Dall'Esodo alla conquista della Terra Promessa

Creato il 29 ottobre 2012 da Corradopenna
Molti conoscono le vicende di Mosè, o quantomeno conoscono ciò che la Bibbia racconta di tale mitico personaggio, ma non so quanti riflettono sull’assurda, crudele e inusitata violenza che il cosiddetto “Dio di Israele” avrebbe esercitato sulla popolazione egiziana per piegare la volontà del faraone egizio. Secondo il racconto biblico (narrato nell’Esodo) per punire il faraone che opprimeva gli Ebrei il Dio di Israele avrebbe punito non il solo faraone, bensì tutto il popolo egizio. Se dovessimo credere al racconto letterale della Bibbia dovremmo di conseguenza credere che centinaia di migliaia di persone sarebbero state colpite da ogni sorta di avversità, che la morte morte e la desolazione avrebbero afflitto un’intera nazione, solo perché la “giustizia” divina potesse manifestarsi in tutta la sua potenza … contro gli innocenti, contro un popolo di umili contadini che niente hanno a che vedere con le decisioni regali, umili persone che non hanno scelto di essere governate dal faraone, che non hanno altra scelta che obbedire ai suoi ordini.
Nella Bibbia è scritto che “Dio indurì il cuore del faraone”, ovvero che prima lo avrebbe indotto a peccare e dopo lo avrebbe punito (e con lui tutto il suo popolo). Una interpretazione letterale del racconto Biblico ci fa quindi vedere in questo Signore degli Ebrei una irascibile e  violenta entità impegnata a seminare odio e a esercitare vendetta, una vendetta che per altro è trasversale, come nelle faide della mafia: il popolo egizio viene costretto a subire atroci punizioni a causa delle colpe del faraone.
Come strenuo difensore della pace e fiero avversario di ogni guerra e di ogni violenza ho considerato inaccettabile la guerra mossa al popolo iracheno a causa delle colpe di cui si era macchiato il leader iracheno Saddam Hussein. Ma anche se qualcuno avrebbe potuto considerare giusto l’attacco militare contro l’Iraq allo scopo di ottenere la liberazione del Kuwait, come giustificare il successivo embargo contro l’Iraq che pesò esclusivamente sulla popolazione civile? 
L’ONU, che impose quell’embargo su pressione degli USA, volle far credere alla popolazione mondiale che fosse necessario far pressione su Saddam Hussein affinché quel dittatore lasciasse il potere, ma la realtà fu ben diversa; non fu Saddam Hussein ad essere colpito dall’embargo, bensì la gente comune, il popolo iracheno, reo solo di essere comandato da un crudele dittatore. Dittatore che, per ironia della sorte, era stato imposto diversi anni prima dagli stessi Stati Uniti, i quali hanno armato e sostenuto Saddam Hussein fornendo tecnologia militare al suo paese. Il parallelismo col Faraone che viene messo contro gli ebrei dal volere divino e poi per questo viene punito è quindi perfettamente calzante.

Dopo l’invasione irakena del Kuwait gli USA hanno fatto un clamoroso voltafaccia, hanno definito Saddam Hussein “il nuovo Hitler” ed hanno imposto prima la guerra e poi l’embargo contro l’Iraq. Mezzo milione di bambini sono morti per la mancanza di cibo e medicine causata da quel crudele embargo, come ha confermato implicitamente il Segretario di Stato Madeleine Arbright.
Le due storie, quella recente dell’Iraq e quella antica (mitica e avvolta nella leggenda) degli egiziani ai tempi di Mosè, sono due storie del tutto equivalenti, e l’orrore che si prova per la crudeltà cui è stato sottoposto il popolo dell’Iraq si dovrebbe provare per la crudeltà cui è stato sottoposto il popolo egiziano. D’altronde la storia racconta sempre vicende di popoli innocenti travolti dalla guerra, di re e governi colpevoli di incredibili massacri, mentre miti e leggende narrano di dei che incitano i popoli alla guerra.  
A questo punto qualcuno potrebbe eccepire che la storia di Mosè non vada letta in senso letterale, ma in senso allegorico, ovvero che si tratti di una maniera una storia volta a mostrare come Dio mantenga le promesse fatte nei confronti di chi gli obbedisce e gli è fedele, una storia volta ad indicare indica come Dio punisca chi osa disobbedirgli o chi pretende di ostacolare i Suoi disegni.
Ma davvero il popolo ebraico (il destinatario diretto di quelle scritture) intendeva la storia di Mosè in quella maniera puramente allegorica? Non solo non c’è niente che lo faccia pensare, ma ci sarebbe da chiedersi inoltre come mai un Dio buono e onnipotente (così come ci viene presentato da chi per noi interpreta le scritture, ovvero dai ministri del culto) non sappia trovare miti, leggende o allegorie di diverso tipo: come si può insegnare ad una persona l’importanza della pace e far capire l’orrore della guerra per mezzo di un racconto nel quale la crudeltà e la guerra sono visti come manifestazione della potenza e della giustizia divina? In questo caso se i mezzi non si adeguano al fine il messaggio si corrompe immediatamente. 
Eppure nella storia descritto nell’Esodo la violenza e la crudeltà sono tutto sommato sporadiche e limitate, specie se messe a confronto con quanto viene narrato nel libro di Giosuè, il libro “storico” che descrive la conquista ebraica della Terra Promessa, una conquista avvenuta sterminando (su incitazione divina) quasi tutte le popolazioni che l’abitavano, rubando loro le terre e talora le donne (quando non venivano passate anch’esse a fil di spada).

Si legge ad esempio nel capitolo 6 del libro di Giosué (questa ed altre citazioni sono tratte dal una traduzione della Bibbia della Cei)
[17]La città con quanto vi è in essa sarà votata allo sterminio per il Signore; soltanto Raab, la prostituta, vivrà e chiunque è con lei nella casa, perché ha nascosto i messaggeri che noi avevamo inviati. [18]Solo guardatevi da ciò che è votato allo sterminio, perché, mentre eseguite la distruzione, non prendiate qualche cosa di ciò che è votato allo sterminio e rendiate così votato allo sterminio l'accampamento di Israele e gli portiate disgrazia. [19]Tutto l'argento, l'oro e gli oggetti di rame e di ferro sono cosa sacra per il Signore, devono entrare nel tesoro del Signore». [20]Allora il popolo lanciò il grido di guerra e si suonarono le trombe. Come il popolo udì il suono della tromba ed ebbe lanciato un grande grido di guerra, le mura della città crollarono; il popolo allora salì verso la città, ciascuno diritto davanti a sé, e occuparono la città. [21]Votarono poi allo sterminio, passando a fil di spada, ogni essere che era nella città, dall'uomo alla donna, dal giovane al vecchio, e perfino il bue, l'ariete e l'asino. 
Ciò che si legge nel capitolo 7 è per alcuni versi ancora più disgustoso; infatti quando un ebreo viola gli ordini divini non viene punito soltanto lui, ma vengono lapidati e bruciati i suoi figli, le sue figlie, il suo bue, il suo asino, le sue pecore.
[1]Gli Israeliti si resero colpevoli di violazione quanto allo sterminio: Acan, figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerach, della tribù di Giuda, si impadronì di quanto era votato allo sterminio e allora la collera del Signore si accese contro gli Israeliti. (…)[24]Giosuè allora prese Acan di Zerach e l'argento, il mantello, il lingotto d'oro, i suoi figli, le sue figlie, il suo bue, il suo asino, le sue pecore, la sua tenda e quanto gli apparteneva. Tutto Israele lo seguiva ed egli li condusse alla valle di Acor. [25]Giosuè disse: «Come tu hai portato sventura a noi, così il Signore oggi la porti a te!». Tutto Israele lo lapidò, li bruciarono tutti e li uccisero tutti a sassate. [26]Eressero poi sul posto un gran mucchio di pietre, che esiste fino ad oggi. Il Signore allora desistette dal suo tremendo sdegno. Per questo quel luogo si chiama fino ad oggi Valle di Acor.

Il resto del libro di Giosuè è tanto monotono quanto disgustoso: una serie di assalti e assedi a città nemiche con tutta la popolazione passata a fil di spada, e con Dio che aiuta gli ebrei nella loro sporca conquista, una volta fermando il sole affinché essi terminasse la loro conquista militare, un’altra volta facendo rotolare enormi macigni sul popolo avversario (in appendice all’articolo alcuni passaggi salienti del libro in questione).
Si narra che i conquistadores cristiani al seguito di Cortez rimanessero orripilati e disgustati al vedere i sacrifici umani degli aztechi, ma forse erano da meno i ferventi adoratori del Dio della Bibbia che spargevano sangue umano in segno di obbedienza al proprio Dio? Che differenza c’è tra un sacrificio per propiziarsi il Dio del Sole ed un massacro compiuto per obbedire al Dio di Israele? 
Secondo quanto ci viene tramandato da antichi documenti Maya e Aztechi ci fu un tempo antico in cui la terra subì una grande distruzione, e per alcuni giorni il sole rimase nascosto; solo il sacrificio di alcuni dei che si votarono al suicidio permise il ripristino del normale stato delle cose col sole che donava la sua benefica energia a tutto il mondo. Secondo quanto ci viene tramandato da antichi documenti ebraici il Dio che loro veneravano regalò loro una meravigliosa terra se solo avessero continuato ad offrire sacrifici a lui e soltanto a lui (gli ebrei praticavano regolarmente sacrifici animali) e se avessero adempiuto alla promessa di sterminare i precedenti abitanti di quella regione. La Bibbia testimonia infatti come per gli Ebrei antichi fosse considerato abominevole offrire sacrifici animali agli dei stranieri (quali ad esempio Baal e Astarte) mentre fosse considerata espressione di pietà religiosa l’offerta degli stessi sacrifici al Dio di Israele.
A questo punto la maniera più semplice per comprendere simili comportamenti consiste nell’ipotizzare che popoli barbari ed ignoranti avessero inventato tutto ciò, che spinti da paure superstiziose abbiano pensato che gli dei avessero bisogno di essere onorati con l’offerta di sangue animale e/o di sangue umano.
La diffusione di queste barbare pratiche in quasi tutto il mondo (anche nell’antica Roma, nell’antica Grecia, presso i Germani, e come testimonia la Bibbia presso i popoli del medio oriente) ingenera però il sospetto che ci sia dietro qualcosa di più. Sebbene sia difficile in questo ambito avere una qualche certezza, non va scartata l’ipotesi che realmente ci siano entità non appartenenti al nostro mondo fisico (che forse andrebbero chiamate entità “demoniache” piuttosto che “divine”) che abbiano ispirato agli uomini l’idea che il sacrificio, in pace ed in guerra, potesse essere utilizzato come “moneta di scambio” per ottenere favori.
La terrificante situazione del nostro pianeta, ormai morente a causa della cosiddetta “geoingegneria clandestina”, forse è la prova dell’esistenza di simili entità affamate di morte e ghiotte dell’altrui sofferenza, entità che però, per quanto possano compiere talora "miracoli" (mirati interventi sul piano del mondo fisico), non riescono ad esercitare il proprio dominio se non per mezzo e per opera dell’uomo. 
La loro forza sembra sia nella capacità di corrompere gli animi umani e di adescare una genìa di servitori, la loro debolezza sta nel fatto che hanno bisogno di un tramite umano per esercitare il loro predominio.
Sta in noi staccare la spina che fornisce energia a questi orribili demoni, smettendo di credere alle loro menzogne, ed esponendo come nemici dell’umanità tutti quei loschi figuri che agiscono in politica, nell’economia e nell’informazione per portare a compimento i Loro piani infernali.
Ma per fare questo occorre liberarsi da tutti i condizionamenti del sistema di potere, prendere coscienza in tempi rapidi del fatto che la cospirazione agisce ad ogni livello (politico, economico, sanitario, religioso etc.) e che ogni realtà istituzionale, su questo mondo, è marcia fino al midollo (malgrado la buona volontà di tanti uomini che la servono con ingenua fiducia).
Molti si chiedono (e mi chiedono) cosa si possa fare per contrastare questo orrido sistema che ci avvelena con le scie chimiche. La risposta è che trattandosi di un progetto segreto occorre mostrarne a tutti la tangibile realtà (se tutti ne venissero a conoscenza ci potrebbe essere finalmente qualche speranza di bloccare queste venefiche operazioni) ma soprattutto che è inutile rendersi conto dell’esistenza delle scie chimiche se non ci si sforza di comprendere il quadro complessivo della cospirazione che vi sta dietro e non si cambia la propria visione del mondo.
Appendice:
Capitolo 8 
[8]Come l'avrete in potere, appiccherete il fuoco alla città: farete secondo il comando del Signore.
(…)
[24]Quando Israele ebbe finito di uccidere tutti i combattenti di Ai nella campagna, nel deserto, dove quelli li avevano inseguiti, e tutti fino all'ultimo furono caduti sotto i colpi della sIsraeliti si riversarono in massa in Ai e la colpirono a fil di spada. [25]Tutti i caduti in quel giorno, uomini e donne, furono dodicimila, tutti di Ai.
 [Poi, una volta finito lo sterminio degli uomini inizia quello degli animali]
[30]In quell'occasione Giosuè costruì un altare al Signore, Dio di Israele, sul monte Ebal, [31]secondo quanto aveva ordinato Mosè, servo del Signore, agli Israeliti, come è scritto nel libro della legge di Mosè, un altare di pietre intatte, non toccate dal ferro; vi si sacrificarono sopra olocausti e si offrirono sacrifici di comunione.
Capitolo 10
[10]Il Signore mise lo scompiglio in mezzo a loro dinanzi ad Israele, che inflisse loro in Gàbaon una grande disfatta, li inseguì verso la salita di Bet-Coron e li battè fino ad Azeka e fino a Makkeda. [11]Mentre essi fuggivano dinanzi ad Israele ed erano alla discesa di Bet-Coron, il Signore lanciò dal cielo su di essi come grosse pietre fino ad Azeka e molti morirono. Coloro che morirono per le pietre della grandine furono più di quanti ne uccidessero gli Israeliti con la spada. [12]Allora, quando il Signore mise gli Amorrei nelle mani degli Israeliti, Giosuè disse al Signore sotto gli occhi di Israele:
«Sole, fèrmati in Gàbaon e tu, luna, sulla valle di Aialon».
[13]Si fermò il sole e la luna rimase immobile finché il popolo non si vendicò dei nemici.  
(…)
[34]Poi Giosuè, e con lui tutto Israele, passò da Lachis ad Eglon, si accamparono contro di essa e le mossero guerra. [35]In quel giorno la presero e la passarono a fil di spada e votarono allo sterminio, in quel giorno, ogni essere vivente che era in essa, come aveva fatto a Lachis. [36]Giosuè poi, e con lui tutto Israele, salì da Eglon ad Ebron e le mossero guerra. [37]La presero e la passarono a fil di spada con il suo re, tutti i suoi villaggi e ogni essere vivente che era in essa; non lasciò alcun superstite; come aveva fatto ad Eglon, la votò allo sterminio con ogni essere vivente che era in essa.

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