di fare nel suo romanzo è più semplice da apprezzare sul grande schermo.