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Dal romanzo di Stephen King, il thriller piscologico MISERY travolge la platea del TEATRO SALA UMBERTO

Creato il 30 novembre 2019 da Kirolandia @ippokiro
Autore: Andrea Alessio Cavarretta (IppoKiro) 

Recensione critica dello spettacolo  "MISERY" di William Goldman, tratto dal romanzo di Stephen King, con la regia di Filippo Dini. Prima replica di martedì diciannove novembre duemiladiciannove, TEATRO SALA UMBERTO - Roma.
Dal romanzo di Stephen King, il thriller piscologico MISERY travolge la platea del TEATRO SALA UMBERTO
Il palco diviene paura, fremito, amore, rabbia e ossessione.
Sono in grado di trascinarti con forza dentro la complessità della pische e all'interno delle varie sfaccettature della follia ma anche del sentimento i due bravissimi interpreti teatrali dello spettacolo MISERY di William Goldman, tratto dal romanzo di Stephen King, con la regia di Filippo Dini.  Arianna Scommegna e lo stesso Filippo Dini, nelle vesti di due perfetti Annie Wilkes e Paul Sheldonfra battute, silenzi e dense sospensioni portano il pubblico ad immergersi in una potentissima pièce dove ad ergersi, più di ogni altra cosa, è la possibilità e la necessità dell'esistere.
In Colorado un tempesta di neve imperversa, Paul Sheldon, il famoso scrittore di Misery, una serie dal grande successo, strappato alla morte, combatte la sua lotta per la sopravvivenza, mentre la sua ammiratrice numero uno, l'eroina psicotica che lo ha salvato, lo sta curando con dedizione nella sua casa lontana da tutto. La degenza, se pur anomala, sembra proseguire quasi normalmente, sino a quando l'accorta ex-infermiera, scoperto che la sua amatissima protagonista è stata uccisa nell'ultimo romanzo dalla penna di Paul, decide di modificare completamente le sue intenzioni, ora Annie Wilkes, è pronta a tutto per far rivivere Misery Chestain sino a trasformare in altro le sue accortezze verso il paziente in via di guarigione. Il suo amato personaggio non può, non deve morire e quel nuovo manoscritto, per giunta pieno di parolacce, recuperato nella neve insieme al romanziere, che dovrebbe subentrare alla storia da lei tanto amata, deve scomparire. Ma in questo appassionato disegno, qualcosa sfugge, e il violento conflitto prosegue sino all'ultima sfida tra quelle probabilità di vivere.
Non è di certo impresa semplice portare in teatro e far diventare spettacolo un romanzo ed una successiva pellicola di immenso successo, fermi entrambi nell'immaginario sia dei grandi amanti della letteratura thriller che dei più accaniti cinefili. Riuscire a restituire alla scena l'essenza profonda di una storia a cui fa prepotente sfondo la complessità dell'animo, immersa in uno scorrere claustrofobico di continui incalzanti momenti di paura è alquanto difficile, ma Filippo Dini ci riesce benissimo e costruisce, nella sua robusta regia teatrale, una buona alchimia, paralizzando lo spettatore, incollandolo alla vicenda, tenendo le sue pulsazioni ai massimi livelli, sorprendendolo di continuo con colpi di scena emotivi e visivi, non risparmiando nulla alla mente e agli occhi nemmeno quel tocco di splatter.
Ecco, che scena dopo scena, il palco si trasforma in un complesso marchingegno in sospensione tra vari codici espressivi che, pur mantenendo fissa la sua chiara identità teatrale, si arricchisce di altre sfumature. Così luci, ombre, musiche, suoni immersi in un'accattivante scenografia in continuo movimento, collaborano nel creare l'alternarsi di punti di vista scenici atti a creare quella perfetta suspense e quello complesso straniamento idoneo a forgiare un energico giallodove si scontrano complicate personalità.
Così Arianna Scommegna riesce a condurre il pubblico nel complesso tessuto del suo personaggio in bilico tra follia e passione. I suoi movimenti, le sue intonazioni delineano una Annie Wilkes che ha dentro varie nature pronte a fuoriuscire improvvisamente da un sé non sempre ben dominato; Filippo Dini con la sua recitazione è un Paul Sheldon amabile e carismatico, scrittore dotato di sottile ironia, legato completamente al suo scrivere, geniale anche negli espedienti messi in atto per salvare la sua stessa vita.
In questa trasposizione di MISERY, come in un perfetto thriller, le attese si dilatano, i tempi improvvisamente si restringono e le identità si allungano verso il pubblico coinvolgendolo completamente sino a strappare, tra macabri sorrisi, continui applausi a scena aperta.
Una bellissima piéce, ideale per chi ama sentirsi il cuore in gola sino all'ultima battuta.
- Andrea Alessio Cavarretta - _KIROLANDIA®_
- La foto contenuta nell'articolo è di Alice Pavesi -
FONDAZIONE TEATRO DUE, TEATRO NAZIONALE DI GENOVA, TEATRO STABILE DI TORINO-TEATRO NAZIONALE presentano FILIPPO DINI, ARIANNA SCOMMEGNA, CARLO ORLANDO in MISERY di WILLIAM GOLDMAN tratto del romanzo di STEPHEN KING traduzione Francesco Bianchi REGIA FILIPPO DINI scene e costumi Laura Benzi luci Pasquale Mari musiche Arturo Annecchino trucco Cinzia Costantino assistente alla regia Carlo Orlando
MISERY è in scena al TEATRO SALA UMBERTO di Roma sino a Domenica 1 Dicembre 2019

Dal romanzo di Stephen King, il thriller piscologico MISERY travolge la platea del TEATRO SALA UMBERTO

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